“Manovrina” da 1,6 miliardi. Saccomanni: 3% da immobili e tagli spese. Legge di stabilità come una gita con San Bernardo e il diavolo insieme

Il Consiglio dei Ministri vara il decreto di correzione del deficit. Il ministro dell’Economia: “500 milioni dalla vendita di immobili dello Stato e 1,1 miliardi dalla riduzione delle spese dei ministeri”. Le risorse per la CIG non sono state inserite nel decreto legge: allarme accise non ancora cessato?

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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla manovrina da 1,6 miliardi di correzione del deficit, con apposito decreto legge. Il decreto correttivo del bilancio pubblico “prevede la copertura dell’importo con due modalità: la vendita degli immobili del demanio per 500 milioni e la riduzione delle spese dei ministeri e dei trasferimenti per 1,1 miliardo” ha affermato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni che ha spiegato che “verranno venduti alla Cassa depositi e prestiti” immobili dello Stato.

Oscar Giannino ha commentato in modo sarcastico quest’ultima misura: “In provvedimento odierno salvadeficit 3% finte cessioni immobiliari da Stato a #Cdp,ormai eguale ad antica ruota per abbandono figli di n.n.” ha scritto su Twitter.

In provvedimento odierno salvadeficit 3% finte cessioni immobiliari da Stato a #Cdp,ormai eguale ad antica ruota per abbandono figli di n.n.

— Oscar Giannino (@OGiannino) October 9, 2013

Secondo il ministro, dopo il voto di fiducia della settimana scorsa, il governo è “in grado di gestire le sfide della politica economica per un periodo congruo. Secondo Saccomanni il governo avrebbe potuto fare di più, senza la crisi di governo: “lo spread si sarebbe già avvicinato a livelli più bassi, che avevamo considerati alla nostra portata, già in questa fase di chiusura 2013”. Una dichiarazione che appare però strumentale, visto che la (finta) crisi di governo è durata solo giusto il tempo per far entrare in vigore l’aumento dell’IVA dal 21 al 22 per cento.

Tuttavia, il dato più importante è che le risorse per la CIG non sono state inserite nel decreto legge di correzione del deficit. “In occasione della legge di stabilità – ha chiarito il titolare di via XX settembre – c’è la possibilità di fare un decreto parallelo, nel quale possono essere affrontate alcune questioni”. Prima di un Cdm, ha commentato Saccomanni, “ci sono questioni che si pensa possano essere discusse nel Consiglio dei ministri, ma si è preferito mantenere il decreto circoscritto alla manovra di rientro”. Da queste parole emerge con chiarezza che il paventato allarme diffusosi nella mattina di ieri, circa un aumento ulteriore delle accise sui carburanti, non è ancora del tutto disinnescato.

Un aumento di 3,5 centesimi sui carburanti al 1° gennaio 2014 (e poi al 1° gennaio 2015) avrebbe effetti nefasti sull’economia, sia per l’aumento generale dei prezzi, sia perché questo incremento dei prezzi produrrebbe ulteriore contrazione dei consumi e, per paradosso, ulteriore severa contrazione dell’introito fiscale di IVA. Una verità tanto lapalissiana da far dubitare sulla lucidità degli ultimi governi, che hanno ripetuto manovre compulsive di aumento della pressione fiscale, che ha prodotto gli effetti che noi tutti vediamo ogni giorno. Evidentemente questa verità evidente deve sfuggire a chi – in forza del ruolo professionale di governo – non vive la vita quotidiana dovendo fronteggiare le difficoltà spicciole, come fare carburante alle pompe di benzina, fare la spesa (tranne i noti casi di spesa con la scorta utilizzata maldestramente come bag guard), pagare le bollette di energia elettrica o gas.

Quanto alla Legge di stabilità, secondo Saccomanni dovrà essere una specie di meccanismo magico in grado di “di ridurre la spesa e le tasse contemporaneamente mantendendo gli obiettivi concordati in sede europea”, ai quali “dobbiamo far fronte a causa dell’elevato indebitamento”. Ossia, una specie di unità degli opposti; ovvero l’incontro delle famose “convergenze parallele”; ovvero ancora una gita con San Bernardo e il diavolo seduti l’uno accanto all’altro. Insomma, un cosa impossibile, ma resta il fatto che non si può sciogliere il quesito centrale: costoro sono incompetenti o hanno il perverso disegno di far insorgere la popolazione?

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