Pedofilia, “sono Sweetie, ho dieci anni”. Una bambina ammiccante online, migliaia i contatti. Ma…

…un esperimento di Terre des Hommes Olanda teso a studiare il fenomeno della pedofilia online svela un mondo allucinante di 20mila contatti in cerca di prestazioni sessuali online

20131104-sweetie_facebook-342x256Amsterdam – «Il mio nome è Sweetie». Si presentava così, in modo ammiccante, una bambina filippina di 10 anni in apparenza disponibile… Per fortuna era solo una bimba virtuale, creata dalla sezione olandese della Ong “Terre des Hommes” che l’ha utilizzata come ‘esca’ per studiare il fenomeno della pedofilia online.

Lanciata in varie chat pubbliche, in poco tempo Sweetie è stata abbordata da oltre 20.000 utenti che si sono collegati da tutto il mondo per chiederle prestazioni sessuali online. Un esperimento che rilancia il grido di allarme di Terre des Hommes su una nuova forma di sfruttamento minorile ancora poco nota, ma in rapida diffusione, il “turismo” sessuale minorile tramite webcam.

Le registrazioni video delle conversazioni con Sweetie – hanno spiegato i dirigenti dell’Ong – sono state consegnate oggi all’Interpol dall’organizzazione che fa parte della Federazione internazionale Terre des Hommes. «Quella di oggi è la dimostrazione di come pedofili e sfruttatori di bambini possano agire indisturbati nella rete, ma anche di come sia facile rintracciarli» ha dichiarato Raffaele K. Salinari, Presidente di Terre des Hommes.

A seguito di questo studio, in collaborazione con Avaaz.org, Terre des Hommes Olanda ha lanciato oggi una petizione online per premere sui governi di tutto il mondo in tema di lotta contro il turismo sessuale minorile tramite webcam. Secondo le Nazioni Unite e l’Fbi a ogni ora del giorno ci sono almeno 750.000 pedofili connessi online. Una potenziale minaccia ferale per i bambini che, sempre più, rientrano tra gli utenti di internet e delle varie tecnologie disponibili nel variegato mondo della Information Technology.

Nonostante il turismo sessuale minorile tramite webcam sia proibito dalle leggi della maggior parte dei paesi, solo sei pedofili online sono stati messi in prigione per questo crimine. «Non è un problema di mancanza di leggi» ha dichiarato Hans Guyt, responsabile della campagna di Terre des Hommes Olanda. «Le Nazioni Unite – ha spiegato – hanno stilato delle norme che rendono illegale questo tipo di violenza sui bambini quasi in ogni parte del mondo. Ma il problema maggiore è che la polizia non intraprende delle azioni finché le vittime non sporgono denuncia. E, com’è ovvio, i bambini non riescono quasi mai a denunciare questo tipo di crimini, perché di solito provengono da famiglie molto povere e vengono costretti dagli adulti a prostituirsi online».

Non resta che ricordare ai genitori che se la televisione è spesso foriera di pericoli, se presa per babysitter virtuale per tenere a bada i nostri figli, internet può risultare mortale, come la storia di questo esperimento socio-criminologico dimostra. Sweetie peraltro mostra in modo inequivocabile come sia efficace il meccanismo attuato dal cosiddetto “agente provocatore”, utilizzato in molti Stati democratici anche per la lotta alla corruzione.

(Credit: Adnkronos)

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