Il dissidente cinese Chen Guangcheng assunto dalla Catholic University of America

Dopo la rottura con la New York University, tre istituzioni accademiche americane hanno offerto un incarico all’avvocato cieco noto per le sue battaglie contro gli aborti forzati in Cina. Il rettore dell’ateneo cattolico: “Siamo lieti di poter aiutare un uomo che con la sua testimonianza rende onore ai valori in cui crediamo”

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Washington – Dopo un mese di incertezze, seguite alla rottura con la New York University, il dissidente cieco Chen Guangcheng ha ricevuto tre offerte da altrettante istituzioni accademiche, giuridiche e politiche statunitensi. La Catholic University of America, il Witherspoon Institute e il Lantos Fondation for Human Rights and Justice hanno infatti offerto all’avvocato di origine cinese un contratto per l’insegnamento di diritto. Chen ha accettato le offerte definendole «un solido punto di partenza da cui continuare la sua attività a favore dei diritti umani e della democrazia in Cina».

Nell’annunciare l’assunzione durante una conferenza stampa, tenuta al Press Club di Washington, il presidente della Catholic University John Garvey ha dichiarato che l’istituzione accademica ammira «moltissimo il coraggio di Chen nel difendere i diritti umani di base in Cina» e considera «il suo lavoro consono alla missione accademica di una università cattolica». «Basandoci sulle virtù della nostra fede – ha affermato il professor Garvey – siamo impegnati a sostenere la campagna internazionale per la protezione dei diritti umani, e siamo lieti dell’opportunità di sostenere Chen nella sua battaglia».

Come istituzione cattolica, ha aggiunto il rettore, «siamo impegnati anche nella formazione morale dei nostri studenti. La nostra aspirazione è quella di fornire esempi di moralità nel corpo docenti e fra gli studenti. L’eroica testimonianza morale di Chen Guangcheng – ha aggiunto – fornisce un modello per quel coraggioso impegno a favore della dignità umana che speriamo possa nascere anche fra gli studenti. La sua forza e perseveranza sono virtù che speriamo verranno imitate dai ragazzi».

Chen Guangcheng si batte da anni contro gli aborti forzati e le requisizioni di terre in Cina. Dopo aver scontato quattro anni di carcere per “sovversione”, nell’aprile del 2012 è riuscito a fuggire dalla sua casa nello Shandong, dove viveva sotto un rigido controllo di sicurezza della polizia. Alla fine di una rocambolesca fuga – probabilmente aiutato da un’agenzia di intelligence statunitense – riuscì a entrare nella sede diplomatica americana a Pechino, creando un incidente diplomatico conclusosi solo dopo un accordo fra Cina e Stati Uniti (i cui termini reali sono rimasti, come è ovvio che sia, assolutamente riservati). Così Chen ha poté lasciare il Paese e poi  ricevette l’invito a studiare presso la New York University.

Lo scorso giugno il rapporto si è concluso con qualche attrito. Chen ha denunciato ai media il comportamento dell’università, che lo avrebbe allontanato «a causa delle pressioni da parte del Partito Comunista cinese», ma l’ateneo newyorkese ha rintuzzato le dichiarazioni del dissidente cinese dichiarando che il master seguito era concluso e che, per tutto il periodo in cui il dissidente aveva seguito le lezioni era stato ospite dell’istituzione, insieme alla sua famiglia.

Il 2 ottobre scorso, annunciando i suoi nuovi impegni, Chen ha infine ricalibrato le dichiarazioni precedenti, ringraziando la New York University il professor Cohen (suo mentore) per «per ogni assistenza e cura» offertagli: «la mia famiglia e io vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine… grazie a voi, gentili americani».

Il rettore Garvey ha poi spiegato che Chen riceverà sostegno da istituzioni che «in realtà non si adattano a facili descrizioni», perché la Catholic University non sostiene alcun partito e la Lantos Foundation è stata fondata dal parlamentare democratico Tom Lantos, mentre il Witherspoon Institute «è noto per le sue amicizie repubblicane“. Un sostegno bipartisan, si direbbe, per l’avvocato dissidente cinese.

Prima che l’incontro al Press Club di Washington si concludesse, Chen Guangcheng ha reiterato i ringraziamenti per il sostegno e l’aiuto «di numerosi americani di buon cuore», dicendosi certo che «i semi della libertà e della democrazia metteranno radici, germineranno e alla fine daranno buoni frutti».

(AsiaNews)

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