Una sfilata di volti alle Scuderie del Quirinale per celebrare il mito di Augusto

Duecento opere, provenienti da tutta Europa, raccontano l’ascesa di chi cambiò il volto di Roma e dell’Occidente

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Tra statue, busti, volti in marmo, gioielli in oro, vasi e piatti in argento finemente decorati, unguentari di vetro soffiato, oggetti di raffinato arredamento destinati alle domus aristocratiche, bassorilievi, cammei, statue greche frutto di bottini di guerra sono duecento le opere giunte dai più grandi musei d’Europa per raccontare la figura di Augusto fino al 9 febbraio 2014 presso le Scuderie del Quirinale.

Da un progetto di Eugenio La Rocca, ex Soprintendente ai Beni Culturali di Roma, e con l’organizzazione di Azienda Speciale Palaexpo e Musei Capitolini – in collaborazione con Musée du Louvre, Réunion des Musées Nationaux, Grand Palais e con la partecipazione di Electa – la mostra intende celebrare, in occasione del bimillenario della sua morte, il primo imperatore di Roma morto il 19 agosto del 14 d. C. all’età di 76 anni.

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Nato da una famiglia plebea arricchita, figlio adottivo e pronipote di Cesare, Ottaviano aveva solo 18 anni quando colui che lo aveva prescelto come suo successore, venne pugnalato in Senato, segnando l’inizio della sua ascesa politica dapprima insieme a Marco Antonio e poi come princeps assoluto. Sarà Augusto a rivoluzionare la storia della città di Roma e quella delle successive generazioni traghettandole, con il suo intuito politico e il suo grande carisma, verso un’epoca moderna.

Non è un caso che fu chiamato Augustus – nome mai attribuito prima ai mortali e conferito dal Senato nel 27 a. C. – che in latino significa sublime, venerabile, sacro- Fu questo un atto che legittimò e mitizzò la svolta instaurata dall’imperatore la cui traccia è visibile ancora nella riforma urbanistica di Campo Marzio con la sua meridiana, nell’Ara Pacis, nel Mausoleo, nel suo Foro e nelle infinite statue come l’Augusto di Prima Porta – proveniente dai Musei Vaticani e oggi esposto insieme al suo modello classico, il Doriforo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.  Sono solo alcuni esempi di quanto la forza politica di Ottaviano fosse legata a una incredibile sensibilità artistica e a una capacità di vedere oltre il presente, immaginando il futuro.

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Erano decenni che cercavo di fare questa mostra, ma non c’ero ancora riuscito. E’ stato un grandissimo sforzo da parte di tutti visti i tempi e i costi che richiede un’operazione del genere” spiega Eugenio La Rocca, curatore dell’esposizione insieme al direttore dei Musei Capitolini Claudio Parisi Presicce, Annalisa Lo Monaco, i francesi Cécile Giroire e Daniel Roger. Era, infatti, il 1937 quando una mostra fu dedicata a Augusto che, proprio durante il Ventennio, divenne simbolo della forza all’interno della propaganda di stampo fascista causando, successivamente, una visione avversa e negativa del princeps.

Solo grazie a recenti studi è riemersa la verità sulla sua figura la cui ascesa politica non ebbe eguali; le tappe di questa sfolgorante carriera sono intrecciate all’interno dell’esposizione in cui emerge la storia del grande stratega che riuscì anche dove aveva fallito Cesare, ponendo fine anche a quelle lotte interne che avevano distrutto la Repubblica romana. Con l’introduzione di un nuovo modello politico, quello dell’Impero, Ottaviano potè mantenere un potere assoluto per oltre quarant’anni, arrivando non solo a espandere i confini dei domini fino a tutto il bacino del Mediterraneo ma a instaurare una lunga pace interna tra le città – la Pax Augustea o Pax Romana– e ad assurgere all’Olimpo delle divinità.

20131029-ClipeusVirtutisScudovotivodiAugusto-342x419Non è, infatti, un caso che la mostra si apra e si chiuda con l’apoteosi dell’imperatore al momento della sua morte e che nella statua di Arles il corpo di Augusto appaia cinto sui fianchi da un mantello simbolo dell’onore del riconoscimento religioso post-mortem. Egli stesso, al momento del trapasso, lasciò un testamento morale di quanto realizzato in vita attraverso le famose Res Gestae Divi Augusti in cui, con uno stile volutamente non letterario, elencò gli onori che gli erano stati conferiti dal Senato e dal popolo romano per i servizi da lui resi, le elargizioni e i benefici concessi con il suo patrimonio personale allo stato, ai veterani di guerra e alla plebe, i giochi e le rappresentazioni dati a sue spese e infine gli atti da lui compiuti in pace e in guerra.

Dalla Spagna alla Turchia, dal Maghreb alla Grecia alla Germania il princeps fu largamente amato grazie a una campagna politica di costruzione di strade e ponti, di sostegno ai commerci nel Mediterraneo, di equità verso le classi meno abbienti; riuscì anche a imporre un cambiamento all’interno del cursus honorum e del sistema monetario che rimase immutato per due secoli. Circondatosi di poeti del calibro di Virgilio, Properzio e Orazio e di intellettuali radunati nel circolo di Mecenate – suo consigliere e amico -, Augusto diffuse oltre ai concetti di pax, pietas e concordia, dei nuovi modelli estetici di impronta classicista, incentivando la diffusione di temi legati all’età dell’oro e al rispetto delle tradizioni, alla santità della famiglia, al ritorno alla terra e all’importanza di pacificare le popolazioni conquistate attraverso un ingente numero di opere – in grado di gareggiare con la leggendaria letteratura greca – che gettarono le fondamenta della cultura occidentale.  

A conclusione della mostra, ci imbattiamo nell’inedita ricostruzione di 11 rilievi, oggi divisi tra la Spagna e l’Ungheria, dell’edificio pubblico eretto originariamente in Campania in memoria di Augusto dopo la sua morte, e dove vi è narrato, con grande efficacia, uno scontro navale della battaglia di Azio che, nel 31 a.C., mise fine alla guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio e che segnò l’inizio dell’ascesa di colui che scrisse “ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo”, divenendo uno dei più straordinari uomini politici della storia dell’umanità: il divo Augusto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Augusto, Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16, 00186 Roma

Dal 18 ottobre 2013 al 9 febbraio 2014

Biglietti: Intero € 12,00; Ridotto € 9,50

Ulteriori informazioni

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