Alfano rilancia le primarie (e il PDL si spacca di nuovo)

Il Ministro dell’Interno, vice di Letta, ripropone l’idea delle primarie per scegliere il prossimo leader del centrodestra. Favorevoli Maroni e Meloni. Contrario il ‘lealista’ Fitto

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Angelino Alfano ci riprova con le primarie, per scegliere il prossimo leader del centrodestra da proporre alle elezioni politiche, quando si esaurirà l’esperienza del governo delle “larghe intese”.

L’attuale ministro dell’Interno, vice presidente del Consiglio ed (ex?) delfino di Silvio Berlusconi lo ha rivelato in un passaggio del prossimo libro del giornalista Bruno Vespa, Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza Repubblica. «La mia idea non è cambiata rispetto alla fine del 2012 quando lanciammo le primarie. Io stesso, poi, le bloccai quando Berlusconi decise di ripresentarsi, e Giorgia Meloni ancora me lo rimprovera. Alle prossime elezioni il nostro candidato dovrà essere scelto attraverso primarie il più aperte possibile, alle quali partecipi il più alto numero di simpatizzanti».

Proposta che ha immediatamente trovato il sostegno di Roberto Maroni, segretario della Lega Nord, e della Meloni, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia.

Il presidente della Lombardia ha, infatti, dichiarato che si tratta di «un’ottima idea» ma «a condizione che ci siano le primarie per tutti». Il Carroccio ha già il proprio candidato: Flavio Tosi, attuale sindaco di Verona, che vive in questi giorni momenti di affanno tra inchieste della magistratura su appalti e polemiche interne alla maggioranza (fibrillazioni in vista della prossima tornata per le amministrative).

Sulla stessa scia Giorgia Meloni, per la quale «Fratelli d’Italia considera la celebrazione delle primarie di coalizione una ‘conditio sine qua non’ per un’alleanza con le altre forze di centrodestra». «Siamo stati i primi a rivendicare questa necessità – ha aggiunto l’ex ministro della Gioventù nel IV Governo Berlusconi – perché crediamo che il centrodestra debba avere il coraggio di rimettere le scelte nelle mani degli italiani e far decidere loro il candidato alla Presidenza del Consiglio. Per questo accogliamo positivamente le parole del segretario del PDL Angelino Alfano, con l’auspicio che in questa occasione porti avanti fino in fondo la sua posizione».

La posizione di Alfano non è però gradita ad alcuni “colleghi” di partito. Primo tra tutti Raffaele Fitto, leader dei cosiddetti ‘lealisti‘ del PDL, ossia quelli che considerano “oro colato” ogni parola che esce dalla bocca di Silvio Berlusconi, a prescindere. «Io ragiono sul dopo Berlusconi il giorno in cui Berlusconi autorizzerà il “dopo” – ha affermato l’ex presidente della Puglia – ricordiamo che lui ha fatto la campagna elettorale del 2013 dicendo che il candidato a palazzo Chigi sarebbe stato Alfano. Quindi sarà ancora una volta lui a decidere che cosa si farà».

In pratica, dopo le burrasche degli scorsi giorni, il rilancio delle primarie potrebbe nuovamente dare accendere la miccia per l’ennesima spaccatura intestina nel PDL, riaccendendo la possibilità che si arrivi a una clamorosa scissione tra i “fedeli a Berlusconi” e chi pensa sia giunto il momento di voltare in qualche modo pagina.

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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