Totò Cuffaro chiederà di scontare il resto della pena in affidamento alla “Missione Speranza e Carità” di Biagio Conte

L’ex presidente della Sicilia, condannato per favoreggiamento alla criminalità organizzata, ha accettato la pena e ha tenuto un comportamento modello in carcere. I legali: non ha più alcun legame “sospetto”. Il giudice di sorveglianza di Roma valuterà la richiesta e acclarerà se è possibile affidare ai “servizi sociali” uno dei più discussi politici siciliani

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Quando la legge lo prevede, tutti hanno diritto a una seconda possibilità. Questo vale anche per Totò Cuffaro, l’ex presidente della Regione Siciliana, condannato a 7 anni di reclusione per aver favorito la mafia.

Il raffadalese, infatti, si trova in carcere da trentadue mesi, un periodo che gli è servito anche per scrivere un libro  – Il candore delle cornacchie – finalista al “Premio Strega”.

Ora, visto che a Rebibbia si è distinto per la buona condotta, vorrebbe trascorrere il resto della pena dando assistenza a poveri e emarginati. In particolar modo, Cuffaro vorrebbe essere affidato alla missione “Speranza e Carità” di Biagio Conte, che opera a Palermo da anni con lo scopo di dare una mano ai tanti che vivono in condizioni miserevoli.

La «Missione è un luogo di sostegno in cui è possibile dormire, mangiare e contribuire concretamente, offrendo la propria disponibilità lavorativa al servizio della comunità; ogni comunità è dotata di cucina e mensa autonome dove vengono distribuiti tre pasti al giorno, è attivo inoltre un forno che garantisce il pane per il fabbisogno delle tre comunità. È dotata, inoltre, di ambulatori medici con medici volontari che garantiscono le prestazioni mediche di base (convenzione ASL con ricettario medico) e assistenza farmaceutica. I bisognosi che vengono accolti sono liberi di professare qualunque fede e di pregare secondo i dettami della propria religione. La Missione inoltre fornisce assistenza a tante famiglie indigenti di Palermo con beni di prima necessità e latte pediatrico per i neonati. Contemporaneamente, è attivo un servizio di missione notturna: si tratta di incontri serali di contatto con persone emarginate» (fonte Wikipedia).

In poche parole, il miglior modo per Cuffaro per riscattarsi e saldare il conto salatissimo con la giustizia. Perché  terribile è il reato per cui è stato condananto: proteggere i mafiosi dalle indagini dei magistrati. Aggravato dal fatto che Cuffaro è stato il “governatore” della Sicilia per quasi sette anni e, in quel modo, ha tradito l’intero popolo dell’Isola.

Bisogna riconoscere a Cuffaro – detto “vasa-vasa” per la sua consuetudine a non lesinare un abbraccio a chicchessia, un modo molto siciliano di “riconoscere” amiciziala dignità con cui ha vissuto sia il momento della condanna definitiva che la detenzione. Cuffaro, poche ore dopo la decisione della Cassazione, si consegnò alla giustizia, non senza aver trascorso i momenti precedenti in una chiesa a pregare. In prigione si è comportato da “detenuto modello“. Inoltre, secondo gli avvocati dell’ex politico siciliano, non ci sarebbe più alcun collegamento con gli ambienti che ha favorito in precedenza, una circostanza che sarà vagliata dai giudici di sorveglianza del Tribunale di Roma.

Il nostro non è un’esaltazione dell’ex presidente della Regione Siciliana, nel pieno e imperituro rispetto nei confronti di chi la mafia l’ha combattuta fino ad esserne ucciso, perché Cuffaro scelse di stare dalla parte sbagliata, pagandone le conseguenze, forse più di tanti altri.

Ma lungi anche dal pensare che Cuffaro non abbia il diritto di pagare le proprie colpe anche attraverso un “servizio sociale”: così come per qualsiasi altro cittadino italiano, anche per “Totò Vasa-Vasa” vale il principio costituzionale che afferma la finalità rieducativa della pena, non solo quella sanzionatoria. E lo Stato, al contempo, deve accompagnarlo al suo nuovo ingresso nella società, perché, una volta che la condanna si esaurisce, torni ad essere un uomo libero. A tutti gli effetti.

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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