Casinò anche in Sicilia: l’ARS ci prova

Via libera in Prima Commissione, Affari Istituzionali, al disegno di legge voto per l’istituzione di un casa giochi a Taormina, primo firmatario Lino Leanza

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Il gioco è uno dei principali introiti per lo Stato.

In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, in cui il reddito basta a malapena per pagare l’affitto o il mutuo e per dare un senso al frigorifero, dove la disoccupazione in Italia ha superato la preoccupante soglia del 12%, il gioco d’azzardo rappresenta una fonte di speranza per i cittadini e, di riflesso, una sorgente di guadagno per le casse statali.

E la Sicilia non poteva farsi scappare la possibilità – in nome del “perché a San Remo sì e a Taormina no” – di aprire un casinò nell’isola.

È stato, infatti, dato il via libera in Prima Commissione all’ARS (Affari Istituzionali, competente per le questioni attinenti agli enti locali) al disegno di legge per l’istituzione di un casa giochi a Taormina. La norma, primo firmatario Lino Leanza di Articolo 4, è stata emendata durante i lavori preliminari con l’inserimento della possibilità di aprire un secondo casinò nell’area di Palermo.

La norma così esitata adesso potrà approdare a Sala d’Ercole per la trasformazione in legge regionale (che in materia ha competenza esclusiva). A tal proposito Leanza ha affermato che «si tratta di un ulteriore attrattore turistico per la Sicilia e, al tempo stesso, di un modo per riequilibrare l’offerta con altre regioni italiane ed europee. I casinò esistono in altre aree del Paese e non si comprende perché non si dovessero realizzare anche in Sicilia».

Entusiasti anche Giuseppe Picciolome (DRS) e Nino Germanà (PDL), che hanno incontrato oggi –  insieme al sindaco di Taormina, Eligio Giardina –  il ministro Angelino Alfano, al quale hanno illustrato il tema dell’apertura dei casinò in Sicilia. «Per la Sicilia tutta, e non solo per Taormina – hanno affermato i due deputati siciliani – si apre un nuovo percorso di sviluppo che, come auspicato dall’assessore Stancheris, completerebbe a pieno l’offerta turistica siciliana».

Il coordinamento provinciale dell’associazione CittadinanzAttiva Sicilia Onlus, però, ha voluto precisare che «con il documento approvato dalla Commissione dell’ARS sull’apertura del Casinò di Taormina e di un altro nella zona di Palermo si prende ancora una volta in giro i siciliani. Ammesso che l’ARS emani una legge per consentirne l’apertura, legge che non potrebbe non avere il parere negativo dell’Ufficio Legislativo della stessa ARS, la stessa non potrà che essere impugnata dal Commissario dello Stato perché in contrasto con il Codice Penale».

«Infatti – continua l’associazione – l’Articolo 718 recita: “Esercizio di giuochi di azzardo. Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o in circoli privati di qualunque specie, tiene un giuoco d’azzardo o lo agevola è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda non inferiore a lire quattrocentomila”. Se si vuole, invece, effettivamente aprire il Casinò è necessario che il Governo regionale ottenga l’assenso del governo nazionale, in attuazione del comma n) dell’art. 14 dello Statuto Speciale, come ha fatto, a suo tempo, la Valle d’Aosta per il Casinò di Saint Vincent. Se il Governo nazionale è d’accordo, attraverso la Commissione paritetica Stato-Regione Siciliana si predispone il D.P.R. che, una volta approvato dal Governo Nazionale, va direttamente alla firma del Presidente della Repubblica. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale si avrà la copertura legislativa e sarà possibile aprire il Casinò».

Certo, dal punto di vista etico, questo è il momento peggiore per aprire un casinò, perché è ovvio che i siciliani (ma anche tutti coloro che proverranno dal resto del Meridione) avranno un motivo in più per tentare la fortuna e, di conseguenza, per perdere quanto gli resta.

È anche vero, però, che quanto appena detto dà adito anche alla tesi opposta, ovvero che è il momento migliore per aprire un casinò, perché le entrate non sarebbero indifferenti, non solo per quanto concerne l’aspetto delle scommesse ma anche nell’ambito del turismo locale.

E, poi, è sacrosanto il riferimento al fatto che l’apertura o meno di una casa giochi non possa essere soggetta a discriminazione territoriale. Basta che i Casinò in Sicilia non diventino  anche un modo per riciclare denaro malavitoso…

Aggiornato il 7 Novembre 2013, ore 23.38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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