Sicilia, ancora sbarchi di profughi siriani a Siracusa. Donna partorisce in alto mare. Allarme terrorismo NBC

Tra gli ultimi 191 migranti, per la maggior parte siriani, appena sbarcati a Siracusa ci sono 51 minori, tra cui una bimba appena nata. Ieri arrivato un altro gruppo di 80 persone. Molti professionisti – medici, avvocati, ingegneri – in fuga dall’orrore islamista di Hezbollah e A Qaeda e nazifascista del regime di Assad. 350 gli arrivi nelle ultime ore. Il viceministro degli esteri siriano, Faisal Maqdad, minaccia l’Europa

20130828-siracusa-profughi-da-siria-780x350Le condizioni meteo avverse non hanno interrotto il flusso di vite umane che scappano dagli avamposti dell’orrore in Siria, visto che gli ultimi arrivati sulle coste siciliane dello Ionio – 350 le persone soccorse nelle ultime ore dalla Guardia Costiera e sbarcati sulle coste siracusane – hanno dichiarato di provenire dal paese in preda alla guerra fratricida.

Tra le ultime 191 persone appena sbarcate a Siracusa, ci sono 48 donne e 51 minorenni, compresa una bimba di quattro giorni, nata nel corso della traversata. Il barcone è stato avvistato la scorsa notte a circa 25 miglia dalla costa ed è stato soccorso da due motovedette della Guardia Costiera. In precedenza la barca dei profughi era stata avvistata da un pattugliatore Breguet Atlantic del 41° Stormo Antisom, di stanza a Sigonella in Sicilia. Monitorato dalla Guardia di Finanza, era stato infine agganciato dalla nave “Foscalri” della Marina Militare, il cui personale ha portato i primi soccorsi alle persone trovate in buono stato, malgrado fossero provate dal lungo viaggio.

Un secondo barcone è stato segnalato questa mattina alla sala operativa della Capitaneria di Porto da Siracusa dal motopattugliatore “Nuzia”, a circa 12 miglia a Sud-Est di Capo Murro di Porco. Sul posto si sono dirette tre motovedette della Guardia Costiera, che hanno preso a bordo 150 persone, per dirigersi verso il porto di Siracusa dove sono attesi tra poco.

Nella giornata di ieri un altro gruppo di 80 persone era giunto su un barcone, poi incagliatosi vicino alla riva. Circa 50 di queste persone sono state rintracciate a terra dalle forze dell’ordine, coadiuvate da pattuglie a terra della Guardia Costiera.

20130828-breguet-atlanticNella maggior parte dei casi si tratta di famiglie di professionisti (dal vestiario e dal modo di comunicare gli esperti dell’immigrazione comprendono molte cose), medici, avvocati, ingegneri, imprenditori, che fuggono dalla Siria per sottrarre i propri cari alla furia della guerra incivile che contrappone le truppe lealiste di Assad – coadiuvate dal supporto di Hezbollah e dal sostegno occulto dell’Iran – e il variegato panorama dei ribelli, tra cui gli islamisti salafiti che si riconoscono nella costellazione transnazionale di Al Qaeda.

Qualche minuto fa, il viceministro degli esteri siriano, Faisal Maqdad, ha ammonito l’Europa. «I terroristi – ha detto Maqdad – sono stati aiutati a usare le armi chimiche da Londra e Parigi, ma non esiteranno a usarle contro l’Europa». Una minaccia non velata, tenuto conto dell’efficienza della ramificazione dell’intelligence siriana nel Vecchio Continente.

A rafforzare il monito siriano anche le parole dello sceicco Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, che secondo alcune fonti avrebbe assicurato l’inazione del gruppo solo nel caso in cui lo strike contro la Siria fosse destinato a “dare una lezione ad Assad”. Nel caso in cui, invece, l’obiettivo fosse la detronizzazione del satrapo siriano, allora Hezbollah entrerebbe in azione, trascinando il Libano nella guerra e scatenando la reazione contro Israele, dove è alto l’allarme per un eventuale uso di armi non convenzionali.

Significativo del fatto che Israele sia una democrazia – seppure il governo abbia preso alcune decisioni discutibili – è il fatto che mai da Tel Aviv siano pervenute minacce di rappresaglia non convenzionale, sia in via ufficiale che da fonti riservate, malgrado sia accreditato di un arsenale nucleare di indubbia importanza.

Al contrario, le dinamiche degli sbarchi in Sicilia – con la fuga di decine di persone, resesi irreperibili – potrebbe celare un accesso clandestino al territorio europeo da parte di frange oltranziste e di potenziali shahid – i martiri islamisti – parti di un programma di destabilizzazione terroristica dell’Europa.

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