Crocetta mette il PD con le spalle al muro, Lupo mette il governo siciliano all’angolo

La maggioranza della classe dirigente del PD siciliano ha deciso: via il sostegno a Rosario Crocetta. Ed ora cosa accadrà? Ecco i possibili scenari

Crocetta PD

Poche ore dopo la decisione del presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, di non andare al vertice di maggioranza con il suo partito (il PD), ufficialmente per stare vicino ai due agenti della scorta e al segretario personale feriti in un incidente stradale avvenuto sabato scorso – su cui bisogna fare chiarezza per via di alcune anomalie riscontrate dagli inquirenti – la direzione del Partito Democratico ha chiesto agli assessori Luca Bianchi, Nelli Scilabra, Mariella Lobello e Nino Bartolotta di dimettersi dalla Giunta.

È stata, infatti, ieri sera approvata la relazione del segretario regionale del PD, Giuseppe Lupo, sancendo la fine del sostegno a Crocetta ed aprendo le porte alla crisi parlamentare, perché il governatore adesso si trova senza una maggioranza all’ARS.

Dura la replica di Crocetta: “Non sarò il ‘pupo’ di nessuno e non mi farò condizionare da alcuno. Solo il popolo siciliano può domarmi. Lo sappia la direzione del Pd che si va avanti con il programma concordato con i siciliani e scelto da loro“.

Passata la notte, già da oggi bisognerà innanzitutto capire cosa decideranno i quattro assessori in quota PD. Se si dimetteranno o rinnoveranno la propria fiducia all’ex sindaco di Gela.

Su di loro, infatti, Lupo ieri ha affermato: “Prendano loro le decisioni conseguenti, sapendo che non rappresentano più il partito nell’esecutivo. Da adesso, valuteremo provvedimento per provvedimento e atto per atto“. In poche parole, se gli assessori dovessero scegliere di continuare a far parte del governo di Crocetta, rischierebbero di essere deferiti ai garanti del Partito Democratico.

Alla maggioranza siciliana del PD, insomma, non è andato giù che il governatore abbia deciso di non ottemperare alla richiesta di un rimpasto dell’esecutivo, non seguendone i dettami. Da ciò, inevitabilmente, ne conseguirà per il Partito Democratico dell’Isola un danno alla propria immagine, perché non sarà difficile per Crocetta comunicare il messaggio di essere stato abbandonato per la questione delle ‘poltrone’.

Il ‘governatore’, però, dovrà fare i conti da subito con la mancanza dei ‘numeri’ all’Assemblea Regionale Siciliana. Cosa deciderà? Assai improbabile che, messo alle strette, faccia un passo indietro e torni a dialogare con i vertici del ‘suo’ partito per giungere ad una soluzione concordata. L’orgoglio dovrebbe avere la meglio. Così come eviterà di sfidare l’aula provvedimento dopo provvedimento.

Magari cercherà di aprire le porte alla minoranza, tentando di ottenere la fiducia da una quota tale di deputati per permettergli di potere contare su una nuova maggioranza (così come fatto più volte dal suo predecessore, Raffaele Lombardo).

E se ciò non dovesse andare bene, le uniche strade percorribili saranno quelle delle dimissioni e del ritorno alle urne, dopo neanche un anno dall’insediamento a Palazzo d’Orleans, grazie a un consenso che però rappresenta una minoranza dei siciliani (viste le percentuali di astenuti).

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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