Rotta di avvicinamento verso Silverstone. Mario Isola analizza le scelte della Pirelli, che guarda già al 2014

Il circuito inglese ha caratteristiche peculiari che richiedono hanno richiesto molta attenzione per l’individuazione della mescola migliore. Sul fronte contratti, secondo la stampa inglese la Pirelli ha già in mano un contratto con FOM, ma non con FIA. La commedia continua?

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La Formula 1 fa rotta sulla Gran Bretagna nel prossimo fine settimana verso il circuito di Silverstone. Uno scenario affascinante, anche con il layout modificato rispetto a quello originario, tracciato utilizzando le stradine di collegamento dell’aerodromo base militare durante la Seconda Guerra Mondiale.

La Ferrari è l’unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni del campionato e si presenterà all’ottavo appuntamento stagionale con un motivo in più per fare bene: ricordare in modo adeguato José Froilan Gonzales, scomparso pochi giorni fa in Argentina, il pilota che diede al team di Maranello la prima delle 221 vittorie conquistate finora nel mondiale di F1. L’auspicio di Stefano Domenicali è aumentare questo quoziente del successo del Cavallino Rampante.

La Pirelli a Silverstone riproporrà le gomme sperimentali che non sono state provate da tutti i team a Montreal, a causa della situazione meteo. L’assenza di unanimità non ha permesso di modificare la struttura della gomma in profondità, ma comunque la costruzione delle coperture ha subito un aggiornamento interinale, in attesa di proporre le novità in modo completo appena tutti i team le avranno provate e l’

Peraltro la casa milanese, secondo il Telegraph Sport, avrebbe già basi per programmare il futuro, perché ci sarebbe già un contratto tra Pirelli e FOM di Ecclestone e tra Pirelli e i team, ma non avrebbe ancora la conferma di un contratto con la FIA. Questa pluralità di contratti privati (e segreti) è emersa dal dispositivo della sentenza del Tribunale Internazionale della FIA.

Un fatto grave che mostra la confusione regnante in Formula 1, dove i vari stakeholder (portatori di interessi) perseguono una politica personalistica, come se l’intero baraccone non dipendesse dalla cooperazione di tutti. Non è un mistero che Jean Todt mirerebbe a un rientro della Michelin, che però non è interessata a fornire gomme di dimensioni obsolete e, quindi, senza un possibile travaso dalle competizioni alla produzione di serie.

Al contrario, Pirelli ha anche una carta extra contrattuale da giocare. Dal dispositivo della sentenza di Parigi emerge che i test chiesti dalla Pirelli alla Mercedes avrebbero avuto una motivazione molto fondata: la sicurezza. In questo scenario, la Pirelli supporterebbe la spinta a un ritorno dei test privati, dimostrando che per motivi di sicurezza è meglio provare “davvero” le monoposto (e tutti i componenti, come le gomme) piuttosto che affidarsi a costosi simulatori che, per quanto affinati siano, non potranno mai essere “veri” quanto la realtà.

Mario Isola presenta l’analisi tecnica della Pirelli

Le gomme per il Gran Premio di Gran Bretagna. Pirelli ha già da diversi giorni comunicato i tipi di mescola che metterà a disposizione dei team nei Gran Premi di Gran Bretagna, Germania e Ungheria.

Pirelli_P_Zero_Hard_Orange_2_150x148Silverstone negli anni è cambiata e così, di pari passo, le gomme. Pirelli – fornitore unico della Formula 1 – porterà pneumatici P Zero Orange hard (riconoscibili dalla banda arancione) e P Zero White medium (banda bianca) sul circuito britannico, per il GP di Gran Bretagna che di fatto è la seconda gara di casa per la casa milanese, visto che a Didcot – a meno di un’ora dal circuito – ha il proprio hub logistico.

Solo per le prove libere del venerdì, ogni pilota disporrà di due set extra di gomme dure in versione “prototipo”, come quelli visti in Canada e che sul circuito “Gilles Villeneuve” non sono stati testati a sufficienza per le condizioni meteo.

Pirelli_P_Zero_Medium WHITE_01_150x174Silverstone è uno dei circuiti più antichi e veloci in calendario, con una andamento particolare che richiede una particolare conformazione delle gomme, su cui si scarica molta energia, con conseguenze sul degrado della mescola e sull’usura del battistrada. La strategia sul circuito inglese è stata in passato la chiave del successo.

Paul Hembery, direttore di Pirelli Motorsport ha evidenziato le differenze tra il circuito canadese e quello britannico. «Silverstone, con le sue altissime velocità e curve scorrevoli, è in netto contrasto con il circuito canadese, di tipo stop and start, anche se, come questo, impegna molto le gomme» ha affermato il dirigente del costruttore milanese. «Per questo motivo, abbiamo scelto le due mescole più dure per il Gran Premio di Gran Bretagna, con un nuovo collante che lega il battistrada alla cintura in acciaio, progettato per eliminare gli isolati casi di delaminazione visti ad inizio stagione» ha spiegato Hembery, il quale però ha precisato che «l’effettiva costruzione dello pneumatico non cambia, in quanto non è stata raggiunta l’unanimità delle squadre su questo punto: teniamo, però, quest’ipotesi in stand-by, nel caso dovesse rendersi necessaria in futuro».

Ovviamente, un altro fattore importante a Silverstone è il clima, notoriamente variabile: non sarebbe una sorpresa vedere il Cinturato GreenPirelli_Cinturato_Intermediate GREEN_01_150x165 intermediate e il Cinturato Blue wet scendere in pista durante il weekend. Per questo motivo, è molto difficile prevedere il numero di pit-stop. Lo scorso anno si rivelò vincente la strategia a due soste, in condizioni di asciutto dopo due giorni di pioggia, ma quest’anno le mescole sono più morbide e se non pioverà si potrebbe assistere tra tre e quattro soste. «Sarà possibile avanzare una previsione più precisa dopo le prove libere» ha riconosciuto Hembery.

Pirelli_Cinturato_Rain_BLUE_01_150x165Il circuito dal punto di vista delle gomme. Elevate velocità e alti livelli di energia laterale sono le caratteristiche principali di Silverstone. Tuttavia il circuito, modificato negli ultimi anni, presenta anche settori più lenti e tecnici, dove l’accelerazione combinata è importante. Quando il pilota sterza e accelera allo stesso tempo in uscita di curva, il lavoro dalla gomma è fondamentale.

In alcuni settori è stato rifatto l’asfalto che si presenta, quindi, meno abrasivo rispetto alle vecchie sezioni. Un asfalto abrasivo aumenta il grip, ma anche l’usura e il degrado. Lo scorso anno abbiamo assistito a un’ampia varietà di strategie, dopo qualifiche bagnate che consentirono ai piloti di scegliere con quali gomme slick iniziare la gara.

Mark Webber, Red Bull, vinse il GP dopo essere partito dalla seconda posizione in griglia: iniziò con gomme morbide per poi completare due stint con gomme dure. Fernando Alonso, Ferrari, dalla pole arrivò secondo, adottando una strategia opposta: due stint iniziali su gomma dura e l’ultimo su gomma morbida.

Note tecniche sugli pneumatici. La stabilità ad alte velocità è particolarmente importante a Silverstone, con un’energia di frenata molto bassa. I carichi aerodinamici sono medi, per cui occorre trovare un compromesso tra esigenza di grip aerodinamico e lo scorrimento nelle curve veloci. Le accelerazioni laterali sulle gomme sono di conseguenza tra le più alte della stagione, con un picco di 5g. La temperatura di superficie del battistrada può superare i 110 gradi centigradi. A Silverstone non è semplice sorpassare, circostanza che rende le qualifiche e le strategie fondamentali. La nuova sezione dopo la curva Abbey è stata inaugurata nel 2011 proprio per agevolare i sorpassi.

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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