Nervi tesi a Washington: donna uccisa, illesa per miracolo bimba di 2 anni

La donna uccisa dalla polizia – Miriam Carey, di 34 anni – era disarmata e con problemi psichici. Dapprima ha lanciato la sua Infiniti Q60 Coupè contro gli agenti del Secret Service di protezione alla Casa Bianca, poi è fuggita, inseguita dalla polizia, che l’ha neutralizzata con un’infinità di colpi. Una morte evitabile (VIDEO)

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Ieri pomeriggio nel centro di Washington, tra la 15esima e Capitol Hill, scene da film d’azione, ma l’epilogo lascia aperti alcuni poderosi interrogativi sulla capacità di ricognizione del pericolo delle forze di polizia della capitale federale degli Stati Uniti. Tra shutdown e nervi tesi dalla sparatoria al quartier generale della Marina, verificatasi il 16 settembre scorso, Miriam Carey, 34 anni, alla fine ci ha lasciato le penne, alla fine di una sparatoria in cui solo la polizia ha sparato.

Il video dell’epilogo, dal sito del Washington Post

Identità della donna e dinamica della neutralizzazione hanno ricevuto conferma dagli ufficiali di polizia che hanno condotto l’operazione.

La donna si è lanciata con la sua automobile su uno dei cancelli della prima cintura di sicurezza posta a protezione della Casa Bianca, cercando di colpire gli agenti del Secret Service in servizio. Senza successo – «il perimetro di sicurezza ha funzionato» hanno detto fonti federali – la donna è fuggita, seguita da un poderoso spiegamento di forze, tra polizia metropolitana e quella di Capitol Hill, dove la donna si è diretta.

Al termine di una serie di manovre spericolate, la macchina della donna è stata bloccata da un’auto della polizia, circostanza che ha consentito agli agenti di accerchiarla. A quel punto la donna ha cercato di smarcarsi, speronando in retromarcia la vettura della polizia, ma venendo sopraffatta da una gragnuola di colpi di armi automatiche.

Il tweet del WP con la mappa della zona interessata dall’incidente

 

Con sorpresa degli agenti, la donna era assolutamente disarmata. Ma ancor di più ha sorpreso il rinvenimento nei sedili posteriori di una bambina di un anno – secondo Kim Dine, Capo della Polizia di Capitol Police – rimasta illesa per puro miracolo. Non si conosce ancora se la bambina avesse rapporti di parentela con la donna uccisa, né il movente dell’atto tanto insensato, quanto spiegabile con il fatto che la donna risultava avere problemi psichici. Nessun atto terroristico, nessuna arma. Un dato da immagazzinare a futura memoria.

Il presidente Obama è stato aggiornato di continuo sullo sviluppo degli avvenimenti, ma dovrebbe interrogarsi sull’eccesso di utilizzo di armi da fuoco da parte della polizia, in preda a una vera e propria crisi di nervi. Piuttosto che limitare il diritto dei cittadini di difendersi – un diritto riconosciuto dalla Costituzione federale – il presidente dovrebbe preoccuparsi di promuovere migliori pratiche di analisi del contesto, per evitare che gente innocente possa essere uccisa in modo assai discutibile.

Che cosa sarebbe accaduto se il fuoco incrociato avesse colpito a morte una bimba indifesa di un anno, nella capitale della più potente democrazia del mondo?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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