Vettel prenota la pole nelle ultime libere ad Abu Dhabi. Poi Webber e le due Mercedes. Sprofondo Rosso

Perfino le due Sauber – Hülkenberg  7° e Gutierrez 8° fanno meglio della Ferrari: Alonso solo 11°, Massa 14°. Alla Lotus clima da scazzo: Räikkönen resiste per non addossarsi le penali…

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Ancora tu, ci rivedremo ancor di più…

Insomma, per commentare i GP di Formula 1 con qualche motivo di interesse – che svegli l’interesse – dobbiamo inventarcene una al giorno. Vettel, infatti, tra uno sgombero di box e l’altro – causa viaggio di lavoro – quando indossa casco, tuta e orpelli vari – non lascia alcuno spazio agli avversari, se non quello di un’autoillusione che ha il sapore della presa per i fondelli.

Nelle ultime libere prima delle qualifiche del Gran Premio di Abu Dhabi, ha illuso il connazionale Nico Rosberg, per un largo tratto il più veloce, poi è risalito in cattedra e si è tirato in scia il compagno di squadra Mark Webber (che su Sky viene criticato di ineleganza per le critiche alla F1: forse che non stia agonizzando nella pozzanghera della politica, la massima serie automobilistica?). L’unico che potrebbe aver impostato le qualifiche sulla sorpresa, non scoprendosi molto e restando a poco più di 2 decimi.

Hamilton e Rosberg, nell’ordine, potrebbero tentare il colpaccio, sfruttando l’abbassamento della temperatura in Q3: ma prima occorrerà arrivarci. Grosjean, quinto, beneficia del clima ottimo che si respira alla Lotus, dove Räikkönen (solo 9°) sembra un paria, emarginato dal team, dopo lo scazzo avvenuto durante il GP d’India, di cui solo noi non riproponiamo l’audio: per carità di F1. E a favore di entrambi.

Button fa il fenomeno, con un sesto tempo che avrebbe un altro significato, se volesse dire risalita seppur tardiva, mentre le due Sauber di Hülkenberg e Gutierrez (bravo) son il 7° e 8° tempo si aggiungono a Vergne (10°) nel precedere le Ferrari, che hanno lo stesso motore, ma – disgraziatamente – non lo stesso telaio. Complimenti.

Infatti, nella zona centro-inferiore della classifica Alonso e Massa non ci fanno un figurone, nel Gran Premio della Pescheria Universale, al passo del gambero. Prima finisce questa stagione, meglio è. Ma se non avviene un maremoto a Maranello, la prossima sarà quella delle dichiarazioni di fuoco. Basteranno due GP per far saltare i nervi a Fernando Alonso, che – pronto a scommettere denaro contante (nei limiti della normativa vigente in questo Stato Demagogico d’Italia) – in caso di delusione farà i salti mortali per farsi accompagnare al casello sulla A1, Modena Nord, direzione Melegnano.

Il copione delle qualifiche (dalle 14) sembra già redatto, ma ad Abu Dhabi – come nella vita – tutto può accadere. Mi sentirei di escludere la Pole della Ferrari, ma se viene un temporale…

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2013 F1 Abu Dhabi Gran Prix – Libere 3

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L’analisi Pirelli del circuito di Abu Dhabi, a cura di Mario Isola

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire...), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più. Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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