La psicosi collettiva chiamata NO MUOS

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, l’intervento di un giovane professionista di Gela, liberale e liberista

La psicosi collettiva chiamata NO MUOS

di Eugenio A. Catania**

Problemi reali e inventati all’ordine del giorno della politica siciliana e di chi ha tempo da perdere e nulla da fare

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La Sicilia si è classificata alla posizione numero 235 su 262, nell’EU Regional Competitiveness Index.  La classifica ha tenuto in considerazione, tra gli altri, i seguenti parametri: infrastrutture, sistema sanitario, qualità dell’istruzione, qualità delle Università e dell’apprendimento permanente, efficienza del mercato del lavoro e dimensioni di mercato (fonte http://ec.europa.eu/regional_policy/information/reports/index_en.cfm ).

Questa, dovrebbe essere la priorità della politica regionale e l’argomento principe dell’opinione pubblica siciliana, la seconda dovrebbe essere: come facciamo a migliorare questa situazione?

Ed invece, da diversi mesi non si fa altro che parlare di MUOS, questo tema ha monopolizzato il dibattito regionale, relegando in secondo piano i temi dell’economia, del  lavoro e persino la grave situazione dei punti nascita (trattata dall’horsemoonpost qui).

Una psicosi che ha coinvolto una frangia di anti-americani, anti-occidentali e protestatori dediti ai piaceri della vita: musica, alcool e fumo. Questa gente ha fatto di un tema marginale ed inutile, per le vite dei siciliani, il tema prioritario della politica siciliana.

Sono stati bravi, lo hanno fatto facendo disinformazione e manipolando le notizie, sono riusciti a confondere la “portata” del congegno con le “irradiazioni” dello stesso, e i lavori di una base già esistente  da vent’anni, in una “nuova occupazione” del territorio siciliano.

Mistificazioni, fatte al solo fine di organizzare concerti, stare insieme e divertirsi, avendo però, la giustificazione della lotta civile contro gli invasori americani.

Non abbiamo niente contro le feste e il divertimento, è frustrante però l’ipocrisia di chi pretende di essere preso come salvatore della patria, quando invece la sta condannando al declino.

La prima vittima di questa psicosi NO MUOS , è proprio la cittadina di Niscemi. Una cittadina con grandi potenzialità, la quale vive una crisi economico-sociale dovuta all’immobilismo.

La lotta  NO MUOS da parte della politica e dell’intellighenzia niscemese, ha aiutato la cittadinanza a dimenticare i veri problemi cittadini: la crisi dell’agricoltura, la rovina delle strade provinciali e la  mancanza di idee sul futuro.

Questo è lo stesso baratro in cui rischia di cadere la Regione Sicilia, mentre siamo concentrati a guardarci l’ombelico, le priorità ci faranno sprofondare nell’oblio; ed invece,sarebbe ora di andare avanti e di affrontare i problemi che ci fanno paura.

Cosa c’è che non va nella nostra Regione? Perché siamo la Regione che esporta di più in Italia, ma siamo poverissimi? Cosa blocca lo sviluppo?

Probabilmente è meglio non riflettere su queste cose, non vorremmo mica risolvere qualcosa, meglio così concentriamo su battagli inutili e sterili.

Viva, Viva i NO MUOS.

**Dottore in legge

separatore_redazioneNota

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12 pensieri riguardo “La psicosi collettiva chiamata NO MUOS

  • 07/09/2013 in 09:57:10
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    Ho letto l’articolo “La psicosi collettiva chiamata NO MUOS” e posso dire che chi lo ha scritto è stato mosso da ragioni puramente faziose, invece di affrontare un’analisi seria e ampia.
    il problema Muos non stà eclissando tutti i problemi reali della Sicilia, forse è il contrario: il problema Muos sta svegliando la forza di reagire dei Siciliani riguardo le condizioni di crisi grave in cui vivono.
    Inoltre si dovrebbe avere più sensibilità nell’affrontare questi problemi perché è evidente che vivere in un’area in cui si propagano onde elettromagnetiche che sviluppano correnti nell’ordine dei 10 volts è devastante per tutti i comuni mortali che riescono a supportare frequenze nell’ordine dei millivolts. Bisogna fermare questo scempio e bisogna riprendersi la tranquillità del vivere di tutti i giorni. Perché questo problema è come una spada di Damocle sulla testa di ogni persona che vive nell’area circostante alle antenne del MUOS. Questo problema è più importante di qualsiasi crisi perché condiziona il proprio futuro e il futuro dei propri figli.

  • 02/09/2013 in 13:15:53
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    @alex lei ha un cellulare e/o uno smartphone? ha un access point wireless a casa? ha l’elettricità in casa?

    • 02/09/2013 in 15:28:58
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      Ovviamente la sua è una domanda retorica. Devo quindi ringraziare gli americani se fino ad oggi non mi manca il necessario, frutto solo dei miei sacrifici? Non capisco dove vuole arrivare…
      Lo vada a dire anche al Sig. Salvatore Ferlito, l’ex militare italiano che ha lavorato in quella base, oggi malato di leucemia e a tutti i suoi colleghi e persone malate obbligate dagli USA al silenzio, se queste antenne hanno fatto e faranno male o meno (a prescindere da studi scientifici).
      Se da vent’anni ci sono queste antenne e si sta protestando seriamente solo ora, non vuol dire che i niscemesi erano felici e facevano salti di gioia e non ci sia stata negli anni un’alta incidenza tumorale (da statistiche mediche). Questa è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso!
      La questione a Niscemi (e in tutto il mondo) è una sola:
      – finchè hai la salute e sei in vita ringrazi Dio e puoi pensare a tutto il resto(lavoro, famiglia, hobby, ecc.);
      – se la tua salute manca o la tua vita è seriamente minacciata da qualcuno o qualcosa, tutto il resto non conta e penserai solo a quello.

      Probabilmente a lei non le manca nulla e gode di ottima salute, quindi lasci giudicare chi vive in prima persona questo dramma se è giusto o meno protestare per il solo “diritto alla vita”…!

      • 02/09/2013 in 15:44:06
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        La misurazione seria di un impatto – secondo il protocollo “Ferlito” – sarebbe capire quanti commilitoni (che hanno prestato servizio presso la base per un tempo uguale) del povero militare siano affetti da malattie oncologiche. Non è che i militari, in quanto tali, siano immunizzati con la divisa dalle malattie dei comuni mortali.

        Si tratta di stabilire se rientrano nei numeri “ordinari” (ossia nelle tristi statistiche di incidenza di patologie oncologiche) o meno. A volte il “baccano” nasconde lotte per il riconoscimento della causa di servizio, che magari non tocca.

  • 02/09/2013 in 12:28:38
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    Mi scusi Dott. Catania, non vedo cosa ci sia di “anormale” o “insensato” nella protesta NO MUOS. Alla gente del posto è OVVIO che è passato in secondo piano il problema lavoro, agricoltura, ecc… se tanto prima o poi si ammaleranno e moriranno quasi certamente a causa dei danni accertati (che tentano invece in tutti i modi di nascondere i militari americani).
    Se lei abitasse in quella zona penserebbe prima al suo lavoro, sapendo che tra uno o dieci anni si ammalerebbe o pensasse prima alla sua vita e quella della sua famiglia?
    Rifletta meglio….GRAZIE!

  • 02/09/2013 in 10:28:24
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    Rispondo solo a Marianna che ha fatto l’osservazione più banale e qualunquista mai letta (almeno da me).
    Dobbiamo vivere in un modo di fiori, colori, pace e prosperità illimitata… e la natura.
    Si, la natura. Dobbiamo vivere a contatto con essa, magari nudi, senza gli inutili artifici chiamati indumenti – semplici come dio ci ha creato…
    Inutile vivere nelle Città, lavorare, le autostrade, case…. NO!!! , Assolutamente NO!
    Viviamo così, in armonia con il creato e magari non cacciando gli animali. Perché, anche loro sono esseri senzienti come noi!!!
    Sig.ra Marianna straordinario, io le voglio già molto bene.
    Ma, la parte che ritengo migliore è l’Italia ripudia la guerra… l’art. 11…
    Un passaggio forse un po’ troppo azzardato, almeno per la sua decisione di rivelarlo al mondo; e se lo venisse a sapere qualche Stato canaglia? non ha pensato alle rovinose conseguenze?
    Dico, nel caso venisse un carro armato ed un battaglione di fanteria da San Marino che facciamo? ci arrendiamo?
    Vista la sua interpretazione della carta costituzionale <>… non lascia spazio a manovre, dovremmo semplicemente arrenderci incondizionatamente.
    Quando penso a voi NO MUOS è proprio con questa linea di pensiero che vi identifico…
    Voi non lottate per la salute, per l’invasione, per la guerre, per le onde… voi lottate contro uno stile di vita.
    Vorreste vivere nella natura, vorreste un modo privo di corruzione, privo di gelosia, privo della proprietà privata… dove gli animali non vengono uccisi e magari hanno diritto di eleggere i propri rappresentanti in parlamento. Nonché privo di acqua corrente, luce, tecnologia… commercio… ed approfittate di un pretesto, per scaricare anni di frustrazioni. Signori rassegnatevi il resto del mondo non vuole vivere come voi. Il resto del mondo vuole: mangiare la carne, abitare nelle case, vestirsi, lavorare, cercare di determinare le cose nel mondo e non vivere passivamente.
    Fatevene una ragione, ritiratevi in una caverna e vivete li… nel vostro fantastico mondo.

  • 01/09/2013 in 18:29:35
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    In rifermento all’articolo “La psicosi collettiva chiamata NO MUOS”,
    http://www.horsemoonpost.com/2013/08/30/la-psicosi-collettiva-chiamata-no-muos/
    vorrei esprimere la mia opinione personale a colei/ui che ha scritto il suddetto articolo.
    Sono una Mamma No muos che da mesi lotta per il futuro del proprio figlio e della propria Terra senza far uso di alcol, fumo e quant’altro, credo che la nostra Terra non resti un passo indietro per colpa del movimento no muos, ma semplicemente perchè da anni è rimasta con la testa china subendo sudditanze da tutti i nostri politici che hanno contribuito ed innescato un meccanismo perverso che ha fatto della Sicilia una terra senza padroni, violentata e sconsacrata da chiunque abbia promesso qualsiasi possibilità di risalire a galla.
    Credo che invece il movimento No muos sia la svolta del popolo che vuole riprendersi a tutti i costi ciò che gli spetta di diritto e cioè
    “SALUTE, NATURA E PACE”.
    Vorrei anche sottolineare che tutti coloro che guardano con indifferenza cio che succede a Niscemi e comprensorio dovrebbe ritenersi ASSOLUTAMENTE RESPONSABILE DI OGNI BAMBINO, UOMO O DONNA CHE GIORNALMENTE VIENE SEPPELLITO per colpa delle 46 Antenne che 24h su 24 emanano onde elettromagnetiche, per la sicurezza di un altro Stato.
    Ricordo allo scrivente dell’articolo che Noi viviamo in un Paese con un articolo, (che forse non conosce o che è finito nei meandri del suo offuscato cervello impegnato al solo pensiero del business quindi del dio denaro),:
    Art. 11

    L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

    ed ancora:
    Poichè la base si trova in una zona SIC (SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA) aggiungo :
    Art. 9
    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

    Poichè penso che mio figlio non sia un bimbo di serie b ma che debba vivere in un posto salutare, dove regni la pace e la natura, continuerò la mia LOTTA senza far uso di droghe magari ballando un pò in qualche concerto e gridando ad alta voce fieramente :
    NO MUOS SEMPRE FINO ALLA VITTORIA”

  • 31/08/2013 in 18:41:51
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    Il fatto che lei sia un dottore non giustifica l’ignoranza che propone nel suo articolo. Tale da definire mistificazioni i problemi che da anni e non solo a Niscemi provocano le basi americane installate forzatamente nel nostro territorio. La invito a documentarsi meglio la prossima volta che vorrà di certe cose.

  • 31/08/2013 in 15:34:14
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    Bella lettera di un qualunquista.
    Allora, ampliando il paragone, perchè insistere a volere la giusta punizione per un arzillo delinquente settantenne? Con tutti i problemi che ha l’Italia, lasciamolo impunito.

    Di certo non conosce l’argomento di cui parla…

  • 31/08/2013 in 12:36:52
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    Venga a fare impresa a Niscemi, Sig. Di Catania. O vogliamo mettere la testa sotto la sabbia? Mi pare un ragionamento sovrapponibile e tanto simile a quella storia di cambiare nome all’ aeroporto di Palermo, per non associare la mafia alla Sicilia. Se poi Lei tra le esportazioni della Sicilia ci mette anche il petrolio estratto qui, è chiaro che conti non le tornano: il petrolio lo estrae e lo commercializza l’ENI, i profitti li fa l’ENI, il danno ambientale e alla salute, indovini un po’ chi ce l’ha?

  • 30/08/2013 in 20:46:49
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    Dedi Mia No Muos Non c’è ombra di dubbio che la Sicilia sia afflitta da numerosi problemi di varia natura: la crisi economica e la conseguente disoccupazione, il malfunzionamento della macchina amministrativa dei nostri comuni, la mancanza di azioni concrete da parte di chi ci governa nel affrontare le emergenze( di qualunque natura esse siano) e via discorrendo. Tutti problemi che andrebbero affrontate tempestivamente per il bene della collettività. Ma le chiedo egregio sig. Catania A. Eugenio cosa c’è di più urgente ed importante della tutela della salute umana? Se lei sa darmi una risposta sensata sono pronta a fare un passo indietro, ma dubito che ciò possa accadere. La invito pertanto a riflettere quando accusa noi attivisti di perder tempo banchettando o peggio ancora strumentalizzando la questine muos per distogliere l’attenzione dei nostri politici riguardo i problemi seri della nostra meravigliosa isola. Mi creda sulla parola quando le dico che chi ci governa riesce egregiamente a fregarsene dei problemi di Niscemi e di tutta la Sicilia anche senza il nostro contributo. Infine, se posso, le suggerisco di fare un giro per la sughereta di Contrada Ulmo per ammirarne la straordinaria bellezza, e già che c’è, si addentri fino ad arrivare in cima, da dove si possono scorgere le numerose antenne della base statunitense. Poi se vuole mi dica che impressione ha avuto nel vederle in mezzo a tanto meraviglia…Hai visto mai le venisse in mente di unirsi a noi!

  • 30/08/2013 in 20:30:56
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    Temo che chi danneggia la Sicilia sia gente che usa le sue argomentazioni.Questo è prioritario quest’altro no e via a zig-zag colpendo a destra e a manca.Mi viene in mente un capitolo tristissimo e doloroso della storia patria: la fabbrica di amianto in Piemonte.Per tantissimi anni tanti cittadini protestavano chiedevano spiegazioni, ma le loro istanze cadevano nel vuoto, mentre la fabbrica invece che lavoro dava morte.C’è voluta tanta costanza e determinazione per arrivare alla feroce verità. Ebbene per tanti cittadini niscemesi il Muos viene prima di tutto. Di tutto. Le suggeriamo di toccare con mano le prelibatezze che ci sono sui banchetti, naturalmente mentre si balla, si canta e si fuma. Venga a sollazzarsi in questo bel posto. Sono convinta che dopo alcuni giorni richiederà i il risarcimento allo Stato italiano per i danni subiti: morali, fisici e mentali.

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