Wimbledon, esordio azzurro agrodolce

Subito fuori Errani, Fognini e Lorenzi. Bene Knapp, Vinci e Pennetta

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Sara Errani  ha confermato di soffrire fortemente i verdi prati londinesi, faticando, non poco, negli spostamenti laterali e vedendo il suo dritto depotenziato del suo insidioso effetto rotante, mentre Monica Puig si conferma giocatrice di grandissimo spessore rifilando un netto 6-3, 6-2 alla nostra Sara. Vent’anni fra due mesi, la portoricana ha impressionato per la precisione e la potenza dei due fondamentali, soprattutto col dritto, arma che ha impedito all’azzurra di attuare il solito schema a sventaglio. Saggia nelle variazioni di servizio, non sprezzante delle avventure a rete, la giovane latinoamericana ha stupito nella tranquillità con cui ha amministrato la partita, a conferma che i recenti risultati (vittoria su Goerges e Schiavone all’Estoril, suo primo torneo WTA, e terzo turno al Roland Garros, con vittoria sulla Petrova) non sono stati semplici fuochi di paglia.

Anche Fabio Fognini ha abbandonato mestamente il torneo londinese: l’azzurro ha illuso per un set e mezzo, ma alla fine si è arreso 6-7(5) 7-5 6-3 6-2 a Jurgen Melzer. “C’è poco da dire, oggi non era proprio la mia giornata”, ha detto in conferenza stampa uno sconsolato Fabio.

E pensare che il match si era messo sui binari del ligure, che aveva vinto il primo set al tiebreak e nel secondo era avanti 4-2. Da quel momento, però, Melzer gli ha preso le misure, mettendolo in difficoltà con insidiose  rotazioni mancine. Sotto 4-5, Fognini ha annullato due setpoint (dritto vincente ed errore di rovescio dell’austriaco), ma ha ceduto comunque il parziale con il punteggio di 7-5.

Fabio non si è demoralizzato: ha conquistato un break in apertura di terzo set, salvo cedere a sua volta il servizio. L’azzurro ha iniziato a innervosirsi, discutendo diverse volte con il giudice di sedia francese Pascal Maria e commettendo qualche errore di troppo. Così il match gli è sfuggito di mano e sul 3-4 ha perso la battuta, infilato da un passante di rovescio di Melzer. Vola la racchetta di Fabio e l’austriaco chiude il set 6-3. Il quarto set è una via crucis per Fognini, che racimola solo due game.

Ho giocato una partita noiosa, non saprei come definirla altrimenti – ha detto Fabio –, ho avuto diverse chance, ma non sono riuscito a sfruttarle. Non ero al meglio dal punto di vista fisico, non ho potuto preparare nel migliore dei modi il torneo, ma onestamente non ho perso per questo. Il giudice di sedia? Non ero d’accordo su diverse chiamate. Ora giocherò tre tornei sulla terra: Stoccarda, Amburgo e Umag”

 L’altro azzurro Paolo Lorenzi ha dovuto purtroppo rinviare l’appuntamento con il primo successo in uno Slam: il francese Kenny De Schepper lo ha condannato a una netta sconfitta, 7-6 6-4 6-2.

Il rammarico è soprattutto per il primo set, in cui Lorenzi ha avuto numerose opportunità, senza riuscire a sfruttarle. Un parziale equilibrato, deciso al tiebreak: il senese inizialmente lo ha giocato con coraggio, portandosi sul 6-4. Poi però ha dovuto subire la rimonta del francese, che ha annullato i due setpoint (il secondo dei quali con un poderoso smash), portando a casa quattro punti consecutivi e l’8-6 finale.

Lorenzi ha provato a prendere l’iniziativa nel secondo set ma De Schepper, mancino dal potente servizio, gli ha concesso le briciole nei propri turni di battuta. Mentre si sentivano i boati del vicino campo n°1 dove Nadal soffriva con Darcis, rimaneva inattaccabile il transalpino, che spesso si conquistava il punto con il solo servizio oppure con comode “benedizioni” a rete. Indietro 1-3, Lorenzi non è più riuscito a controbattere, andando sotto di due set. E il terzo ha avuto ancora meno storia: il 6-2 per De Schepper è stata la logica conseguenza.

 Un anno dopo, risolti i problemi al polso, a Wimbledon Londra ha potuto finalmente rivedere la Flavia Pennetta dei giorni migliori, abituata a fare la differenza col rovescio e con i colpi di inizio gioco, servizio e risposta. La brindisina ha chiuso contro la Baltacha con il punteggio di 6-4, 6-1, con 22 vincenti e 14 errori (12-10 il bilancio di Baltacha), con il 67% di punti con la prima e 63% con la seconda. Ora Flavia affronterà Viktoria Azarenka, che però è uscita zoppicando dopo essere pesantemente scivolata a inizio secondo set contro Koehler (si teme un infortunio al ginocchio destro). I precedenti con la bielorussa sono in parità, 1-1: Azarenka si è imposta 61 64 sulla terra a Stoccarda nel 2010, Flavia negli ottavi a Dubai l’anno successivo per 63 67(7) 64.

Ottimo debutto anche per Karin Knapp che ha superato 6-3, 6-4 la ceca Lucie Hradecka senza mai perdere il servizio. Un break per set (nell’ottavo game del primo set e nel terzo del secondo) hanno deciso l’incontro. Karin affronterà al secondo turno Lucie Safarova. Una Knapp soddisfatta, quella vista in conferenza stampa, ma consapevole che il prossimo match sarà duro soprattutto perché “è mancina”. L’azzurra si è detta particolarmente felice di essere in un periodo finalmente libero da guai fisici.

Dopo mesi di preoccupanti risultati che facevano temere il peggio in vista della pesante cambiale 2012 (ai Championships lo scorso anno fece infatti ottavi), Camila Giorgi ha ritrovato un po’ di fiducia con una comoda vittoria su Samantha Murray, n.235 del mondo. Un 6-3, 6-4 che poteva essere più netto, se l’italiana fosse stata più cinica nella conversione palle break (2/13, contro il 0/1 dell’avversaria). Al prossimo turno la vincente di Cirstea-Voegele.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Alessandro Ceci

Sono laureato in Scienze della Comunicazione e ho collaborato con diverse testate nazionali, occupandomi di cronaca locale. Nel 2012 mi sono trasferito a Milano per completare la mia formazione. Da sempre appassionato di calcio, ho curato la pagina sportiva della redazione di Frosinone per “Il Tempo” di Roma. Nello stesso periodo ho collaborato con Tuttosport come corrispondente del Frosinone Calcio. Sono cresciuto a "pane e pallone", ma mi interesso di tennis, basket e volley. Su THE HORSEMOON POST scriverò di palle (calcio, tennis, basket e volley)...

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