Omicidio Udine, ha confessato l’assassino di Silvia Gobbato. Voleva rapire una donna a scopo di estorsione

L’uomo è stato intercettato mentre vagava per strada con un coltello in mano e gli abiti insanguinati. Due giorni fa l’uccisione di Silvia Gobbato, colpita con un’arma da taglio mentre faceva jogging alla periferia della città. Ieri il procuratore aveva detto: “Siamo in alto mare, non ci sono né indiziati né indagati”. Monsignor Mazzoccato, arcivescovo di Udine, ha pregato sul luogo del delitto per una preghiera

20130919-silvia-gobbato-udine-jogging-380x270Udine – Un uomo affetto da problemi psichici è stato fermato per l’assassinio di Silvia Gobbato, la giovane avvocato di 28 anni assassinata a coltellate mentre faceva jogging alla periferia di Udine due giorni fa. L’uomo si chiama Nicola Garbino e risiede a Zugliano, una frazione di Pozzuolo del Friuli, non ha precedenti penali, ma è in cura per problemi mentali: ha già confessato di aver assassinato la donna e avrebbe i segni di una colluttazione nelle braccia – graffi e ecchimosi –  e secondo gli investigatori potrebbero essere la prova della colpevolezza dell’uomo. Garbino sembra conoscesse la sua vittima.

L’uomo sarebbe stato intercettato dai militari mentre vagava con un coltello e gli abiti sporchi di sangue. Il capo della Procura di Udine, Antonio Biancardi, al momento non intende parlare dello sviluppo delle indagini, ma ha rilasciato una breve dichiarazione: «‘In ordine al gravissimo crimine – scrive il procuratore – comunico che, per il momento, non intendo fornire alcuna notizia se non quella che le indagini proseguono alacremente su più fronti» una cautela comprensibile, ma che presto dovrebbe essere sciolta.

In seguito al fermo dell’uomo, l’anatomopatologo Carlo Moreschi ha sospeso l’esecuzione dell’autopsia. L’incarico gli era stato affidato dalla Procura di Udine ed è stata la stessa Procura a dare indicazioni al perito di fermare gli accertamenti. Moreschi è docente nella sezione di medicina legale dell’Università di Udine.

Nel frattempo, oggi pomeriggio, l’Arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, si è recato oggi pomeriggio intorno alle 15 a Plaino di Pagnacco, sul luogo in cui Silvia Gobbato è stata assassinata con inaudita ferocia, «per un momento di preghiera e una benedizione». Ne aveva dato notizia lo stesso prelato, il quale si era detto «profondamente addolorato» e desideroso in questo modo di «testimoniare la vicinanza della Chiesa udinese alla famiglia e a tutti coloro che soffrono per questa tragica perdita e porre un segno di speranza cristiana in un frangente attraversato da cieca e inumana violenza».

Garbino ha confessato agli investigatori che il suo piano originario fosse quello di rapire una donna e chiedere il riscatto con il telefonino, un piano folle. Silvia Gobbato ha avuto l’unica sfortuna dei trovarsi in quel posto. Giorgio Ortis, l’amico che faceva jogging con la giovane avvocato e posto sotto indagine per omicidio, è stato scagionato. Il padre, alla domanda se fosse finito il dramma di suo figlio, ha risposto «l’unica vera tragedia è la scomparsa di una splendida ragazza».

Ultimo aggiornamento 19 Settembre 2013, ore 18.24 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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