Sebastian IV, si candida a Imperatore della F1. Vince in India e vola accanto a Prost

Quarto titolo iridato per la Red Bull e il pilota tedesco che si mette all’inseguimento della storia della Formula 1 e di Michael Schumacher. Secondo Rosberg, terzo Grosjean. Massa quarto, splendida partenza. Alonso fuori dai punti per un incidente in partenza con Webber, ritiratosi causa alternatore

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Sebastian Vettel entra nella storia del modiale F1: casco iridato per la quarta volta di fila e corona di lauro sul capo grazie a una battaglia strategica, un team consolidato e una monoposto di razza, dalla potenza e prestazioni insuperabili. Il tedesco a poco più del ventesimo giro conquista il quarto titolo mondiale salendo sull’olimpo degli piloti quali Prost, Schumacher, Fangio. Emozionato, euforico, ma rispettoso: questa volta un timido accenno con il tanto odiato dito. Ha tutti i numeri per essere insuperabile, il pilota di Heppenheim: 116 i Gp disputati, 43 pole position, 37 vittorie (36 in RedBull una in Toro Rosso), 21 giri veloci… Finale (fino a oggi): 360° il giro di valzer alla sua monoposto con inchino finale. Burn out in barba alle regole e chi s’è visto s’è visto…

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Nel regno RedBull  garantita a Vettel prestazione massima con modifiche tecniche (cambiati anelli tenuta di due marce, rivestimento del kers e alcuni rapporti del cambio), assicurata da subito alta competitività con un pit stop immediato al secondo giro.  Una vittoria, secondo previsioni, liscia come l’olio: dato confermato anche dal muretto, quando gli ricordano che non sta disputando una gara per essere leader, tant’è che manca l’ormai suo consueto giro veloce.

Non viene meno la nera sorte del compagno, però: “Stop car please, stop car” la comunicazione alla RB09 di Webber  nel corso del 40° giro per un problema all’alternatore, di cui l’australiano neppure si è accorto. Fino a quel momento la monoposto di Webber ha dato filo da torcere all’imperatore. Una guerra civile, giocando in casa, una gara nella gara risultata competitiva nonostante le due gemelline fossero palesemente eterozigote (solo variazioni rapporti cambio per Mark). Pole assicurata a Webber, meritorio di riuscire a mettere in discussione lo strapotere di Vettel, fino al fatidico avviso che ha vanificato lo stacco fra i due bibitari di 23 secondi, grazie all’ottima strategia gomme scelta.

Rosberg, 2° in griglia, 2° sul podio: migliore del gruppo, ha continuato a tirare fuori dalla macchina quei decimi in più necessari a mantenere passo gara e assicurare la pole. Con una gara regolare chiude secondo, dopo un sorpasso a Raikkonen, il quale paga il degrado gomme e la tattica suicida con un solo pit (il secondo a 2 giri dal termine) e nei giri finali viene rimontato prima da Grosjean, poi da Massa e via via anche da Perez e Hamilton.

Diversa la gara di Romain Grosjean, al quale va la vittoria morale del GP India numero 3 (e forse ultimo): da 17° in griglia, con un solo pit stop e un infinito stint di 44 giri dritto dritto fino al 3° posto. Da tap a top dopo che, volendo conservare un treno di gomme gialle, durante le Prove Libere ha rischiato fino a non passare neanche il primo round di qualifiche. A due giri dalla fine, con mezzo secondo di stacco da Massa, ha digrignato i denti e ha conquistato il podio andandoci a piedi, causa fine benzina e certamente fine gomme.

Felipe Massa quarto. Strepitosa partenza del brasiliano e ottimo passo gara, bravo a contenere Sergio Perez e Lewis Hamiltonm, ma fuori dal podio nonostante il pronostico di Paul Hembery che lo dava al terzo posto, forte del fatto che fra tutte le monoposto, la Ferrari fosse l’unica a fare più giri sulle soft a medio carico.

Fernando Alonso undicesimo. Una gara tutta in salita per lui, causa un contatto con Webber al via, dopo aver danneggiato l’ala anteriore, il pit stop obbligato e in conseguente scivolamento nelle retrovie. Punti importanti quelli raccolti dal pur fedele Massa nel giorno difficile di Alonso, che lasciano aperta la lotta per il secondo posto costruttori. Ci sono in palio ben 9 milioni di euro, in ballo con la Mercedes: 313 punti contro i 309 della Rossa. E mentre i nostri rassicurano i tifosi con le loro dichiarazioni – Alonso: “Non è cambiato niente“; Massa “Solo Red Bull é imprendibile” – Montezemolo invita ad essere più presenti sul podio. Dallo smog di New Delhi prossima tappa il cielo terso di Abu Dahbi.

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2013 FORMULA 1 AIRTEL INDIAN GRAND PRIX – CLASSIFICA FINALE

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Analisi tecnica Pirelli a cura di Mario Isola

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