Crisi politica? Cattiva idea per due buone ragioni

Fare cadere il governo Letta oggi sarebbe una mossa suicida, un atto di insensatezza istituzionale, in grado di fare implodere il centro-destra in modo irreversibile, lasciando senza rappresentanza politica una fetta importante d’Italia

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Si dice che la crisi politica possa essere aperta da un momento all’altro, con chi ci spera e chi la teme. Tuttavia, ci sono due buone ragioni che dovrebbero spingere il leader del PDL, Silvio Berlusconi, a evitare che questo accada, almeno nel breve periodo.

Siria. La guerra è alle porte. Gli USA difficilmente decideranno di arretrare dalla propria posizione di attaccare il regime di Assad, nonostante i borbottii di tre quarti del mondo, Italia compresa. Una crisi, quindi, sarebbe da irresponsabili, perché il Paese ha bisogno di un governo in questo momento delicato per la politica internazionale. I nostri soldati che si trovano in Libano, ad esempio, hanno bisogno di potere contare su un esecutivo non traballante. Sarebbe, pertanto, un errore grossolano far cadere il governo Letta proprio adesso.

Consenso. Un conto sarebbe stato chiudere la pratica dell’esecutivo Letta perché non ha eliminato l’IMU (avrebbe potuto avere un senso), un altro sarebbe dire basta al governo delle “larghe intese”, voluto da Giorgio Napolitano, perché il PD non voterà contro la decadenza della carica di senatore di Berlusconi. In che modo il PDL spiegherebbe agli italiani di avere tolto l’appoggio al governo creato per dare stabilità politica e soprattutto economica al Paese per via della (personale) vicenda giudiziaria dell’ex Premier?

Berlusconi dovrebbe abbandonare il campo, dimettersi e permettere al centrodestra di consolidarsi per riformarsi, cercando e trovando una nuova forte leadership. Potrebbe svolgere lo stesso ruolo che ricopre Beppe Grillo nel Movimento Cinque Stelle: attività di coordinamento a distanza.

Ciò determinerebbe due ovvie conseguenze: 1) il governo delle “larghe intese” continuerebbe a esistere, per tentare di raggiungere gli scopi prefissati con il rispetto del patto di concordia; 2) il PDL proverebbe a smettere i panni del “Partito Personale”, altrimenti rischia di implodere di pari passo con il suo fondatore.

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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