Ad Abu Dhabi si corre per la gloria e con la testa al 2014

La Ferrari rischia di perdere la battaglia per il secondo posto nel mondiale costruttori a favore della Mercedes. Prove aerodinamiche per le monoposto col turbo, visti i limiti posti ai test. Uno scandalo

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Alla quinta edizione nel mondiale di Formula 1, si torna subito in pista questo weekend uno dei circuiti più particolari del campionato: lo Yas Marina Circuit. Il GP di Abu Dhabi si è, infatti, rapidamente affermata come una delle gare più spettacolari della F1 fin dal debutto nel 2009.

Peculiare il circuito, in cui la serie iniziale di curve si sciolgono sul lungo rettilineo, dove le vetture restano a tutto gas per circa 15 secondi. Particolare l’ambientazione: è l’unica gara del campionato a partire con il sole e a svolgersi al suo  tramontar. Suggestivo di certo, ma soprattutto un efficace escamotage tecnico. Infatti, nel corso della gara le temperature dell’asfalto diminuiscono anche di 15°, passando dai 45° della partenza ai 30° dell’arrivo. Nelle gare che iniziano nel primo pomeriggio, invece, le temperature dell’asfalto tendono ad essere più alte di quelle ambientali. La Pirelli ha portato per il circuito di Yas Marina i P Zero White Medium (riconoscibili per la spalla verniciata di bianco) e i P Zero Yellow Soft (spalla gialla).

L’andamento delle temperature ad Abu Dhabi ha un effetto sia sull’usura sia sul degrado delle gomme, il che significa che i piloti potranno fare più run anche con la mescola soft – ha dichiarato Paul Hembery, direttore del Motorsport Pirelli alla vigilia – questo ha delle implicazioni sulla strategia: è possibile provare combinazioni diverse che potrebbero dare ottimi risultati alla fine della gara”.

Il tracciato non consente molte occasioni di sorpassi, anche se le due zone DRS potrebbero quest’anno favorire qualche occasione in più.  Anche qui farà da padrona la scelta di una strategia vincente: l’anno scorso molti piloti optarono per una sola sosta ma, come chiarisce Hembery :”Quest’anno, visto che le mescole sono più morbide, si prevedono due soste, anche se è possibile che alcuni piloti tentino un solo pit stop”. Serve però qualificarsi bene per mantenere una buona posizione in gara per la domenica.

Nonostante la Red Bull abbia fagocitato per la quarta volta  entrambi i titoli : costruttori alla RB e piloti a Vettel, la competizione rimane aperta per il 2° e 3° posto. Nella classifica piloti vediamo sgomitare Alonso con  Raikkonen per il 2° posto , inseguito a sua volta da Hamilton nella classifica costruttori per il 2° posto lotta aperta fra Mercedes e Ferrari.

E mentre Vettel non si siede sugli allori dichiarando nella consueta conferenza stampa:Ci piace la sfida: vogliamo correre e vogliamo vincere” gli altri (presenti  Alons, Bottas, Grosjean, Hamilton, e Sutil) sottolineano il duro lavoro da fare, promettendo guerra nelle retrovie a colpi di migliorie strategiche e aerodinamiche studiate per l’occasione.

Quindi … a tre gare dalla fine sono tutti qui a potenziare le monoposto 2013 e a gareggiare per la gloria? Ma anche no. La verità è che sono tutti proiettati al futuro. Il Circus è già in fermento per il campionato del 2014, in cui debutteranno i nuovi motori da 1,6 litri turbo, con ERS (Energy Recovery System, un doppio KERS) che faranno rallentare le monoposto di circa 5 secondi al giro. Un campionato, quello prossimo, che preannuncia delle limitazioni per eccellenza e che inizia fin da ora, con prove aerodinamiche finalizzate alle monoposto col turbo ma svolte già domani nelle prime prove libere, visti i limiti posti ai test.

E non si può non gridare allo scandalo. Le Prove Libere non saranno altro che  simulazioni reali  mirate  a raccolta dati essenziali per studiare nuovi espedienti aerodinamici. Le sperimentazioni sulle monoposto saranno finalizzate alla gara, ma soprattutto ai test in configurazione (parziale) 2014. Insomma, se non ve ne siete accorti, il mondiale del prossimo anno è già iniziato, in parallelo a  quello attuale. Ormai si parla di campionati mentali ingegneristici e sperimentali, in cui la resa finale non si sa se attribuirla alla bravura del pilota o alla monoposto. Intanto un maggior numero di test sperimentali Pirelli continuano a essere invocati per settare i materiali in funzione di performance del tutto diverse, ma con qualche dubbio sulla sicurezza (i piloti che ne pensano?).

E mentre ci viene propinato il trailer del 2014, da buoni ferraristi ci si chiede se Alonso, come D’Alì, riuscirà a volare come una farfalla e pungere come un’ape… Lui che ormai è talmente avanti da essere già proiettato nel 2015 quando sarà attore protagonista della Mc Laren e che avrà battute migliori quali “è nel DNA della Ferrari cercare di vincere sempre”. La Ferrari rischia seriamente di perdere la battaglia per il secondo posto nel mondiale costruttori a favore della Mercedes…sempre che questa non rompa i motori! La Mercedes infatti (come McLaren e Force India) parte svantaggiata perché usa già il suo ottavo motore. Un problema di cui tenere conto.

Domani si parte dalle 10 con le prime libere, poi si replica nel pomeriggio. Ad Abu Dhabi sono avanti di tre ore e il sole splenderà come di consueto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’analisi Pirelli del circuito di Abu Dhabi, a cura di Mario Isola

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