La Sicilia azzera i fondi per le cure palliative. Hasta la faccia tosta siempre!

Non si trovano 505 mila euro per rendere più dignitoso l’Ultimo Miglio della vita. L’atroce sospetto che si voglia promuovere il culto della morte… Trovati 700 mila euro per i Vigili Urbani di Messina…

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Confessiamolo subito: parlare di cure palliative e di malati terminali è difficile, per chi da poco ha perso una persona cara, sfuggita in un lampo dall’affetto dei propri cari. Soprattutto se questa persona cara in una struttura pubblica della “sua” Sicilia non ha trovato l’assistenza che avrebbe dovuto ricevere, in quanto cittadino italiano e, forse ancor prima, come persona, punto.

Apprendere che l’Assemblea Regionale Siciliana – il più antico parlamento del mondo – abbia cancellato con un colpo di spugna i 505mila euro di fondi destinati alle cure palliative lascia un certo senso di disgusto, per una classe dirigente che spesso mostra di non sapere dirigere se stessa verso il primo bagno pubblico, per dissolversi in un trionfo di acqua di scarico.

E – si badi – non è un’invettiva violenta, ma solo un’annotazione tecnica: perché a fare le spese delle decisioni vergognose dei parlamentari siciliani (che forse andrebbero denunziati per vilipendio di Regione) saranno poi i medici che agiscono vis-à-vis con i cittadini, dai quali dovranno sopportare ogni tipo di strale, ogni critica e talvolta anche qualche minaccia fisica.

Vallo a spiegare alle persone che la Regione Siciliana possa tranquillamente prevedere 3 milioni di euro per promuovere la rivoluzione della legalità e il progresso che avanza – in puro stile cubano – ma non le risorse necessarie a dare ossigeno alle tre associazioni che si occupano di assistere (spesso a domicilio) di rendere più dignitoso l’Ultimo Miglio della vita stravolta da una inesorabile malattia, con cure “palliative” di nome, ma risolutive di fatto: destinate ad eliminare il dolore di chi sta male e ad aggravare quello, stravolgente, dei familiari.

Allora, vista la combriccola eterogenea al potere, sorge il dubbio che non sia semplice dimenticanza, colpevole sottovalutazione o superficiale cecità di prospettiva, ma che dietro ci sia una precisa regia a favore della dolce morte”. Insomma, che l’azzeramento del capitolo del bilancio siciliano nasconda l’avvio della promozione, con strumenti surrettizi, dell’eutanasia.

Dal nostro punto di vista ideale – anche con le citate implicazioni personali, fresche fresche di sentimento – sarebbe un fatto grave per i valori del rispetto e della promozione della vita, nel quadro di un sistema che non si accanisce, ma accompagna con dedizione, affetto e umanità verso l’Appuntamento.

La recente nostra esperienza ci dice che nel Veneto governato dalla Lega le strutture operano secondo questi tre pilastri – dedizione, affetto e umanità – dal primo medico all’ultimo inserviente. Vorremmo poteri dire lo stesso della Sicilia e le esperienze diffuse dicono purtroppo il contrario. Un marchio di infamia per una terra meravigliosa, ma trattata come una fetida latrina. Vergogna.

Aggiornamento delle 12.16

In mattinata è ripreso l’esame degli emendamenti in vista dell’approvazione della finanziaria, che dovrà avvenire entro oggi. È passato l’emendamento che assegna 700 mila euro ai Vigili Urbani di Messina, dotazione ridotta dagli originari 1,2 milioni, grazie all’azione di Giannina Ciancio, del M5S. Ha votato contro Nicola d’Agostino dell’UDC. Questo emendamento aveva mandato su tutte le furie il presidente Crocetta, che aveva alzato la voce contro la sua eterogenea maggioranza, ammonendo non si possono fare “emendamenti pro-deputato”. Evidentemente l’Aula di Palazzo dei Normanni la pensa in modo diverso.

L’esame degli articoli continuerà in seduta plenaria fino all’approvazione di tutti gli articoli della finanziaria. Dopo il presidente Crocetta riunirà la giunta per l’allineamento degli articoli del bilancio e della finanziaria dopo gli emendamenti introdotti dall’aula. Sala d’Ercole tornerà a riunirsi per il voto finale sui documenti contabili e di programmazione economica, entro le ore 24 di oggi, termine di scadenza dell’esercizio provvisorio.

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