Tyre-Gate Silverstone, la Pirelli si assume tutta la responsabilità per salvare la faccia alla F1…

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… a Ecclestone, alla FIA e a tutti i team. Paul Hembery, direttore del motorsport: “gomme asimmetriche montate in modo errato (aspetto da noi sottovalutato), gonfiate male e con camber spinti”. Proposte gomme evoluzione in Germania e nuovo range di coperture a partire dal GP di Ungheria. Chiesto cambio regolamenti e test invernali e durante la stagione

20130601-pirelli-motorsport-board_intra_780x399 Ancora una volta la Formula 1 dimostra di avere un coraggio al limite della sfacciataggine. Oggi pomeriggio è arrivato nelle redazioni il comunicato della Pirelli, che dichiara di assumersi (quasi) tutta la responsabilità per le esplosioni delle gomme durante il GP di Gran Bretagna, verificatesi sulle monoposto di Hamilton, Massa, Vergne, Gutierrez e Perez.

Nel corso della gara – ha ammesso ieri Chiarlie Whiting – il “Circus” si è avvicinato in modo pericoloso all’interruzione della corsa per motivi di sicurezza. Un fatto grave, che avrebbe avuto dei precedenti, ma che forse avrebbe evitato rischi inutili ai piloti. Non si tratta di mancanza di coraggio, ma di responsabilità.

La Pirelli oggi ha caricato sulle proprie spalle tutta la responsabilità dell’accaduto, anche se non è del tutto vero per almeno due motivi.

20130421_pirelli_tyres_f1_2013_range780x247Anzitutto, il fatto che le gomme del 2013 siano asimmetriche è collegato in modo diretto alle richieste di Ecclestone e dei team di disporre di coperture che avessero un dato comportamento, in modo da produrre corse più spettacolari. Un po’ come se la federazione dell’ippica disponesse per i cavalli zoccoli sbilenchi per favorire le cadute e, di conseguenza, lo spettacolo in pista. Un’assurdità di cui Ecclestone, la FIA e i team hanno piena responsabilità, la Pirelli solo quella di averla accettata (che non è un fatto irrilevante). È probabile che – come recita il comunicato che potrete leggere in modo integrale – l’asimmetricità delle gomme sia stato davvero sottovalutato dai team e forse anche dalla stessa Pirelli, anche se quest’ultima circostanza è meno probabile.

In secondo luogo, tra i motivi addotti come cause dell’esplosione delle gomme a Silverstone sono state citate le basse pressioni di gonfiaggio e l’adozione di angoli di camber esasperati. Per questa ragione, la Pirelli ha richiesto la comunicazione di queste informazioni in tempo reale da parte dei team, con un cambio regolamentare che obblighi le squadre a dare questi dati. Sulla pressione delle gomme e sull’assetto delle monoposto si vincono e perdono le gare. La richiesta della Pirelli sembra del tutto desueta, per usare un eufemismo. Semmai, il costruttore italiano potrebbe imporre un range di utilizzo (pressioni, camber) e potrebbe pretendere che i dati siano consegnati alle autorità sportive, che custodirebbero queste informazioni in via riservata.

Per motivi di sicurezza, la Pirelli adotterà pneumatici costruiti con la spalla in kevlar nel GP di Germania al Nurburgring, il prossimo fine settimana, mentre per il successivo – in Ungheria – introdurrà un range di gomme del tutto nuovo, che in realtà è il risultato di una marcia indietro alle carcasse delle gomme 2012, con le mescole del 2013. Ne deriveranno gomme più convenzionali, il che potrebbe significare anche meno propense a consumarsi e a lasciare ai piloti l’onere (e l’onore) della lotta in pista, non l’affidamento delle speranze di sorpasso a San Pit Stop.

Ancora, la Pirelli ha richiesto una modifica regolamentare per poter utilizzare una monoposto aggiornata di anno in anno, al fine di testare le gomme in uno scenario tecnico più realistico, non con una monoposto obsoleta. Ma il costruttore ha chiesto anche che si possano svolgere più test pre-stagionali e anche test durante la stagione per verificare il funzionamento delle gomme con i rispettivi team. Motivo per cui ha chiesto anche l’accesso ai dati, secondo noi cosa impossibile da ottenere, senza violarne la segretezza (seppur in via potenziale).

Se però volessimo leggere il comunicato della Pirelli da un’altra prospettiva, si capirebbe che le responsabilità maggiori sono distribuite in parti uguali tra Ecclestone, la FIA e i team.

Ecclestone per aver avallato scelte tecniche e regolamentari folli, tra cui DRS (ala mobile posteriore, ndr), il divieto dei test stagionali, il congelamento dello sviluppo dei motori e l’esasperata rilevanza data all’aerodinamica, ossia a una branca tecnica con scarso travaso verso le automobili di serie (a differenza degli altri).

La FIA per aver impresso il bollo della legalità a queste scelte senza senso, legalità evaporata di colpo quando la paura che ci scappasse il morto ha spinto tutti ad accettare una sentenza ridicola verso l’illegale (ai sensi del regolamento vigente) test di gomme a Barcelona, dopo il GP di Spagna. Caso unico al mondo in cui l’indagato (anche se per la violazione di un regolamento sportivo) ha suggerito alla Corte la sanzione da imporgli.

I team, per aver accettato la scorciatoia regolamentare come mezzo per ostacolare la superiorità della Ferrari, mostrata nell’era Schumacher, che maturava i successi con incredibili sforzi organizzativi spesi in prove, test, simulazioni di gara. Ma questo – sembrano dimenticare i più – non servì a niente prima del 2000, quando la forza e la pervicacia del Cavallino Rampante non portò all’agognato ritorno ai vertici iridati.

Duole rilevare che la Pirelli sia stata costretta ad accollarsi tutta la responsabilità, per potersi garantire la conferma del contratto come unico fornitore. E che la casa milanese sia sotto indebite pressioni è confermato da una dichiarazione rilasciata da Paul Hembery, arrivata in redazione alle 21.18, due ore e 20 dopo il comunicato iniziale.

«Diversamente da alcune interpretazioni tengo a sottolineare la collaborazione che stiamo ricevendo dai team, dai piloti, dalla FIA e dalla FOM. In nessun modo – afferma il direttore del Motorsport Pirelli – intendiamo essere polemici né attaccare nessuno. Ci siamo assunti le nostre responsabilità come emerge dal comunicato stampa. Non avendo il pieno controllo di tutti gli elementi che impattano sull’utilizzo degli pneumatici abbiamo bisogno del contributo di tutti. In questo senso stiamo ricevendo supporto da tutti i soggetti coinvolti a cui va il nostro ringraziamento».

Forse è il caso di dire, senza ulteriori infingimenti, che la Pirelli in questa brutta storia è la prima vittima dell’ingordigia altrui.

Ultima modifica 2 Luglio 2013, ore 23.02 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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