Controllo dei costi in F1, il rovescio della medaglia

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Posizioni disparate sul tema scottante della riduzione dei costi nella massima categoria di monoposto a ruote scoperte

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Torna attuale il tema sulla riduzione dei costi in F1, un dibattito che coinvolge l’ambiente con opinioni e posizioni diverse. Non c’è alcun regolamento in proposito, ma è in vigore un “gentleman’s agreement”, un accordo verbale tra gentiluomini che lega le varie squadre. Con tutta evidenza non rispettato, dato i riscontri nella passata stagione.

I team puntano su un accordo per la riduzione dei costi, indispensabile per la loro sopravvivenza e per una bilanciata prestazione a livello delle squadre migliori. Il rispetto dell’accordo porterebbe più competitività e divertimento nell’ambiente del Circus.

Sulla scottante questione, Flavio Briatore, ex manager in F1, ha lanciato una proposta: “Quando vedi una Lotus o una Sauber che hanno più o meno lo stesso budget, 90-100 mln di euro, e contro McLaren, Ferrari, Red Bull, Mercedes che hanno un budget 3 volte superiore – dice Briatore – quando vedi che una Sauber o una Lotus è più veloce di te e una Force India rischia di vincere, nel sistema c’è qualcosa che non va. Si può fare un campionato a cifre diverse, lo spettacolo è maggiore se le macchine sono simili”.

Rovescio della medaglia, la contrarietà dei top team, che mirano al top della performance, ritenendo non auspicabile una limitazione del budget.

Durante la conferenza stampa della FIA in Australia, con Eric Boullier (Lotus), Paul Hembery (Pirelli), Jean-Michel Jalinier (Renault Sport F1), Martin Whitmarsh (McLaren) e Toto Wolff (Mercedes), è tornata di attualità la discussione sulla riduzione dei costi.

L’Amministratore Delegato della McLaren non ha ritenuto l’ambiente della F1 conforme a qualche forma di controllo dei costi, trattandosi di uno sport professionistico mondiale, che fa della competitività estrema il proprio obiettivo di fondo. Sulla stessa linea Toto Wolff, il quale ha preferito concentrare la propria attenzione sull’enorme valore mediatico delle gare di F1.

Il punto di vista di Jean Todt, presidente della FIA, non si è fatto attendere. In una intervista al ‘Financial Times‘, Todt ha affermato che “la F1 di oggi costa troppo”, ma ha anche ammesso che alcuni team non sono interessati “alla riduzione dei costi: per loro le priorità sono altre. Quindi” – ha concluso il vertice politico dell’automobilismo mondiale –“è inutile cercare di coinvolgere la federazione per mettersi d’accordo su qualcosa che loro stessi non vogliono veramente. Noi siamo i legislatori e dobbiamo controllare che le regole siano rispettate”.

Uno scontro di interessi di tale portata lascia insoluti i problemi, malgrado un’altra stagione sia già al via. Un campionato ad armi pari, o quasi, avrebbe un notevole riscontro sul profilo dello spettacolo. Ma forse la nostra visione è utopica e romantica, una F1 con cifre diverse!

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Rossella La Notte

Sono stata folgorata da un go-kart da bambina, da allora niente è stato uguale. Cresciuta come fissa spettatrice del “mio” rally del Gargano, ho coltivato l’interesse per le competizioni automobilistiche seguendo la stampa in ogni sua articolazione. Colpita ed affondata dal fascino della F1, ho coltivato la mia passione di scrivere come modo per fissare i ricordi e le forti emozioni vissute. Organizzo eventi sportivi, collaboro con l’Associazione Karting Milano e ho elaborato il progetto “Karting Giovani”, mirato ad avvicinare la scuola al mondo del karting. Ho collaborato con il campionato Formula 2000 Light. Su THE HORSEMOON POST curo una rubrica - Ross Zone – in cui mi occupo di Formula 1.

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