Cittadinanzattiva: la scuola italiana “bocciata” in sicurezza. Presentato l’XI Rapporto

Lesioni strutturali in una scuola su sette, distacchi di intonaco in una su cinque e, nel corso dell’ultimo anno scolastico, ben 29 casi di tragedie sfiorate a causa di crolli di diversa entità negli edifici scolastici italiani. Difficile promuovere la cultura della prevenzione e della sicurezza nelle scuole italiane…

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Lesioni strutturali in una scuola su sette, Intonaco fatiscente in una su cinque. Ben 29 casi di crolli di diversa entità, con conseguenti tragedie sfiorate nell’ultimo anno. Certificazioni più diffuse, ma lo stato generale della manutenzione degli edifici scolastici italiani è nel 39% dei casi assolutamente non adeguato a ospitare i bambini, gli adolescenti e i giovani che si formano per diventare cittadini attivi. Per non parlare della qualità della vita all’interno degli scolastici, interessati più che in passato, anche a causa della maggiore piovosità degli ultimi dodici mesi, da muffe, infiltrazioni e segni di umidità che colpiscono un’aula su cinque. Ancora, il 33% delle scuole italiane ha subito almeno un episodio di vandalismo.

Sono solo alcuni dati “fotografati” dall’XI “Rapporto su sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici”, realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con la Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm) e presentato oggi a Roma.

L’indagine ha interessato 165 scuole di tutte le regioni, ad eccezione di quelle della Valle D’Aosta e Liguria, grazie all’attivismo di 155 cittadini monitori che, attraverso 446 indicatori, hanno reso evidenti il dato generale dello stato degli edifici scolastici italiani. La maggior parte delle scuole risulta, per esempio, priva di barriere architettoniche, salvo scoprire poi che questo riguarda solo l’ingresso principale, che l’accessibilità alle aule è ostacolata per gli studenti in carrozzina e che di arredi scolastici idonei non c’è praticamente ombra.

Una situazione che sarebbe addirittura peggiore, se negli ultimi dodici mesi le famiglie italiane non avessero contribuito in maniera straordinaria – ossia al di fuori del rapporto fiscale che le lega allo Stato italiano – attraverso l’elargizione di ben 390 milioni di Euro, sotto forma di contributo volontario in denaro o beni e materiali, risorse senza le quali la scuola italiana si fermerebbe, con tutta probabilità.

Nel rapporto un quadro disarmante per lo stato di manutenzione (e sicurezza, anche igienica) delle scuole italiane, con una su sette danneggiata da lesioni strutturali evidenti, soprattutto nel prospetto esterno, mentre il 20% delle aule sono affette da problemi di intonaco, con presenza di muffe, infiltrazioni, umidità, rilevati anche nel 31% dei bagni e nel 25% delle palestre. Dati che inducono evidente preoccupazione nelle famiglie italiane.

Ancora, il 39% delle scuole non è sottoposta a manutenzione adeguata, con un aumento di 18 punti percentuali dallo scorso anno. I tecnici di Cittadinanzattiva hanno chiesto nell’84% dei casi un intervento all’ente proprietario dell’edificio, che però nel 21% delle situazioni è intervenuto con notevole ritardo. Gli interventi strutturali, che richiedono una dotazione maggiore di risorse, sono stati richiesti nel 34% delle scuole, ma solo in un caso su quattro l’ente proprietario è intervenuto con tempestività, mentre nel 14% dei casi l’intervento non c’è mai stato.

Il 44% delle scuole possiede il certificato di agibilità statica, solo il 38% quello di agibilità igienico sanitaria e solo il 37% quello di prevenzione incendi. Lo scorso anno, solo un quarto delle scuole era in regola con tutte le certificazioni, con un miglioramento seppur lieve. Il 67% degli edifici scolastici monitorati si trova in zone ad alto rischio sismico, il 12% in zone a rischio idrogeologico.

Sedere sui banchi di scuola risulta quindi spesso dannoso per la salute. Temperature e aerazione non sono adeguate nella gran parte delle aule, visto che il 51% di esse è senza tapparelle o persiane e il 28% ha le finestre rotte. Il 10% delle sedie e dei banchi è rotto e nel 39% dei casi gli arredi non sono a norma, adeguati – per esempio – all’altezza degli alunni.

Sovraffollamento nelle aule. Il 20% delle classi del campione rappresentativo oggetto dell’indagine ha più di 25 alunni, non è dunque adeguata alla normativa antincendio. E pur facendo riferimento al pluricontestato art.64 della legge 133/2008 – che ha innalzato il limite di alunni per classe –  la ricerca ha riscontrato ben 47 classi fuorilegge. Per quanto riguarda l’accessibilità e i servizi per gli studenti con disabilità – in totale 207.244 – il 64% delle scuole monitorate ha posti auto per disabili nel cortile o nel parcheggio interno, ma il 27% ha ancora scalini all’ingresso delle scuole, mentre un ascensore è assente nel 35% degli edifici e dove c’è non funziona nell’11% dei casi. Il 19% degli edifici scolastici ha barriere architettoniche per accedere ai laboratori, il 18% nelle palestre, il 15% nei cortili e il 13% nelle aule. Il 23% delle scuole è sprovvisto di bagni per disabili e nel 15% ci sono barriere architettoniche che impediscono la fruizione dei bagni per disabili, uno schiaffo alla civiltà.

Sempre per quanto riguarda la fruibilità degli studenti affetti da disabilità, nel 26% delle scuole la maggior parte delle aule non c’è sufficiente spazio per la presenza di una carrozzina, mentre il 44% delle aule non ha banchi adatti o adattabili per una persona in carrozzina; nel 57% dei casi poi non ci sono in aula attrezzature didattiche o tecnologiche per facilitare la partecipazione alle lezioni degli studenti disabili. Non ci sono tavoli o postazioni adatte ai disabili in carrozzina nel 28% dei laboratori, nel 18% delle biblioteche e nel 17% delle mense.

In una scuola su 4 sarebbe un problema gestire l’evacuazione dall’edificio degli studenti con disabilità motoria in caso di emergenza, perché nel 24% delle scuole non esistono percorsi sicuri e praticabili che non comportino l’uso dell’ascensore o del servoscala. Inoltre, nel 27% degli edifici monitorati, le piantine dei percorsi di evacuazione non sono visibili da persone in carrozzina.

Accesso agli edifici scolastici. Novantasette dei 165 edifici scolastici monitorati ospitano scuole dell’infanzia e scuole primarie, dunque bambini fra i 3 e gli 11 anni. Ebbene, nel 25% dei casi, l’edificio ha accessi comunicanti direttamente su strade statali, provinciali o ad alto traffico, ma in tutti i casi vi è un semaforo o la vigilanza da parte degli ausiliari addetti al traffico. L’ingresso non è sorvegliato costantemente nel 16% dei casi e nel 64% sono stati trovati i cancelli aperti durante le lezioni. Il 17% delle scuole non ha antiscivolo sui gradini.

Igiene come componente della sicurezza. Il 40% dei bagni è privo di carta igienica, il 43% non ha asciugamano, il 38% è senza sapone e nel 13% ci sono attrezzature e prodotti di pulizia incustoditi. Le aule hanno nel 27% dei casi sedie danneggiate, nel 23% banchi rotti, nel 42% armadi e librerie non ancorati alle pareti, nel 44% mobili o termosifoni con spigoli vivi, nel 55% vetrate non conformi. Non tutte hanno locali riservati alla mensa: ne sono provviste 62 delle 97 scuole e in 7 di queste si mangia in aula.

Si potrebbero citare altri dati, ma il dato generale – seppure con qualche minimo miglioramento – spesso fa allargare le braccia. Cittadinanzattiva chiede che sia completata e divulgata l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, perché si conosca lo stato di ogni singola scuola e gli interventi da realizzare. Meraviglia che lo Stato – con la scandalosa pletora di dipendenti pubblici – non disponga già di questi dati, spesso per lacune delle periferie del potere burocratico. Urge mettere in sicurezza le scuole e implementare un programma pluridecennale per azzerare – in dieci anni – i problemi esistenti.

L’Associazione chiede poi di trovare altri fondi per l’edilizia scolastica, oltre quelli appena stanziati con il Decreto del Fare e, nello stesso tempo, puntare a soluzioni alternative, come l’affidamento diretto alle scuole della piccola manutenzione ordinaria, con i fondi relativi; il reinvestimento dei costi derivanti dall’affitto di edifici privati adibiti a scuole (circa un migliaio in tutta Italia) nella costruzione di nuovi edifici; la trasformazione in legge della proposta depositata in Parlamento di destinare l’8 per mille di competenza statale ad interventi di messa in sicurezza ed ammodernamento delle scuole; la sperimentazione dell’edilizia della ”emergenza”, attraverso la costruzione di prefabbricati come quelli realizzati in Emilia Romagna dopo l’ultimo terremoto, per far fronte a situazioni di particolare urgenza e gravità.

Secondo l’organizzazione occorre poi dare piena attuazione alle leggi sull’eliminazione delle barriere architettoniche e sull’inclusione effettiva degli alunni con disabilità, sanzionando le amministrazioni che non lo fanno; recuperare e costruire nuove palestre e migliorare le condizioni dei cortili per far sì che fare attività fisica a scuola sia un diritto di tutti gli studenti.

Un altro capitolo su cui si sofferma Cittadinanzattiva è l’emergenza: urge l’adozione di norme omogenee che regolamentino le situazioni specifiche in caso di patologie degli studenti, di specifici regimi alimentari nelle mense scolastiche, buone pratiche indispensabili per evitare drammi in casi di emergenza. Il percorso è ancora lungo per rendere la scuola italiana in genere un posto sicuro. Ancora non lo è del tutto e ovunque, con straordinarie – quanto intollerabili – differenze tra le diverse zone del Paese (al nord come al sud).

(fonte Adnkronos)

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