AAA cercasi classe dirigente con senso della leadership per governare Penisola nel Mediterraneo. Astenersi (ulteriori) perditempo

Cosa dovrebbero fare e cosa non faranno i leader dei due schieramenti principali della politica italiana, in preda a paralisi decisionale attorno alla libertà di uno solo. Beppe Grillo se li papperà in un sol boccone?

Berlusconi Letta

Dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna contro Silvio Berlusconi per frode fiscale, cacciandolo di fatto dalle Istituzioni ma non dalla scena politica – al contrario di quanto sperava chi vede nel Cavaliere (ex?) la causa di tutti i mali italici degli ultimi 20 anni – PDL e PD avrebbero dovuto/potuto compiere due scelte “razionali”:

  • PDL: (A) dimissioni di Silvio Berlusconi dal Senato, in maniera tale da scongiurare una discussione e un voto che potrebbero causare da un lato danni elettorali al Popolo della Libertà e al Partito Democratico; dall’altro conseguenze per la tenuta del governo delle ‘Larghe Intese‘. (B) Appoggio senza ricatti all’esecutivo di Enrico Letta. (C) Il leader del PDL (che tornerà a chiamarsi ‘Forza Italia’) dovrebbe accettare di trascorrere un anno in prigione o dedicarsi a un ‘servizio sociale’, come oggi ha sottolineato il direttore nel suo editorialeRisultato: rafforzamento del consenso attorno a Berlusconi – che diventerebbe per i ‘suoi’ una sorta di martire – e al prossimo nuovo/vecchio partito. 
  • PD: (A) Scogliere l’accordo con il PDL – perché il proprio elettorato non accetta di governare insieme ad un partito guidato da un ‘condannato’ che pensa che quasi tutti i giudici siano ‘corrotti’ e orientati politicamente a sinistra; (B) indire nuove elezioni entro la fine di ottobre (e non tendere affatto la mano al Movimento 5 Stelle per ottenere una nuova maggioranza che sarebbe troppo legata agli umori e alle richieste di Beppe Grillo & Co.); (C) candidare Matteo Renzi. Risultato: non solo recupero del consenso perso dopo la strategia fallimentare di Bersani, seguita alle elezioni di fine febbraio, ma addirittura incremento dei voti, così da vincere le elezioni con una maggioranza solida sia al Senato che alla Camera dei Deputati.

Eppure… 

  • Nonostante le parole di ieri pronunciate a Roma dall’ex premier, il governo appare fragile e prossimo alla caduta, con buona pace degli intenti ‘consolidanti’ di Giorgio Napolitano; il PDL vorrebbe inserire nel calendario dell’attuale esecutivo una riforma sostanziale della giustizia (legittima di per sé ma eccessivamente legata all’emotività post sentenza); Berlusconi rischia di fare passare l’immagine che il PDL sia il Popolo della ‘sua’ Libertà.
  • Linea morbida e politicamente corretta di Letta & Compagni: alto il timore di non dire troppo per evitare di dovere lasciare i posti di comando al figliuol prodigo/pecora nera Renzi; volontà di continuare a governare con il PDL, nonostante le accuse pesanti al potere giudiziario, con ulteriore pericolo di perdita di consensi del proprio elettorale (che potrebbero rinvigorire il bacino di voti del Movimento Cinque Stelle, in ascesa dopo il tracollo di fine febbraio).

In pratica, l’impulsività e i calcoli stanno vincendo contro la “ragione”. Con buona pace del progresso politico, economico e sociale di un Paese sempre più frammentato e sull’orlo di una crisi di nervi.

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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