Before Midnight, è giusto continuare a credere nel vero amore?

Richard Linklater torna a raccontarci il progressivo mutamento delle vite di Jessie e Céline, ormai coppia fissa alle prese con nuovi problemi

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Sono passati nove anni da quando Jessie e Céline si sono rincontrati a Parigi e ormai sono una coppia ben consolidata con due gemelli che vive e lavora nella capitale francese; al termine di una vacanza trascorsa sulle rive del Peloponneso però s’innesca quasi improvvisamente la spia del disaccordo, che lenta penetra le conversazioni dei due fino a rischiare di minarne il rapporto.

Dopo l’esplosione dell’amore romantico e idilliaco post-adolescenziale descritto in Before Sunrise e la consapevolezza cinica e pessimistica che fa esplodere il vero amore tra i due protagonisti nella calda Parigi di Before Sunset, era il momento per Richard Linklater di tirare le fila del discorso (che non per forza deve concludersi con quest’ultimo capitolo). In Before Midnight ritroviamo ancora Jessie e Celine, ormai veri e propri doppi degli attori che li interpretano, Ethan Hawke e Julie Delpy (co-autori della sceneggiatura insieme al regista), stavolta alle prese con i problemi che attanagliano le coppie di quasi quarantenni alle prese con figli; emergono da un lato le problematiche legate al figlio di Jessie, il quale vive a Chicago con la madre, e che il padre vorrebbe raggiungere in modo da non perdersi gli anni della sua giovinezza, dall’altro la necessità di una realizzazione individuale che Céline stenta a raggiungere dopo una serie di attività non andate in porto. Il fatto di essere una coppia dal carattere così forte non potrà fare altro che peggiorare la cattiveria e il cinismo nelle loro conversazioni, al punto che una semplice parola potrà risolvere o rovinare ogni cosa. 

Il peso della sceneggiatura è ancora più evidente in questo terzo capitolo di quanto non lo fosse nei primi due, se non altro nella misura in cui sono organizzate le scene di dialogo: non più semplici scambi di battute o proposizioni tra i due protagonisti, bensì una consapevolezza e un’allargamento alle opinioni altrui, che sia un vecchio e saggio scrittore greco in pensione o una coppia di giovani innamorati aiutati dalle nuove tecnologie. Da questo punto di vista è sicuramente il film più maturo della trilogia, ma anche quello che cerca ad ogni costo di osare e di non lasciarsi schiacciare dal capitolo precedente (qui sta il genio di Linklater); in questo modo Before Midnight è una scommessa vinta, e lo si deduce dalle prime splendide inquadrature che rispecchiano il paesaggio greco, così denso di significati, elegiaci e tragici, proprio come sono le più belle storie d’amore. 

L’evoluzione dei personaggi è perfettamente ricostruita sullo schermo grazie alle grandi interpretazioni dei suoi due protagonisti, il loro contributo non è mai stato artificioso anche per via di una crescita attoriale oltre che biologica. Il velo dell’illusione scompare definitivamente e la storia che ci viene raccontata non è mai apparsa così aderente alla realtà; anche per questo motivo non importa dove la vicenda andrà a parare, qualsiasi finale ci verrà presentato potrà essere accettato come autentico, il buon gusto di Linklater penserà (e ha pensato) al resto. 

Nota a margine (ma non meno importante): la calda e suadente colonna sonora composta da Graham Reynolds è semplicemente perfetta.

VOTO : 10

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il trailer ufficiale italiano:

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