Nella partita tra Berlusconiani e Antiberlusconiani, Berlusconi perde in tribunale e vince in politica?

Chi vince e chi perde davvero nella partita tra pro e contro il Cavaliere? E se il vincitore fosse comunque Silvio Berlusconi politico e il perdente Silvio Berlusconi imprenditore…?

Silvio Berlusconi

La sentenza della Corte di Cassazione contro Silvio Berlusconi è stata attesa dagli italiani con lo stesso spirito di una finale di Coppa del Mondo giocata dalla stessa nazionale divisa in due squadre: Berlusconiani e Antiberlusconiani.

Da un lato coloro che speravano in un’assoluzione, così da potere urlare con il sorriso stampato sulla faccia l’ennesima vittoria del proprio leader contro i magistrati “rossi”; dall’altro coloro che s’auguravano che l’ex Premier fosse condannato, condotto in carcere in manette nel giro di poche ore, cancellato dalle colonne d’Ercole del ‘Sistema Italia’.

In realtà, hanno entrambi perso e paradossalmente ha vinto il Berlusconi politico (mentre è stato sconfitto il Berlusconi uomo).

Sì, perché ieri è stata la giornata in cui l’Italia ha manifestato più che mai il suo grande difetto: il manicheismo. Ovvero l’energia da cui Berlusconi, per oltre venti anni, ha tratto i suoi successi personali, l’unico vero grande protagonista della politica italiana da ‘Mani Pulite‘ in poi.

Perché se l’imprenditore ‘si è fatto’ premier più volte, lo deve sia a coloro che l’hanno seguito e continueranno a seguirlo, affascinati più dal suo carisma che dalle sue capacità di amministrare la cosa pubblica; sia a coloro che l’hanno demonizzato, concentrando su di lui tutti i mali del Paese, dimenticandosi che Berlusconi non è salito più volte al potere per via di un colpo di Stato militare, ma perché legittimato dal voto popolare.

Insomma, Berlusconi fa il cattivo e il bel tempo in Italia perché sono gli italiani a volere che sia così e lui è stato un ‘maestro’ nel conservare e salvaguardare la propria posizione di vertice, al netto di processi, proscioglimenti, assoluzioni e condanne.

Ieri, infatti, ha perso il Berlusconi uomo. È stato condannato. La sua libertà personale sarà limitata per un anno. Non potrà più sedere in Parlamento. E le sentenze, in virtù del primo principio dello Stato di Diritto, vanno rispettate (e magari in silenzio).

Ma il Berlusconi politico ha vinto di nuovo. Innanzitutto, perché non si defilerà. Anzi. Rispolvererà Forza Italia e continuerà a dettarne l’orientamento, probabilmente da casa sua (proprio come fa un certo Beppe Grillo con il Movimento Cinque Stelle...). E rischia di (ri)vincere e tornare più forte di prima, sfruttando anche le debolezze e le frammentazioni storiche dei suoi avversari.

Poi, perché il Partito Democratico è ad un bivio: o sostenere l’alleato – con il rischio di creare ulteriore malumore all’interno del proprio elettorale – o emarginarlo – con il pericolo di dire addio al governo di larghe intese sponsorizzato da ‘sua maestà’ Giorgio Napolitano.

Epifani & Co., infatti, sanno che entrambe le ipotesi porteranno a conseguenze radicali e c’è un certo Matteo Renzi che non aspetta altro che un ulteriore passo falso dei vertici del PD per diventare il ‘leader maximo’ del centrosinistra, concretizzando così gli incubi di Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema.

Infine, Berlusconi politico ha vinto perché l’Italia si ferma quando accade qualcosa che ruota attorno alla sua persona.

Non si fa che parlare di lui, soprattutto sui social network, ovvero luogo in cui ormai si forma e si plasma il pensiero dell’opinione pubblica. Perché in nessun altro Paese del Mondo, una Nazione si concentra su un unico personaggio con la stessa forza di quanto accade dalle nostre parti.

Roba che, in Italia, accadeva solo quando un tizio si affacciava dal balcone di Palazzo Venezia…

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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