Cina, si dimette Wang Xuemei, vice presidente dei medici legali cinesi: “troppi processi manipolati”

La cinquantasettenne medico ha lasciato il vertice dell’Associazione dei medici legali del Paese: «La condotta professionale dei miei colleghi è inaccettabile. Non posso cambiare la situazione, quindi mi sento in dovere di abbandonare»”. La società civile sempre più contraria agli abusi del Partito nello stato. La forza del liberismo economico che spinge verso la democrazia

20130819-WANG-XUEMEIPechino – Wang Xuemei, 57 anni (nella foto China Daily), nota medico legale, ha rassegnato le dimissioni dall’Associazione dei medici legali della Cina in segno di protesta, per le «eccessive manipolazioni» effettuate dai patologi durante i processi considerati “sensibili” dalla politica nazionale. La professionista, che ha “gettato la spugna” dopo aver cercato “invano” di cambiare la situazione, era nota per aver sollevato critiche sulle indagini sulla morte di Neil Heywood, l’affarista britannico ucciso dall’amante Gu Kailai, moglie del boss di Chongqing, Bo Xilai, stella nascente del Partito Comunista Cinese. Inoltre, la Xuemei aveva sollevato forti dubbi per le indagini dell’omicidio di un giovane di 20 anni a Pechino, Ma Yue.

L’accademica cinese ha pubblicato un video su internet per spiegare le sue motivazioni, con cui spiega di essere «amareggiata dalla condotta professionale dei miei colleghi. Non posso cambiare la situazione, quindi mi sento obbligata ad abbandonare il mio posto». La decisione è giunta alla vigilia del processo intentato dalla madre di Ma Yue contro la polizia e il governo distrettuale di Xicheng. Secondo la donna, gli inquirenti hanno agito in maniera “volutamente sbagliata” nel caso della morte del figlio, ucciso a 20 anni da uno “choc elettrico” mentre si trovava nella stazione della metropolitana di Gulou Dajie, a Pechino.

La Wang, che operava come consulente per il Procuratorato supremo del Popolo, sostiene che gli esami condotti dai suoi colleghi nel caso sono stati «ridicoli e irresponsabili». «Anche se non ho avuto accesso alle prove presentate dalla polizia, i miei anni di esperienza mi dicono che la causa della morte non è quella sostenuta dalle autorità» ha sostenuto la dottoressa, che allo stesso modo si era ribellata contro le conclusioni presentate dai patologi nel caso Neil Heywood: secondo i medici l’uomo era stato avvelenato da cianuro, mentre per la Wang «è morto asfissiato. Altrimenti si sarebbe visto subito l’effetto del veleno sul corpo» ha sostenuto, aggiungendo che i patologi hanno «dichiarato il falso per proteggere i politici implicati nel caso».

È la seconda volta nell’ultimo mese che membri importanti della società cinese cercano di ribellarsi davanti alle ingerenze del Partito Comunista e del suo governo in questioni giudiziarie. Lo scorso 14 agosto, più di 100 industriali ha scritto all’esecutivo per chiedere una vera legge anti-inquinamento al posto di quella al momento al vaglio del Parlamento, che stabilisce nuove norme contro chi danneggia l’ambiente, ma consente solo allo Stato di denunciare i colpevoli. 

Una dimostrazione dell’esattezza delle teorie liberali: il capitalismo economico e il liberismo sui cui poggia, prima o poi alimenta la fame di democrazia politica e di stabilire un vero ambiente politico liberale, secondo il modello occidentale dello stato di diritto, in cui è la legge a prevalere, non il o i Partiti. Con alcune drammatiche eccezioni in Occidente, purtroppo…

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