Il Papa indice l’Assemblea straordinaria del Sinodo dei Vescovi

Per la terza volta dall’istituzione, un Pontefice riunisce l’assise in via straordinaria. Al centro: la famiglia, tema che “pur riguardando il bene della Chiesa universale, esige una rapida definizione”. La convocazione arriva dopo il documento della diocesi tedesca di Friburgo sui sacramenti ai cattolici divorziati e risposati. Padre Lombardi: “nessuna novità per i divorziati risposati”

20131008-sinodo-straordinario-vescovi-660400

Città del Vaticano – Papa Francesco ha indetto l’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si svolgerà dal 5 al 19 ottobre del prossimo anno. E’ la terza Assemblea straordinaria nella storia della Chiesa, dopo quelle indette nel 1969 sui rapporti tra Santa Sede e Conferenze Episcopali e nel 1985 nel 20° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Il Sinodo dei Vescovi fu istituito da Paolo VI il 15 settembre 1965, per rispondere al moto espresso dai vescovi e dai cardinali del Concilio Vaticano II di mantenere viva l’esperienza dello stesso Concilio.

Il tema al centro dell’Assemblea straordinaria sarà “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”.

La scelta di una Assemblea straordinaria e non ordinaria del Sinodo dei Vescovi è motivata, secondo quanto recita l’articolo 4 dello Statuto del Sinodo, dal fatto che “la materia da trattare, pur riguardando il bene della Chiesa universale, esige una rapida definizione”, mentre nel caso di un’Assemblea ordinaria “la materia da trattare, per sua natura o per importanza, quanto al bene della Chiesa universale, sembra richiedere la dottrina, la prudenza e il parere dell’intero Episcopato cattolico”.

La famiglia sarà dunque al centro dell’Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, alla quale parteciperanno i presidenti delle 114 Conferenze Episcopali nazionali e di quelle costituite da più nazioni, i patriarchi, gli arcivescovi maggiori, i metropoliti delle chiese metropolitane ‘sui iuris‘ delle chiese orientali cattoliche o i vescovi da loro designati, tre religiosi in rappresentanza degli istituti religiosi clericali eletti dall’Unione dei superiori generali e i capi dei dicasteri della Curia Romana.

“L’indizione di un Sinodo straordinario sul tema della pastorale della famiglia è molto importante – sottolinea padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana – Questo è il modo in cui il Papa intende portare avanti la riflessione e il cammino della comunità della Chiesa, con la partecipazione responsabile dell’episcopato delle diverse parti del mondo”.

Rileva ancora il portavoce del Vaticano: “E’ giusto che la Chiesa si muova comunitariamente nella riflessione e nella preghiera e prenda gli orientamenti pastorali comuni nei punti più importanti, come la pastorale della famiglia, sotto la guida del Papa e dei vescovi. L’indizione del Sinodo straordinario indica chiaramente questa via”. In questo contesto, per padre Lombardi – che fa riferimento implicitamente al documento uscito da un ufficio della diocesi tedesca di Friburgo sui sacramenti ai cattolici divorziati e risposati, per il quale già aveva sottolineato la mancata approvazione ufficiale da parte del vescovo – “proporre particolari soluzioni pastorali da parte di persone o di uffici locali può rischiare di ingenerare confusione. È bene mettere in rilievo l’importanza di condurre un cammino nella piena comunione della comunità ecclesiale”, ha concluso il direttore della sala stampa vaticana.

Padre Federico Lombardi poi ha frento sulla presunta svolta della Chiesa in Germania, dopo il documento sui sacramenti ai cattolici divorziati e risposati, uscito dalla diocesi di Friburgo e diffuso ieri dal sito online del periodico tedesco Der Spiegel. “Non cambia nulla, non c’è nessuna novità per i divorziati risposati: il documento – ha spiegato il direttore della sala stampa del Vaticano sul sito Vatican Insider – proviene infatti da un ufficio pastorale locale e non investe la responsabilità del vescovo“, una sorta di “fuga in avanti, che non è ufficialmente espressione dell’autorità diocesana“. Per Lombardi, “proporre particolari soluzioni pastorali da parte di persone o di uffici locali può rischiare di ingenerare confusione“.

(ADNKRONOS)

Shares
Shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: