Alla Sicilia lo Statuto Speciale serve per non fare una mazza?

Produttività ridicola del Parlamento Siciliano, che mostra i limiti di una politica che non produce perché non sa fare niente: tranne che i propri interessi

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Diciannove. Trenta. Ventisette. No, non sono i consigli di The Horsemoon Post per un terno al lotto, ma la durata in minuti delle ultime tre sedute dell’Assemblea Regionale Siciliana. Ricapitoliamo:

19: ieri, mercoledì 23 ottobre, l’ARS ha approvato all’unanimità la nuova composizione della commissione Affari istituzionali. Unico argomento trattato nella seduta lampo. Per la cronaca, ecco i componenti: Antonello Cracolici, Giovanni Panepinto, Franco Rinaldi (PD); Giorgio Assenza e Nino D’Asero (PDL), Alice Anselmo e Gianluca Micciché (UDC); Paolo Ruggirello (Articolo 4); Vincenzo Figuccia (PDS-MPA); Edy Tamajo (DRS); Michele Cimino (GS); Santi Formica (Lista Musumeci); Antonio Malafarina (Megafono).

30: l’altro ieri, lunedì 22 ottobre, l’ARS si è riunita solo per mezz’ora. Il motivo? Mancanza di argomenti all’ordine del giorno.

27: mercoledì 16 ottobre Sala d’Ercole si è riunito per 27 minuti. Tema: l’ordine dei lavori del deputato del PDL, Vincenzo Vinciullo.

E non finisce qui. Il calendario dell’ARS è stato congelato in quanto approda in aula la mozione di sfiducia al Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, presentata dal Movimento Cinque Stelle. Domani, infatti, Crocetta avrebbe dovuto riferire sulla crisi della maggioranza ma, stando al regolamento, l’Assemblea non può trattare argomenti prima della mozione.

Commentare tutto questo è abbastanza facile, come sparare sulla Croce Rossa. Perché da troppo tempo i cittadini siciliani hanno smarrito perfino la percezione di essere rappresentati a Palazzo dei Normanni da un’Assemblea Regionale Sicilia capace di fare, produrre, essere utile. Soprattutto in relazione al conflitto politico-istituzionale tra Crocetta e il PD, dove il primo ha negato ai secondi il rimpasto della giunta con alt(r)e personalità politiche.

E, nel frattempo, i deputati continuano a incassare indefessi il loro ricco “stipendio”, con il minimo sforzo. Con buona pace di chi, al contrario, ha esaurito tutti gli spigoli dove sbattere la testa per arrivare a fine mese. 

Pensando, pour parler, alla promessa crocettiana di dimezzare il proprio stipendio – diffusa ai quattro venti nell’ottobre del 2012 a Ballarò – e poi non mantenuta. Il presidente ha risposto – di fatto – “Sono affari miei” al capogruppo del M5S Giancarlo Cancellieri, il quale gli chiedeva conto di quale fosse stato l’esito delle promesse proferite in televisione, davanti a milioni di italiani. Fulgido esempio di trasparenza democratica e legalità.

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

3 pensieri riguardo “Alla Sicilia lo Statuto Speciale serve per non fare una mazza?

  • 24/10/2013 in 23:45:47
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    Dire che lo Statuto serva a non fare una mazza è semplice demagogia e mostra solamente il grado di approssimazione e superficialità di questa testata…… Ciò al di la del bagaglio di ignoranza che dimostrate di avere ….. Lo Statuto siciliano, precedente alla repubblica e alla sua Carta istitutiva, è legge costituzionale e connota la Sicilia come stato federato a questa italietta ….. ciò per brevità. Il titolo è già da se pura demagogia da momento che prima di affermare ciò che appare evidente ( la scarsa attività del parlamento più antico del mondo SCIENTEMENTE VOLUTA e delle eccessive prerogative dei parlamentari) forse sarebbe stato più utile per i siciliani far sapere come lo Statuto Siciliano (ultima delle costituzioni della Sicilia, già stato indipendente per oltre 700 anni) sia stato massacrato da una corte costituzionale che ha legiferato di fatto, incostituzionalmente, su una legge costituzionale (non è uno scioglilingua ma una tragica e vomitevole verità) arrivando a ribaltare il senso letterale dello stesso ( cfr sentenze su art 37 ….) o a cassarne pezzi vitali(cfr Alta Corte) ed impedendo di fatto alla Sicilia, scippata delle risorse e utilizzata come pattumiera anche radioattiva, di camminare con le proprie gambe anzichè, come fatto dal 1946, per assistenzialismo ed elemosine mirate al vero tesoro che conta per la lercia politica romana …. I VOTI.

    • 25/10/2013 in 00:51:00
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      Potrei dirle che lei non è abituato a discutere, ma solo a presentare tesi ideologiche. Se le sue osservazioni (non discuto il succedersi dei fatti storici, di cui ho ottima contezza, mi creda) fossero fondate, la Sicilia sarebbe la prima regione italiana. Non lo è ed è colpa di noi siciliani, me compreso, lei non escluso. Le ragioni dello Statuto Speciale non ci sono storicamente più. Questa “diversità” si è espressa male, noi siciliani l’abbiamo espressa male. Prima ce ne rendiamo conto, prima cominciamo a risolvere i nostri problemi e a non crearli al resto d’Italia.

      La sua osservazione è strumentale a un ragionamento fondato sull’ideologia sicilianista. Vuol dire che lei ritiene che i deputati del Parlamento pià Antico del Mondo siano in linea con la supposta qualità dell’Istituzione. Contento lei… VS

    • 30/10/2013 in 20:01:10
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      Hai ragione, Carlo, sono ignoranti. Non sanno, ad esempio, che la Regione Siciliana precede storicamente la Repubblica Italiana e pensano che lo Statuto Siciliano sia stato concesso dalla Repubblica.Non sanno che lo Statuto Siciliano è stato scritto dai siciliani stessi e, infine, esaminato da una Consulta Nazionale, fu decretato senza modifiche dal re. Non sanno che in Sicilia non esiste un Consiglio Regionale, ma un Parlamento erede del più antico parlamento del mondo (anno 1131)e capostipite di tutti gli altri parlamenti oggi esistenti (Inghilterra, Spagna, Francia ecc.). Non sanno che in Sicilia non c’è un giunta regionale, ma un governo e che, ad esempio, se il Consiglio dei Ministri discute a Roma qualcosa concernente la Sicilia, quella riunione non è valida in assenza del Presidente della Regione Siciliana con voto deliberativo. Non sanno nemmeno che lo Statuto Siciliano è costituzione e che, per modificarlo anche solo in parte, serve una legge costituzionale approvata, prima, dal Parlamento della Sicilia e, poi, dal Parlamento della Repubblica Italiana. Non sanno…, ma lasciamo perdere. Abbasso l’ignoranza e W la conoscenza! Se poi non sono d’accordo e non accettano né la storia e nemmeno l’attualità, la Sicilia è pronta a “togliere il disturbo” dichiarando la sua indipendenza.

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