Nairobi, battaglia conclusa, via alla “bonifica” del Westgate Mall. Arrestati sospetti complici, appello alla vigilanza e alla calma

(Update 6) Il ministero della difesa: non si spara più al centro commerciale. Cominciata la “bonifica” dell’edificio. Il ministero dell’interno conferma: arrestate 10 persone sospettate di coinvolgimento con l’attacco al Westgate Mall di Nairobi. Le forze di sicurezza keniane hanno sferrato questa mattina un nuovo attacco contro i terroristi combattenti di Al Shabaab all’interno del centro commerciale. L’ultimo bilancio della Croce Rossa parla di 62 morti, 175 feriti e 63 dispersi. Il portavoce del gruppo islamista: “Autorizziamo i mujahedin ad agire contro i prigionieri

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La battaglia per neutralizzare il commando di Al Shabaab è conclusa. A Nairobi si tira un sospiro di sollievo, ma non cala la guardia al Westgate Mall, che ora è scandagliato piano per piano, con lo scopo di snidare eventuali altri terroristi. L’assedio non è ancora concluso, ma ci manca poco. Lo ha confermato il ministero dell’interno keniota via Twitter: “Le nostre forze stanno setacciando il centro commerciale piano per piano, per non abbandonare nessuno. Crediamo che tutti gli ostaggi siano stati rilasciati”

Lo stesso dicastero ha confermato peraltro – ancora una volta – l’arresto di più di dieci persone, sospettate di essere in qualche modo complici con i jihadisti somali, anche se ancora non è certa la nazionalità di tutti i terroristi.

 

L’operazione di “bonifica” è condotta da team interforze keniote, secondo la stessa fonte

Il ministero dell’interno aveva annunciato intorno alle 20 via Twitter che non si sparava più nel centro commerciale, attaccato sabato scorso da terroristi somali del gruppo Al Shabaab, affiliato ad Al Qaeda, ma poco dopo il tweet è stato cancellato.

 

Diretta TV da KTN Live Kenya

Dopo tre giorni di combattimenti nel Westgate Mall è tornata la quiete in un quadro di devastazione che non sarà facile superare. I jihadisti di Al Shabaab hanno tenuto in scacco le forze di sicurezza keniote, assistite da esperti israeliani, britannici e statunitensi. L’ultimo bilancio delle vittime è di 62 persone uccise, 200 ferite. La Croce Rossa ha riferito che risultano irreperibili e, dunque, sono considerate disperse almeno 63 persone.

 

 

Il ministero della difesa ha confermato che 11 soldati – si suppone membri delle unità di assalto – sono rimaste ferite nell’operazione ancora in corso per stanare i terroristi. 

Il ministro dell’interno, Joseph Ole Lenku, ha invece confermato che tutti i terroristi sono uomini, che non vi sono donne nel commando che ha assaltato il centro commerciale e che le forze di sicurezza hanno il controllo dell’edificio in tutti i piani

 

L’Ispettore Generale della Polizia del Kenya, David Kimaiyo ha confermato l’uccisione di due terroristi e il ferimento di molti altri.

Sullo sfondo, sta montando la rabbia popolare verso i somali e altre etnie ritenute vicine ai terroristi. Diversi e ripetuti sono gli appelli alla calma e l’avviso che non saranno tollerate manifestazioni di odio razziale o etnico.

Tuttavia, esiste il timore fondato che il gruppo di Al Shabaab che ha attaccato il Westgate Mall di Nairobi non fosse isolato nel Paese. Le forze armate hanno perciò lanciato un appello alla popolazione via Twitter, perché si vigili e si segnali ogni comportamento sospetto.

Diverse esplosioni e colpi di arma da fuoco si erano uditi verso le 13 dall’edificio, da dove si era sollevato anche un denso fumo nero provocato – ha detto il ministro dell’Interno Ole Lenku in una conferenza stampa – da un incendio appiccato dai terroristi in un supermercato. “Abbiamo il controllo della situazione, non c’è necessità di allarmarsi“, ha assicurato esprimendo la convinzione che l’operazione delle forze di sicurezza si concluderà a breve.

Secondo un portavoce del governo keniano il commando di terroristi è costituito tutto da uomini. Ma qualcuno al momento dell’attacco aveva indossato abiti femminili. La polizia ha comunicato di aver salvato quasi tutti gli ostaggi, ma secondo la Croce Rossa locale 63 persone risultano disperse.

Intorno alle 13 infatti si era diffusa la notizia che i terroristi si fossero fatti saltare in aria, ma poi l’informazione è stata ridimensionata dal ministro dell’interno. L’incendio sembra avesse un intento diversivo, per distogliere l’attenzione delle “teste di cuoio” pronte al blitz.

Circostanza confermata pochi minuti fa dal ministero dell’interno.

Elicotteri continuano a volteggiaresull’area del Westgate, che rimane presidiata da migliaia tra soldati, poliziotti e membri dei reparti speciali.

La fine della vicenda al terzo giorno dall’assalto di sabato mattina, quando il centro commerciale era stato preso manu militari da un commando di jihadisti del movimento somalo Al Shabaab,. L’esercito keniano la notte scorsa aveva lanciato un blitz, per liberare gran parte degli ostaggi tenuti dai terroristi sotto la minaccia delle armi.

Il “Corriere della Sera” online trasmette in diretta le immagini a distanza, da cui si nota un’alta colonna di fumo, probabilmente causata dall’ultimo blitz delle “teste di cuoio” keniote, supportate da unità di Israele, Stati Uniti e Regno Unito.

Le vittime, secondo l’ultimo bilancio della Croce Rossa, è di 69 morti, 175 feriti registrati in strutture ospedaliere e 63 dispersi. I siti online dei quotidiani locali hanno riportato la notizia di una sparatoria udita questa mattina nel centro commerciale.

Secondo informazioni frammentarie che trapelano dalle forze di polizia Nairobi – che con costanza invitano alla calma e a nAl Shabaab spokesman Sheikh Ali Mohamud Rage addresses a news conference outside Somalia's capital Mogadishuon intralciare il lavoro sul teatro delle operazioni, con false notizie e depistaggi – almeno 10 ostaggi sarebbero nelle mani dei mujaheddin islamisti. È stato confermato che il portavoce di Al Shabaab, Ali Mohamud Rage (nella foto a sinistra), abbia postato in un sito islamista un comunicato, con cui il movimento somalo «autorizzato i mujahedeen all’interno del centro commerciale ad agire contro i prigionieri», nel caso continuasse l’operazione delle forze di sicurezza keniote contro di loro. Una evidente provocazione, considerato che l’esercito keniota e le forze antiterrorismo difficilmente si ritireranno dal luogo di questo abominevole attacco.

La notte scorsa via Twitter l’esercito keniano ha prima affermato che «quasi tutti gli ostaggi sono stati liberati e le forze di sicurezza hanno preso il controllo di gran parte dell’edificio», poi ha ribadito che «sono in corso tutti gli sforzi per concludere velocemente questa vicenda».

Nel frattempo, un comandante militare di al Shabaab ha dichiarato alla Bbc che non vi sono occidentali nel commando in azione al centro commerciale di Nairobi. «Vi sono state voci riguardo al coinvolgimento di assalitori americani, britannici e di altre nazionalità – ha detto – posso affermare che non c’è nulla di vero. Sono voci infondate». Il riferimento è al comunicato lanciato su Twitter da un sedicente ufficio stampa dei terroristi di Nairobi, che ha elencato i nomi di 9 persone, provenienti da Canada, Finlandia, Regno Unito, Kenya, Somalia e Stati Uniti.

In particolare viene smentita la notizia, riportata da alcuni media britannici, di un coinvolgimento di una cittadina britannica, Samantha Lewthwaite, vedova di uno dei terroristi kamikaze degli attentati del 7 luglio 2005, attualmente latitante. Il Foreign Office, sempre secondo la Bbc, ha dichiarato di non avere prove a riguardo, rifiutandosi di fare supposizioni.

(fonte Adnkronos/agenzie)

<blockquote class=”twitter-tweet”><p>The teams carrying out the <a href=”https://twitter.com/search?q=%23Westgate&amp;src=hash”>#Westgate</a> operation is from multi-agencies in Kenya.</p>&mdash; InteriorCNG Ministry (@InteriorKE) <a href=”https://twitter.com/InteriorKE/statuses/382256341613416448″>September 23, 2013</a></blockquote>
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