Dopo la decisione del CSM. Il dilemma di Ingroia: “O Aosta o addio alla magistratura”

Il plenum del CSM, con 19 voti a favore, ha deciso di spedire il leader di “Rivoluzione Civile” ad Aosta, l’unica in cui non si è candidato. Ingroia, deluso, sta pensando ad appendere la toga al chiodo

Continua il periodo nero – che più nero non si può – per il magistrato palermitano Antonio Ingroia. Il Consiglio Superiore della Magistratura, infatti, dopo aver bocciato la nomina del leader di Rivoluzione Civile a presidente di Riscossione Sicilia Spa, oggi ha deciso di trasferirlo ad Aosta come sostituto procuratore della Repubblica. Decisione presa dal plenum del CSM, con diciannove voti a favore, zero contrari e sette astenuti.

È giusto sottolineare, prima di andare avanti con l’ennesimo smacco subito da Ingroia, che la sede di Aosta è l’unica in cui il siciliano possa continuare a fare il magistrato, perché quella circoscrizione è l’unica in cui non si è candidato alle elezioni dello scorso fine febbraio.

La reazione delusa di Ingroia – che avrebbe desiderato essere ascoltato, prima della decisione del trasferimento – non si è fatta attendere: “Il CSM ha fatto le sue scelte e le sue valutazioni. Io farò le mie. Ha scartato ogni opportunità affinché venisse valorizzata la mia esperienza e professionalità e ora farò io le mie valutazioni e le mie scelte”.

In pratica, fermo restando la possibilità di un ricorso alla giustizia amministrativa, Ingroia potrebbe perfino decidere di abbandonare la magistratura, attività cominciata nel 1987, a Palermo, nel pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

In questo modo, infatti, l’ex pm della Procura del capoluogo siciliano, potrebbe non solo accettare l’incarico proposto dal governatore Rosario Crocetta di presiedere la società che si occupa della gestione della riscossione dei tributi nell’Isola, ma anche continuare – senza impedimenti – il suo percorso politico.

Anche perché, stando a quanto dice la legge, Ingroia dovrebbe restare ad Aosta per minimo tre anni e per altri cinque non potrebbe chiedere aspettative o fuori ruolo.

Insomma, o quello che che Ingroia considera il “confino” o la libertà di continuare la sua “Rivoluzione Civile”.

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@waltergianno

Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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