RED 2, la pensione può attendere!

Bruce Willis e John Malkovich faticano a condurre una vita normale dopo il ritiro dall’attività, ma la voglia di tornare è irresistibile

RED 2

La vita di Frank Moses procede tranquilla al fianco della propria fidanzata Sarah, che invece sperava in un po’ di movimento in più da una relazione con un’ex-spia; la stessa cosa la pensa Marvin, il miglior amico di Frank che cerca disperatamente di trascinarlo in una nuova missione, dovendo addirittura inscenare la propria morte per convincerlo a riprendere le armi e a capire che essere una spia fa parte della sua natura.

Il primo capitolo diretto da Robert Schwentke aveva ben adattato il materiale di partenza (il fumetto di Warren Ellis pubblicato dalla DC Comics) aggiungendo una grossolana ironia che s’intonava alla perfezione con la fisionomia dei protagonisti, ma aveva anche lasciato un minimo di amaro in bocca per un ibrido non del tutto riuscito; con Dean Parisot, al contrario, è chiaro fin dall’inizio l’identità di questo sequel delle avventure delle ex-spie che non vogliono assolutamente andare in pensione: il regista di Fun with Dick & Jane e Galaxy Quest spinge l’acceleratore sul pedale della commedia e, nel mix di azione che un film spionistico porta con sé, quello che risulta è una riuscita parodia del genere.

Il registro, quindi, smaccatamente più leggero e divertente che nel precedente episodio, esalta le qualità registiche di Parisot e la sceneggiatura (ancora una volta opera dei fratelli Hoeber) accentua il ruolo dei personaggi (se non minori) secondari, come Mary-Louise Parker che da pesce fuor d’acqua diventa protagonista assoluta delle proprie azioni o John Malkovich che ha l’opportunità di sfogare le sue mille e improbabili smorfie facciali.

Il mattatore rimane pur sempre Bruce Willis, solito campione di stile e forma, che in alcuni casi accetta il suo ruolo di spalla nella vicenda, in altri si rende protagonista di scontri e battute degne del miglior Die Hard. Ma la sorpresa di questo RED 2 è senza dubbio il personaggio di Anthony Hopkins, che dalla seconda parte della storia ruba la scena a tutti e si prende i suoi meritati applausi, quasi calcasse il palcoscenico più ambito al mondo.     

RED 2 ha il pregio di essere più organico rispetto al caotico primo episodio, che pure aveva stupito nella sua stravaganza di generi e citazioni. Dean Parisot si conferma un buon regista, abile nell’alternare i momenti comici e da commedia pura a quelli action (che in molti gustosi istanti strizzano l’occhio al cinema asiatico) con particolare riguardo per i primi. Non ci resta che attendere il già annunciato terzo episodio…

VOTO : 7 

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Il trailer italiano ufficiale: 

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