Sette morti, quattro feriti e due dispersi. Bilancio tragico dell’incidente nel porto di Genova

Lupi ipotizza alla Camera le cause dell’incidente. Il comandante iscritto nel registro degli indagati, atto dovuto per garantire la partecipazione nelle fasi propedeutiche del processo. Scatola nera sotto analisi

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Il bilancio dell’incidente di ieri notte nel porto di Genova è tragico: sette morti accertati, quattro feriti, di cui due in gravi condizioni e gli altri due con prognosi di 30 giorni, due dispersi. A parte i danni materiali, che ancora devono essere quantificati, ma sono ingenti e necessiteranno di misure straordinarie per garantire la funzionalità del porto di Genova, asse portante economico dell’intera area.

La Jolly Nero ha investito il molo Giano del porto genovese, divellendo la torre di controllo, gioiello del sistema di controllo e manovra del porto. La torre si è sbriciolata, finendo in mare e travolgendo il personale che era dentro, in un momento di cambio turno.

Lo sciopero, indetto dai lavoratori portuali, proseguirà fino a domani alle 13. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, ha riferito oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati il risultato del vertice presieduto in mattinata nel capoluogo ligure, alla presenza della sottosegretario alla difesa, Roberta Pinotti, tra l’altro genovese. Una liturgia vecchia, perché i deputati presenti hanno in sostanza avuto delle informazioni già di dominio pubblico, grazie all’informazione in tempo reale. Liturgia vecchia per un sistema democratico vecchio e da ammodernare con celerità. Tuttavia, Lupi ha indicato le linee direttrici che si stanno seguendo per capire le cause della tragedia di Genova che potrebbe essere stata causata (1) dall’eccessiva velocità della manovra di uscita dal porto; ovvero (2) da un’avaria ai motori, che potrebbero essersi bloccati, rendendo la nave ingovernabile; o ancora (3) da un guasto ai cavi di collegamento tra la nave e i due rimorchiatori.

Per consentire a tutte le persone interessate dalle indagini – sia penali che tecniche – aperte dalla magistratura genovese e dalla Marina Militare, il comandante della Jolly Nero è stato iscritto nel registro degli indagati. L’ipotesi è quella di omicidio colposo. Non è escluso che altre persone possano essere iscritte nel registro degli indagati, con le medesime finalità di garanzia.

Nel frattempo sono state rese note le generalità delle vittime, dei feriti e dei dispersi.

Le vittime sono:

Daniele Fratantonio, 30 anni, originario di Rapallo, nel Tigullio. Lavorava alla centrale operativa della Guardia Costiera; Michele Robazza pilota livornese di 47 anni, sposato e padre di due figli; Davide Morella di Bisceglie del 1979; Marco De Candussio, 40 anni, toscano di Barga, faceva parte del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia Costiera; Sergio Basso, 50 anni, di Genova, dipendente della società Rimorchiatori Riuniti con la mansione di “torrettista”; Maurizio Potenza, 51 anni, centralinista, Giuseppe Tusa, 25 anni, di Milazzo, sottocapo di prima classe della Guardia Costiera.

Risultano ancora dispersi il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, della Spezia, e il maresciallo Francesco Cetrola, 38 anni, di Matera.

Quattro risultano i feriti, tutti militari della Capitaneria di Porto. Due sono ricoverati all’ospedale Galliera, altri due all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. Al Galliera sono ricoverati Enea Pecchi, 40 anni, di Pavia, in prognosi riservata, e Raffaele Chiarlone, 36 anni, di Cuneo, in un primo tempo ricoverato in rianimazione, poi portato in reparto dopo che le condizioni si sono stabilizzate. Presso l’azienda ospedaliera “Villa Scassi” di Sanpierdarena sono ricoverati Gabriele Russo, 32 anni, di Messina, che ha riportato fratture multiple, ricoverato in ipotermia per essere stato a lungo in acqua, e Giorgio Meo, 35 anni, di Taranto, ritrovato sotto le macerie della torre.

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