Papa Francesco, il comunicatore: c’è o ci fa?

Papa Francesco è l’uomo giusto al momento giusto. La Chiesa Cattolica sta vivendo una nuova Primavera. Gl scandali, economici e carnali, sembrano alle spalle. Ma Bergoglio è spontaneo o è un calcolatore?

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Sono trascorsi quasi nove mesi dall’elezione di Papa Francesco, il 13 marzo scorso. La percezione diffusa è che lo Spirito Santo – per chi ci crede – si sia servito bene del Conclave, che non avrebbe potuto scegliere migliore successore di Benedetto XVI. Sì, perché Jorge Mario Bergoglio è caduto a fagiuolo in uno dei momenti più impopolari per la Chiesa Cattolica.

Il Pontefice argentino, infatti, sta riuscendo nell’impresa di annullare le distanze tra la sua figura e i fedeli, come se ne sentisse un bisogno epidermico, ripercorrendo così concretamente le orme di chi decise, duemila e passa anni fa, di cominciare la dinastia dei pastori cristiani. È, Bergoglio, il Papa delle “prime volte“, più di quel Wojtyla che sarà proclamato Santo il 27 aprile dell’anno venturo.

Sia chiaro, lungi da fare classifiche tra gli ultimi pontefici, perché ci sono fattori che li rendono imparagonabili: la storia personale, il periodo del papato, il desiderio crescente della popolazione di comunicare.

Ed è proprio quest’ultimo il “piatto forte” di Papa Francesco. A lui, infatti, piace parlare e trasmettere messaggi così semplici da essere rivoluzionari e in questo ricorda Papa Giovanni XXIII, anche lui prossimo alla santificazione. Al contrario di Joseph Ratzinger, molto più letterato e chino sui libri, molto più professore e teologo, Bergoglio appare come “figlio del popolo” e non è una causa efficiente di secondo piano il fatto che provenga dall’Argentina, la stessa terra di Che Guevara e Evita Peron, che ha il “pueblo” nel sangue.

Per soddisfare la propria esigenza di comunicazione, Bergoglio utilizza ogni occasione e ogni mezzo, eliminando le barriere fisiche, andando al di là delle mani che stringe e delle fronti dei bambini che bacia da “nonno“. Perché l’argentino vuole condividereil verbo simbolo dell’era contemporanea – ciò che passa velocemente dal pensiero alla parola con tutto il mondo, cattolici, fedeli di altre religioni, atei. Perché, in fondo, tutti siamo “figli di Dio“.

C’è un però. Un pensiero che passa per la testa di tanti. Ma Papa Francesco “c’è o ci fa?”. È davvero ogni suo messaggio frutto di spontaneità o è “calcolato“? Sta accadendo tutto in maniera naturale oppure tutte le sue azioni rientrano in un preciso piano della Chiesa di “marketing communication“?

Già, perché era noto a tutti che la Chiesa stesse attraversando un periodo assai difficile, caratterizzato essenzialmente da scandali, sia carnali che economici. Poi, all’improvviso, è arrivato Bergoglio e l’attenzione mediatica si è concentrata compiutamente su di lui, sui suoi messaggi quotidiani, sulle telefonate ai fedeli, sul suo agire quotidiano e rivoluzionario.

Il Vaticano, si sa, è furbo. E Papa Francesco potrebbe essere l’uomo giusto al momento giusto e i risultati gli stanno dando ragione. Perché piace a tutti: bianchi, neri, gialli, atei, musulmani, induisti, buddisti.

E la verità, come sempre, potrebbe stare in mezzo…

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

Un pensiero riguardo “Papa Francesco, il comunicatore: c’è o ci fa?

  • 20/11/2013 in 18:02:37
    Permalink

    Se fosse vero che “ci fà” sarebbe un ATTORE DA OSCAR. MA, essendo profondamente CREDENTE e CREDENTE nell’AZIONE DELLO SPIRITO SANTO, “c’è” Nella Bibbia si parla del ritorno del CRISTO, e se fosse CRISTO IN PERSONA RITORNATO???? Di certo il suo ritorno, ne sono convinto, avverrà nel silenzio e nell’ombra, senza squilli di trombe e fanfare, come la SUA PRIMA VENUTA. E’ una questione di FEDE e, grazie a DIO,l’ho avuta in dono (però non so seguirla alla lettera,la strada sbagliata è sempre in aguato e sono un semplce mortale)

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