Armi chimiche in Siria, Onu: “Indagini senza ritardi”. Parigi invoca la forza

Bombardati i sobborghi di Damasco. Debka: ”Servizi israeliani hanno registrazione con l’ordine di sparare i gas”

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Beirut – I militari del presidente siriano Bashar al-Assad hanno bombardato all’alba i sobborghi di Damasco che sono sotto il controllo dei ribelli. Lo hanno riferito fonti degli stessi ribelli citate dalla tv satellitare al-Jazeera, dopo che le stesse aree sono state colpite da un attacco che avrebbe fatto oltre 1.300 morti. Nel sobborgo di Zamalka sono stati rinvenuti dall’opposizione i cadaveri di altre vittime dell’attacco di ieri.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha chiesto un’indagine “senza ritardi” sull’attacco con armi chimiche in Siria denunciato dall’opposizione. Ban ha quindi chiesto alle autorità di Damasco di “garantire” al team di ispettori Onu a Damasco l'”accesso” ai luoghi teatro dell’attacco per “indagare rapidamente sull’incidente”.

La commissione Onu che si trova in Siria dall’inizio della settimana sta negoziando con il governo locale la possibilità di avere accesso alle aree in cui, in base ai filmanti diffusi dall’opposizione, è stato eseguito l’attacco con gas nervino. “La commissione ha presentato la richiesta di visitare la Ghouta occidentale – ha rivelato all’agenzia Dpa una fonte diplomatica occidentale a Beirut, a condizione di anonimato – ma per ora la risposta del governo siriano è che la situazione in quell’area è troppo pericolosa perché il team possa entrarvi”.

Per la Francia, se l’uso di armi chimiche da parte del regime di Damasco sarà confermato, allora la comunità internazionale deve rispondere “con una soluzione di forza”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, escludendo tuttavia un intervento con truppe di terra.

Ma prima di arrivare a tanto, ha aggiunto il capo della diplomazia francese a Radio Monte Carlo, bisogna che vi sia l’inchiesta degli ispettori Onu. “Il regime deve lasciare che gli ispettori indaghino – ha rimarcato Fabius – l’inchiesta deve aver luogo, per Bashar Assad è semplice: lasciandoli andare sul posto può dimostrare la sua innocenza”. Se invece i siriani rifiutano “vuol dire che sono stati presi con le mani nel sacco”.

Il sito Debka scrive che i servizi israeliani hanno le registrazioni dei comandanti delle batterie dei missili siriani per il lancio dei gas che ordinano di sparare. Secondo il sito, i sistemi di sorveglianza americana rilevano ogni volta che viene sparata una testata chimica nel mondo, così come i satelliti spia americani e israeliani che sorvolano la Siria possono dire quando vengono sparate armi chimiche. Per questo “non ha senso” che Stati Uniti e Occidente dicano che le accuse di uso di armi chimiche vanno provate.

Debka afferma inoltre che, in una conversazione telefonica avvenuta la scorsa notte, il ministro americano della Difesa Chuck Hagel e il collega israeliano Moshe Yaalon si sono scambiati le informazioni d’intelligence, fra cui quella sulla registrazione degli ordini dei comandanti siriani.

Intanto, il presidente siriano, Bashar al-Assad, ha ordinato un rimpasto di governo. Le novità più significative, come hanno sottolineato i media vicini al regime, riguardano alcuni ministeri legati all’economia, sempre più in ginocchio a causa del conflitto che va avanti in Siria ormai da oltre due anni e mezzo.

(fonte Adnkronos)

Un pensiero riguardo “Armi chimiche in Siria, Onu: “Indagini senza ritardi”. Parigi invoca la forza

  • 28/08/2013 in 16:47:38
    Permalink

    Siria, Assad l’arabo e la primavera chimica.
    La Siria progetta armi chimiche nel sito di ricerca di Damasco.
    La Siria produce armi chimiche nei seguenti siti:
    Al Safir, Latakia, Lidlib, Homs.
    La Siria conserva le armi chimiche prodotte nei seguenti siti di stoccaggio:
    Al Furqlus, Khan Abu Shamat.
    La Siria ha usato armi chimiche contro la popolazione inerme nei seguenti siti:
    Aleppo, Al Safir, Damasco (rapporto ONU).
    Quando si prendono posizioni senza guardare ai dati comprovati e alla realtà, il rischio di pregiudizi ideologici a fondamento di certe convinzioni è molto più che elevato:
    raggiunge il punto di una ragionevole certezza.
    Gustavo Gesualdo
    alias Il Cittadino X

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