31 anni fa l’assassinio di Dalla Chiesa, il generale che fu lasciato solo dallo Stato

Oggi Palermo ricorda il sacrificio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia il 3 settembre del 1982, dopo essere stato “tradito” dallo Stato

Carlo Alberto Dalla Chiesa

Il 3 settembre del 1982, a Palermo, in via Isidoro Carini, la mafia uccise il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo.

Per questo triplice omicidio, furono condannati all’ergastolo come mandanti i vertici di Cosa Nostra: Totò Riina, Bernardo Provenzano, Michele Greco, Pippo Calò, Bernardo Brusca e Nené Geraci. Inoltre, nel 2002, sono stati condannati in primo grado all’ergastolo, quali esecutori materiali dell’attentato, Vincenzo Galatolo e Antonino Madonia; e a 14 anni di reclusione Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci.

A distanza di 31 anni da quell’eccidio in molti hanno ricordato la figura del prefetto Dalla Chiesa, allora incaricato dal governo di ottenere con la mafia gli stessi risultati conseguiti con le Brigate Rosse. Ma, una volta accettata la nomina, lo Stato lo abbandonò, non concedendogli quei poteri straordinari che gli erano stati promessi per combattere la criminalità organizzata.

Come ricordato oggi dal senatore del Partito Democratico, Giuseppe Lumia: “Dalla Chiesa aveva una visione moderna dell’antimafia. Sapeva che per combattere Cosa nostra era necessario colpire il sistema delle collusioni con la politica e l’economia. Sapeva, inoltre, di essere stato lasciato solo dalle istituzioni che lo avevano inviato a Palermo ‘con gli stessi poteri del prefetto di Forlì’, come disse lui stesso. Ma nonostante questo non si tirò indietro e decise di andare avanti con coraggio e senso del dovere“.

Infine, il capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia, Giuseppe Picciolo, “il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha pagato con la propria vita il prezzo più alto nella lotta alla criminalità mafiosa. Da Prefetto di Palermo denunciò immediatamente l’iniquità del potere assegnatogli dallo Stato rispetto alla battaglia alle cosche che egli avrebbe intrapreso in Sicilia. Fu quasi un segno premonitore della sua tragica fine, tanto da far dire al cardinale Pappalardo che “Sagunto bruciava mentre Roma discuteva ancora”. Di un eroe qual è stato Carlo Alberto Dalla Chiesa ricorderemo sempre i successi contro le Brigate Rosse e l’operazione a Palermo con la quale riuscì a far rinchiudere in carcere gli spietati boss corleonesi ed a smantellare la più grande raffineria di eroina gestita dalla mafia”.

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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