Egitto, le prove della tentata pulizia etnico/religiosa dei Fratelli Musulmani

Minya: scuole, chiese e orfanotrofi bruciati per cancellare ogni traccia dei cristiani. Nei raid dopo la destituzione di Morsi, gli islamisti si sono accaniti persino su oggetti innocui come i giocattoli dei bambini. Le strutture ospitavano anche figli di musulmani provenienti dalle aree rurali

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Minya – Nei giorni della reazione alle decisioni del governo provvisorio di Hazem al-Beblawi, il governatorato di Minya è la zona dell’Egitto in cui gli islamisti adepti alla Fratellanza hanno colpito in modo più violento e brutale ogni edificio in qualche modo legato alla popolazione cristiana: chiese, scuole e orfanotrofi sono stati devastati senza pietà. «Gli islamisti – ha dichiarato un residente anonimo all’agenzia cattolica AsiaNewshanno bruciato e distrutto tutto. Il loro fine era quello di cancellare ogni traccia dei cristiani, anche gli orfanotrofi sono stati distrutti e saccheggiati». Una sorta di tentata “pulizia” etnico-religiosa di nazista memoria.

Gli abitanti hanno descritto gli attentati e le persecuzioni anticristiane. Dopo l’assalto alla chiesa Prince Tadros el-Shatbi, gli islamisti dei Fratelli Musulmani si sono diretti verso i due istituti per piccoli disagiati, allocati vicino alla parrocchia, dove hanno prima rubato tutte le offerte, i vestiti, i giochi dei bambini, poi hanno dato alle fiamme l’intero edificio. Il rogo è durato oltre 5 ore.  

«Fortunatamente – afferma la fonte di AsiaNews i bambini sono stati portati in salvo prima dell’arrivo degli islamisti», segno che ci fosse timore perfino che questi barbari potessero nuocere alla vita dei piccoli. Come altri luoghi appartenenti ai cristiani, i due istituti che ospitavano centinaia di orfani sono ormai ridotti a un cumulo di macerie. I criminali non si sono limitati a distruggere i due istituti, ma hanno anche demolito la piccola galleria dove i bambini esponevano i loro lavori manuali, per ricevere piccole donazioni e le abitazioni di alcune famiglie a servizio dell’orfanotrofio.

Shurkri Huzayn, 40 anni, è il guardiano dell’orfanotrofio. Anch’egli orfano cresciuto nell’istituto, ha assistito all’assalto compiuto dai salafiti e dai Fratelli Musulmani. «Che razza di persone sono queste? Nemmeno dei bruti assalterebbero un orfanotrofio» ha dichiarato esterrefatto. Huzayn  ha raccontato che gli islamisti si sono accaniti su ogni oggetto che simboleggiasse il cristianesimo e la modernità, compresi i computer. Dopo aver devastato l’edificio, i terroristi hanno bruciato i negozi vicini e le scuole, come la “St. Joseph School” una scuola copta gestita dalle suore, una farmacia e un ristorante. Sui muri circostanti sono state apposte scritte e insulti contro i cristiani.

Tuttavia, alcuni giorni dopo il vile attacco, lo stesso Shukri Huzayn ha scritto sull’unica parete rimasta pulita un messaggio agli islamisti: «Nonostante quello che avete fatto, chiediamo a Dio di perdonarvi. Dio esiste», un messaggio di perdono e di riconciliazione, che affida a Dio l’illuminazione delle menti di queste persone dal cervello obnubilato dai sermoni terroristi dei clerici islamisti.

Un’insegnante della “St. Joseph” ha peraltro ammesso che la devastazione avrà una forte ripercussione sulla vita quotidiana della popolazione cristiana. «Gli insegnanti – ha affermato la donna – non sanno quando potrà cominciare l’anno scolastico. L’istituto – precisa – serviva cristiani e musulmani e dava un’istruzione a centinaia di bambini provenienti dalle campagne, molti dei quali ospitati proprio nei due orfanotrofi».

Insomma, attacchi contro la vita di questi bambini sfortunati da parte di gente manovrata dai predicatori del terrore, salafiti e Fratelli Musulmani, verso cui l’Egitto civile sta mostrando la forza della resistenza attraverso l’unione trasversale e interreligiosa di musulmani e cristiani che intendono vivere in pace e fratellanza. Un monito per tutto il Medio Oriente allargato e un modello per trovare nuove vie di rispetto reciproco e convivenza, attorno alla sacralità della vita umana.

(fonte AsiaNews)

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