Unioncamere: sulla crisi, solo 4 medie imprese su 10 confidano nella ripresa

Pessimismo dilagante tra i medi imprenditori italiani, ma con segnali di sfiducia decrescente. L’esport tira la “resistenza” in attesa della ripresa della domanda interna, chiave di volta per una reale

Secondo l’indagine annuale condotta da Unioncamere e Mediobanca, meno di 4 imprese su 10 confidano nella ripresa. Le imprese medie industriali italiane non sono perciò fiduciose per il prossimo futuro, ma lo sono meno dello scorso anno. Il dato, divulgato oggi a Roma nel corso della presentazione del rapporto finale, illustra un quadro di pessimismo corrente nell’imprenditoria italiana, ma in ripresa.

Secondo lo studio – realizzato su un campione rappresentativo di medie imprese industriali italiane  – il 37,3 per cento prevede un aumento del fatturato (contro il 26,6% a consuntivo nel 2012) e il 34% un incremento della produzione (è stato invece il 22,1% a registrarlo per lo scorso anno). La propensione all’export delle medie imprese è rimasta molto elevata, tanto che la quota di aziende esportatrici ha sfiorato il 90% nel 2012, con un’incidenza delle vendite all’estero pari al 51% del fatturato complessivo.

Per l’anno in corso si conferma l’apporto determinante che le vendite all’estero potranno fornire ai risultati aziendali (gli ordinativi esteri saranno in crescita per il 49,9% delle imprese), mentre l’andamento del mercato interno sarà più debole (solo il 13,6% si attende un rialzo rispetto al 2012, contro il 31% di quante che ne prevedono una flessione).

Da queste conclusioni si può comprendere come le regioni – e le imprese – italiane per tradizione vocate all’esportazione sono il nucleo centrale della resistenza economica italiana alla crisi, in attesa della ripresa della domanda interna, vera chiave di volta per una reale ripresa. Se ne renderanno conto i nostri politici?

(Credit: ITALPRESS)

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