Il caimano Vettel strappa la vittoria a Webber. Hamilton a podio, la Mercedes c’è. Ferrari harakiri a metà

F1, GP della Malesia | Alonso fuori subito con una scelta discutibile. Bene Mercedes con Hamilton terzo e Rosberg quarto. Massa chiude quinto

24.03.2013- Race, Sebastian Vettel (GER) Red Bull Racing RB9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sebastian Vettel ha trionfato al Gran Premio della Malesia, secondo appuntamento del 2013, davanti al compagno di squadra Mark Webber e alla Mercedes W04 di Lewis Hamilton. Ventisettesima vittoria in carriera per il venticinquenne di Heppenheim e primo podio della stagione per Lewis Hamilton con la Mercedes. Furioso Mark Webber a fine gara con Vettel, reo di avergli sottratto una vittoria per lui legittima. Webber ha contestato sul podio a Vettel di aver contraddetto le indicazioni della scuderia (un sostanziale “mantenete le posizioni, corsa finita”). Un copione già visto.

In gara la pioggia ha fatto solo capolino. Caduta nel primo pomeriggio locale, ha imposto alla direzione gara di dichiarare “wet race”, imponendo ai team di usare le gomme intermedie.

Il primo colpo di scena è avvenuto in partenza. quando Fernando Alonso (partito molto bene dalla tera piazza) è arrivato al contatto con Sebastian Vettel, urtando il retrotreno della RB9 e danneggiando l’ala anteriore della F138, ma riuscendo però a mantenere la seconda posizione conquistata al via. Quando sembrava ormai logico rientrare ai box, dopo un giro effettuato con l’ala semi staccata, il team diretto da Domenicali ha preferito far proseguire Alonso, il quale – alla prima staccata violenta dopo il rettilineo – ha visto l’ala anteriore staccarsi e infilarsi sotto la vettura. La F138 ha perso aderenza, con le ruote anteriori sollevate causa la presenza dell’alettone sotto la zona del “coltello”. Alonso è finito sulla sabbia, senza la possibilità di poter tornare il pista, determinando un amaro ritiro per lo spagnolo della Ferrari, frutto anche di una scelta del al box Ferrari incomprensibile.

Dopo pochi giri dal via, la pista si è repentinamente asciugata e tutte le vetture sono rientrate ai box per montare le Medium. Sin dalle fasi immediatamente successive al ritiro di Alonso, la gara è stata una faccenda tra le Red Bull di Vettel e Webber (partito questa volta in maniera eccellente) e le Mercedes di Hamiton e Rosberg. Al trentanovesimo giro la svolta della gara. Montate le Orange Hard, le Mercedes hanno subìto un evidente calo di prestazione, permettendo a Vettel di sopravanzare Hamilton e issarsi in seconda posizione, con Webber a fare l’andatura.

Ultimo brivido della gara al quarantasettesimo giro – a dieci giri dalla bandiera a scacchi – con Vettel all’attacco di Webber dopo il pit stop di quest’ultimo. Il sorpasso è riuscito grazie a una lunga manovra di attacco, con Webber infuriato per esser stato sorpassato dal compagno di squadra. l’australiano non si aspettava di essere attaccato da Vettel, dopo le indicazioni dei box di “mantenere le posizioni” (gara finita, il messaggio irradiato via radio dal muretto dei bibitari), ma la fame di vittorie non ha fermato il tricampione del mondo tedesco. Polemiche nel dopo gara, con probabili strascichi nei prossimi giorni.

Terzo posto per Lewis Hamilton, giunto sul podio dopo appena due gran premi disputati al volante di una Mercedes. La gara dell’inglese è stata abbastanza oculata e senza sprazzi degni della sua fama di grande combattente, ma è il risultato che conta e questa gara ha dato ragione all’atteggiamento tenuto da Lewis in gara. Quarto posto finale per Nico Rosberg, raffreddato nei suoi bollenti spiriti dal team negli ultimi giri, perché in disaccordo con la indicazione di congelare le posizioni fino alla bandiera a scacchi (in considerazione del distacco tra i primi due e il duo delle Frecce d’Argento di Stoccarda).

Quinta piazza per Felipe Massa, autore di due bellissimi sorpassi nel finale di gara su Perez e Grosjean. Deludente però il passo di gara della F138 del brasiliano. Stando alle indicazioni dei tre turni di libere, la Rossa era – assieme a Red Bull e Lotus – la vettura più performante sui long run, ma oggi era in evidente difficoltà in condizioni di pista bagnata. Ferrari in netta ripresa in condizioni di asciutto, ma forse penalizzata da un assetto aerodinamico settato per la pioggia, di fatto assente. Però Felipe ha ripreso feeling con la monoposto (gomme Medium) e ha compiuto tre sorpassi in nello spazio di pochi giri, mostrando la reattività della monoposto in condizioni di basso carico. Un risultato positivo, che salva l’onore del Cavallino Rampante.

Deludente il risultato finale delle due Lotus, giunte sesta e settima al traguardo. Dopo la penalizzazione inflitta a Räikkönen dai commissari di gara nella giornata di ieri, per aver rallentato in qualifica Rosberg. Il finlandese non è riuscito a risalire molte posizioni e a contrastare il dominio Red Bull. Grosjean invece è sembrato più tonico del compagno di team e ha gli è arrivato davanti a fine gara.

Da sottolineare la bella gara di Nico Hülkemberg, protagonista di un duello d’altri tempi con Räikkönen e giunto ottavo al traguardo, conquistando i primi punti in carriera con la Sauber. Giornata nera per la Force India, con un gran potenziale mortificato da due problemi tecnici, che hanno costretto Di Resta e Sutil al ritiro. Primissimi punti anche per Perez nella sua nuova avventura in McLaren, giunto nono al traguardo dopo il ritiro dell’altro alfiere di Woking, Jenson Button.

Jean-Eric Vergne ha chiuso la Top-Ten, portando a Faenza il primo punto della stagione. Anche Ricciardo è stato autore di un’ottima gara, funestata però da un problema tecnico che lo ha costretto al ritiro. La mano di James Key sembra così iniziare a pesare e portare la Scuderia Toro Rosso nelle posizioni che contano, malgrado le difficoltà in qualifica.

Continua il momento magico per Jules Bianchi, tredicesimo al traguardo con una Marussia in decisa crescita e più competitiva di Caterham. Primo buon risultato per il debuttante della Williams Valtteri Bottas, undicesimo e unica vettura del team di Grove giunta al traguardo. Maldonado infatti ha avuto l’ennesimo fine settimana caotico, con un musetto rotto nelle fasi centrali della gara e con un problema tecnico che lo ha costretto al ritiro.

Sebastian Vettel e la Red Bull si portano così in testa ai alle due classifiche mondiali, superando Räikkönen e Ferrari, in testa dopo il primo GP dell’anno in Australia. Prossimo appuntamento in Cina, dal 12 al 14 aprile. In questo lasso di tempo alcune scuderie potranno approntare i primi aggiornamenti per le nuove vetture, cercando di recuperare prestazione e feeling con le gomme, vero fulcro tecnico di questa Formula 1.

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@GiacomoRauli

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Giacomo Rauli

Studio comunicazione, ho la passione delle auto in ogni forma e maniera. Il mio interesse per il giornalismo mi dà la possibilità di occuparmene. Su THE HORSEMOON POST scrivo di F1, Mondiale Rally e automobili, in fondo è un modo diverso per continuare a giocare con le macchinine...

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