Attorno alla salma di Priebke un sabba pagano di imbecillità diffuse e concordanti

Il silenzio sul funerale privato avrebbe reso inoffensivi gli indifendibili speculatori nazi-fascisti e i partigiani dell’anti-fascismo a gettone, un comportamento indecente che ha messo sullo stesso piano di violenza gli attori di un dramma che avrebbe dovuto essere risparmiato a tutti

Priebke Boia
Foto Trmnews.it

Un prefetto non dovrebbe lasciarsi trasportare dalla pietas ma orientare le sue scelte in funzione della tutela dell’ordine pubblico. Eppure Giuseppe Pecoraro ha acconsentito le esequie di Erich Priebke ad Albano Laziale, fornendo agli stupidi – sia gli estremisti di destra che chi  ha sputato sul feretro del capitano delle SS –  la possibilità di scontrarsi su un piatto d’argento.

Non appena, però, si è accorto di avere compiuto una scelta sbagliata, ha dato l’ordine di fermare i funerali “perché c’era il rischio che si potessero trasformare in un raduno di neonazisti“, come ha affermato lo stesso prefetto.

E ora spunta l’ipotesi del trasferimento in Germania della salma di uno degli esecutori dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, anche se l’ambasciata tedesca ha fatto sapere che “non è il governo di Berlino a dover decidere dove e in che modo avverrà la sepoltura. È una decisione che spetta ai parenti di Priebke“. Insomma, la vicenda potrebbe adesso assumere connotati diplomatici.

Appena due giorni fa avevamo prospettato la necessità dei funerali in Germania, sia per rispetto delle 335 vittime del 24 marzo 1944 (e di tutte le altre), sia per questioni di ordine pubblico. 

È chiaro, infatti, che la sepoltura in Italia di Priebke danneggerebbe la memoria di chi ha dovuto subire la violenza inaudita perpetrata dal nazismo e che la sua tomba potrebbe diventare una sorta di mausoleo per tutti quelli che ancora oggi credono incredibilmente che Adolf Hitler sia stato un benefattore dell’umanità.

Nonostante ciò, l’Italia ha dimostrato ancora una volta di non sapere tutelare la propria identità storica e di gestire alcune delicate faccende con la testa abbassata anziché con il pugno duro.

Menzione negativa anche per coloro che hanno atteso il feretro di Priebke, prendendolo a calci e sputandoci sopra.Così facendo, si sono posti sullo stesso piano di becera stupidità di chi è accorso in sostegno della memoria del capitano delle SS.

La Storia, infatti, lo ha condannato. Così come la giustizia. E la morte – che prima o poi tocca tutti, buoni e cattivi – ha chiuso il suo capitolo terreno.

Inveire ulteriormente è stata un’aggressione postuma da imbecilli.

20130628-twitter-very-little@waltergianno

Nota: per un errore di digitazione della redazione, non dell’autore, nel titolo era riportato “saba” in luogo di “sabba”. Ci scusiamo con i lettori per il refuso, che non correggiamo nell’alias web per non alterare l’indicizzazione. Grazie alla lettrice Veronica per avercelo segnalato in modo cordiale

Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

4 pensieri riguardo “Attorno alla salma di Priebke un sabba pagano di imbecillità diffuse e concordanti

  • 16/10/2013 in 19:40:43
    Permalink

    Saba o sabba?

    • 16/10/2013 in 20:26:04
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      Sabba, grazie della segnalazione. Preziosissima!

  • 16/10/2013 in 17:25:30
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    Italiani incivili e pecoroni! Priebke era infatti migliore di coloro che davano calci al carro funebre e dileggiavano un cadavere!

    • 16/10/2013 in 19:19:41
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      Erich Priebke è stato un criminale di guerra, che ha mantenuto la propria linea fino all’ultimo giorno della sua vita criminale. Tra i suoi epigoni e chi ne dileggia il cadavere c’è un’assonante inciviltà.

I commenti sono chiusi

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