Siria, all’Onu intesa tra i Cinque membri permanenti. Risoluzione entro sabato notte

Il voto dopo che l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche avrà completato l’analisi tecnica sulle modalità di distruzione e di verifica dell’arsenale chimico siriano

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New York – Con una velocità incredibile, la risoluzione sulla Siria, presentata ieri notte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, potrebbe essere messa ai voti già domani notte. Frutto di un accordo tra i cinque Membri Permanenti del Consiglio (Cina, Francia, Russia, Stati Uniti e Regno Unito) verterà sulle modalità di distruzione dell’arsenale chimico siriano. Per questo si dovrà attendere il via libera degli ispettori dell’OPCW (Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons), con sede all’Aja, i quali dovranno redigere il protocollo tecnico per individuare i meccanismi di verifica e distruzione delle armi chimiche siriane. Lo ha confermato l’ambasciatore britannico, Mark Lyall.

«Se sarà possibile avere una decisione all’Aja entro oggi, allora naturalmente spero che potremo voto già questa notte qui a New York – ha detto Lyall – ma tutto dipende dell’Organizzazione e naturalmente da tutti e 15 i membri del Consiglio».

20130927-OPCW-382x420-didLa bozza di risoluzione, su cui ieri era stato trovato l’accordo tra il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov e il segretario di Stato, John Kerry, afferma che il Consiglio invocherà il Capitolo 7 della Carta dell’Onu, che prevede misure punitive «nel caso di mancato rispetto della risoluzione, compreso il trasferimento non autorizzato di armi chimiche o ogni uso di armi chimiche da parte di qualcuno della repubblicana siriana», superando la primitiva contrarietà russa alla citazione dell’uso della forza, contrarietà però scemata man mano che la Siria ha aderito alla proposta russa. Se vogliamo, questo accordo è frutto di un ragionevole e intelligente compromesso, con cui Russia e Stati Uniti si sono assunti la responsabilità congiunta di risolvere il problema delle armi chimiche siriane.

La risoluzione afferma che l’uso di armi chimiche è una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali, una formulazione della risoluzione che renderebbe automatico il “via libera” all’uso della forza contro la Siria, in caso di violazione dei termini. Con la conseguenza che la stessa Russia potrebbe perfino partecipare a un’operazione di polizia internazionale contro la Siria, ipotesi che oggi però sembra peregrina.

Nella bozza di risoluzione si statuisce che nessuna parte nel Paese verrà autorizzata all’uso, allo sviluppoal, la produzione, allo stoccaggio e al trasferimento di armi chimiche. All’Organizzazione dell’Aja verrà affidato il compito di sovrintendere alle operazioni di verifica, trasferimento e distruzione degli arsenali chimici di Damasco.

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