Le vittime di mafia e terrorismo ammoniscono il Governo: attenti a non tagliare il sostegno a chi ha dato la vita allo Stato

L’Associazione Fer.Vi.Cr.eDo. reagisce alle dichiarazioni del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta sui tagli ad agevolazioni per il recupero di risorse

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Mai accetteremo disposizioni che risultino lesive dei diritti degli invalidi vittime del dovere, del servizio, di guerra, del terrorismo e di mafia”. Lo afferma in una nota l’sssociazione dei “Feriti e Vittime della Criminalità e del Dovere” – Fer.Vi.Cr.eDo – in merito alle dichiarazioni rese su “Radio 24” dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che ha anticipato l’intenzione del Governo di riordinare il quadro delle agevolazioni esistenti, per recuperare risorse e poter coprire la seconda rata dell’Imu. Un grido di allarme e una replica con forza, quella dell’associazione, per iniziativa del presidente Mirko Schio.

Questo è un Paese caratterizzato da una memoria labile, viziata da dimenticanze impressionanti e naturalmente predisposto a sopportare compromessi inaccettabili, spacciati per soluzioni necessarie. In Italia succede che per risanare i conti pubblici si può anche pensare di tassare le pensioni di guerra si legge nella nota vergata di polemica – una mossa peraltro già fatta lo scorso anno “ad opera di un Governo tecnico disposto a tutto pur di far quadrare i conti, ma fortunatamente, grazie all’azione riparatrice di un fronte politico parlamentare bipartisan, di cui il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha fatto parte, il provvedimento è stato responsabilmente cancellato in dirittura d’arrivo“.

L’associazione ammonisce il governo a non colpire emolumenti che riguardano non elargizioni reddituali, né reddituali, ma veri e propri risarcimenti del sacrificio di servitori dello Stato e di vittime di chi lo Stato non ha saputo contrastare con efficacia.

Confidiamo in questo Governo” afferma Schio “affinché regoli i futuri tagli della spesa, attraverso una sistematica ricognizione delle spese fiscali, in misura di uno schema organico di razionalizzazione che garantisca la salvaguardia di quelle categorie di cittadini verso la quale il Paese ha un debito di riconoscenza che deve continuare ad essere onorato“.

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Gli scostamenti previsti dalla normativa rispetto al principio generale dell’imposizione fiscale di cui beneficiano le vittime del dovere, del terrorismo, della mafia e i reduci di guerra sono importanti misure di rilevanza sociale, che non dovranno mai più essere accomunate con volgari sprechi – si precisa e spiega nella riflessione dell’associazione – perché rappresentano un doveroso riconoscimento anche di solidarietà, da parte dello Stato nei confronti di coloro che hanno generosamente sacrificato la propria vita per il bene comune”.

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