Ufficio stampa Regione, dopo l’esposto la Procura apre un’indagine. Crocetta: prenderò la tessera dell’OdG, visto che scrivo articoli e comunicati

Dopo vari tentativi di avviare un confronto costruttivo, l’Ordine dei giornalisti della Sicilia ha presentato qualche giorno fa un esposto alla procura di Palermo per “esercizio abusivo della professione”. Avviata l’inchiesta, contro ignoti. Il presidente della Regione la mette sul sarcasmo, ma la storia è tremendamente seria

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La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sull’invio ripetuto e sistematico di comunicati stampa da parte del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, e degli assessori della sua giunta. La vicenda, denunciata in marzo dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia e dall’Associazione siciliana della stampa, la settimana scorsa era stata al centro di una nuova iniziativa dei due enti rappresentativi della categoria dei giornalisti, che hanno preannunciato l’invio di altri esposti alla presidenza della Repubblica e del Consiglio dei ministri e alla Procura.
Il fascicolo, per adesso senza indagati, è stato affidato dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci ai sostituti Alessandro Picchi e Daniela Randolo, che fanno parte del gruppo che indaga sulla pubblica amministrazione.

Secondo Ordine e sindacato, Crocetta e i suoi assessori eserciterebbero abusivamente la professione di giornalista, violando le norme che riservano ai giornalisti l’esercizio delle attività di informazione istituzionale. Crocetta ha accentrato su di sé e sugli assessori la stesura e l’invio dei comunicati, la convocazione delle conferenze stampa e le altre attività di pertinenza dei giornalisti, dopo avere liquidato in novembre, subito dopo il proprio insediamento, l’ufficio stampa della Presidenza della Regione.

20130629-pennisi-arena-cicero_780x500«L’Ordine dei giornalisti di Sicilia confida nell’operato della magistratura, il cui obiettivo deve essere quello di assicurare uniformità di trattamento, in tutto il Paese, riguardo all’esercizio abusivo delle professioni e al rispetto delle leggi sulla gestione dell’informazione istituzionale», ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Riccardo Arena.  «Nelle altre regioni – ha spiegato – gli uffici stampa pubblici esistono e i politici non si sostituiscono ai giornalisti. E se un odontotecnico fa il lavoro del dentista, la magistratura gli sequestra l’attività, chiudendogliela».

Di fronte all’offensiva dell’Ordine e dell’Assostampa, nei giorni scorsi Crocetta aveva preannunciato la “riapertura” dell’ufficio stampa della Presidenza. «Saranno cinque o sei i contrattisti dell’Ufficio stampa della Regione, scelti tra giovani e con un incarico della durata di un anno» aveva affermato Rosario Crocetta, il quale con il consueto piglio autoritario si era riservato di «valutare le performance». «Il tempo degli incarichi a tempo indeterminato senza concorso è finito, farò i primi contratti per un anno. Può non piacere, ma procederò così» aveva concluso il presidente della regione Sicilia.

Oggi, a seguito della notizia dell’apertura dell’indagine della Procura di Palermo, Crocetta l’ha messa sul sarcastico. «Ho intenzione di prendere la tessera di giornalista visto che esercito l’attività giornalistica e scrivo i comunicati da solo» ha dichiarato durante una conferenza stampa indetta per denunziare abusi perpetrati nella gestione del Parco delle Madonie, ammettendo tra l’altro l’addebito che l’Ordine e Assostampa Sicilia gli contestano da tempo, la violazione della legge 150 del 2000 che regola la materia degli uffici stampa negli enti pubblici.

Crocetta dà l’aria di non curarsi dell’indagine della procura di Palermo, sente di essere nel giusto, la prende con ironia, ma la storia è tremendamente seria.

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