Crisi, giù la spesa per i regali di Natale: in media 477 euro a famiglia (-2,4%)

Dario Righetti, partner di Deloitte: ”Si conferma la tendenza a prestare grande attenzione alla qualità intesa come utilità: i retailer perciò dovranno preoccuparsi di fornire trasparenti e semplici informazioni circa i vantaggi funzionali dei singoli prodotti”. In Europa solo in Grecia una situazione peggiore

20131111-spese-natalizie-660x380

Il budget di spesa medio degli italiani per gli acquisti natalizi sarà di 477 Euro a famiglia, in calo del 2,4% rispetto allo scorso anno. Questo è uno dei principali dati rilevati dalla sedicesima edizione della ‘Xmas survey’, pubblicata da Deloitte, nota azienda di consulenza e revisione.

«Gli italiani non rinunceranno agli acquisti – ha affermato Dario Righetti, Partner Deloitte e responsabile per il settore Consumer Business – ma si conferma la tendenza a prestare grande attenzione alla qualità intesa come utilità: i retailer perciò dovranno preoccuparsi di fornire trasparenti e semplici informazioni circa i vantaggi funzionali dei singoli prodotti indipendentemente dalle considerazioni sui prezzi».

A livello europeo la spesa media stimata per il Natale 2013 (pari a 450 Euro) segna invece un leggero aumento (+0,8%), in crescita per la prima volta dal 2008. Netta la divisione tra i Paesi del Nord Europa, dove si registrerà una crescita nel budget di spesa per le festività di fine anno – come Germania (+6,7%), Svizzera (+3%) e Finlandia (+1,3%), rispetto ai Paesi dell’Europa mediterranea, come Portogallo (-2,3%) o la Grecia, dove si prevede un calo a doppia cifra (-12,8%), l’unico Paese dell’UE27 che ha il dato peggiore di quello italiano.

20131111-spese-natalizie-survey-660x470

Sempre secondo Deloitte, dati leggermente più incoraggianti arrivano dal confronto con la situazione europea, dove la spesa media stimata per il Natale 2013 (pari a 450 euro) sarà in aumento dello 0,8% rispetto al 2012. Dati incoraggianti sono anche quelli riguardanti gli acquisti on line (26% sul totale), per i quali il budget ammonterà intorno a 125 euro (+1% rispetto al 2012 e +6% rispetto al 2011).

Per quanto riguarda le tipologie di regalo più ambite al primo posto c’è il denaro (desiderato dal 46% degli Italiani), seguito dai viaggi (45%). Dalla ricerca è inoltre emerso che gli intervistati sono disposti a ridurre il budget destinato agli acquisti solo in alcune categorie: l’85% nell’abbigliamento, l’83% nelle attività di divertimento e l’82% nella tecnologia. Viceversa, esistono due settori nei quali i consumatori non sono disposti a risparmiare: le spese per la salute e l’educazione.

 

Caro babbo Natale… regalaci soldi!

Il denaro è il principale regalo desiderato in 15 Paesi Europei su 18. Trend confermato anche in Italia dove quasi un italiano su due (46%) ha dichiarato di voler  trovare denaro sotto l’albero. In alternativa sarebbe molto gradito ricevere un viaggio (45%). Ma nella realtà la maggior parte degli italiani riceverà libri (42% delle intenzioni) e prodotti di cosmetica (26%).

Per quanto riguarda il Natale dei bambini, nella scelta dei giocattoli, il 58% degli Europei darà importanza agli aspetti educativi e formativi. I bambini riceveranno giochi da tavolo, libri e giochi educativi mentre i teenager riceveranno videogame, denaro e libri. Per quanto riguarda l’Italia, circa il 70% dei consumatori prenderà in considerazione regali di prodotti a elevata utilità. Per quanto riguarda il fattore prezzo, il 64% dei consumatori italiani ha dichiarato di voler visitare negozi alla ricerca di prodotti in promozione. Il 62% ammette che comprerà regali meno costosi rispetto allo scorso anno, mentre il 40% dei consumatori ridurrà gli acquisti d’impulso.

La “spending review” e la coperta corta del consumatore

Dalla ricerca è inoltre emerso che l’85% degli italiani è disposto a ridurre le spese per i prodotti di abbigliamento, l’83% per le attività di divertimento e l’82% per la tecnologia. Viceversa, emergono in maniera chiara due settori nei quali i consumatori non sono disposti a risparmiare: le spese per la salute e l’educazione.

Come scelgo il mio regalo: occhio ai prezzi, ai saldi e alle possibilità del canale on-line

L’indagine Deloitte ha ben evidenziato come si ridurranno gli acquisti soprattutto della categoria “Gift” (abbigliamento, libri, giocattoli) (-5%), mentre terranno abbastanza bene il settore alimentare (“Food&Drink”) e le attività del tempo libero. Alla luce dell’attuale scenario economico, il consumatore è sempre più attento alle proprie decisioni di spesa e il prezzo è sempre più un fattore determinante nelle sue scelte.

Tuttavia, negli ultimi anni, il comportamento di acquisto del consumatore si è evoluto: oggi più che mai è evidente nel nostro paese l’attenzione del consumatore verso la ricerca di prodotti utili e al miglior prezzo possibile. Per questo Natale, il 91% degli italiani continuerà a cercare prodotti in saldo e 4 consumatori su 5 hanno dichiarato di voler ricorrere in egual misura o ad aumentare i propri acquisti sul canale on-line.Oltre  al prezzo, gli italiani continuano ad essere sensibili sia alla sostenibilità ambientale  sia all’etica sociale.

«La nostra ricerca conferma la tendenza in atto da tempo: il consumatore si è evoluto ed è sempre più selettivo. Infatti, la crisi lo ha reso più attento a tutto ciò che riguarda il prezzo e gli strumenti disponibili per pagare il prodotto il meno possibile» afferma Righetti. «Tutto ciò non lo ha però reso miope di fronte a tematiche per le quali ormai da anni mostra una forte sensibilità. Il consumatore non cerca solo un prodotto che risponda alle esigenze delle proprie tasche, ma che rifletta anche i valori etici in cui crede. È un consumatore attento a tutti gli aspetti sociali, alle ricadute che le proprie scelte hanno sull’ambiente che lo circonda e che esige trasparenza nella comunicazione con il produttore» continua l’analisi della ricerca Deloitte. Tuttavia, «cresce il consumo responsabile e consapevole e lo sviluppo sostenibile diventa quindi un imperativo nella produzione. Anche la collaborazione tra Governi e industria per un consumo differente diventa a questo punto indispensabile», conclude Dario Righetti.

L’esperienza multicanale continua ad affermarsi nel comportamento d’acquisito del consumatore

Il canale on line è in crescita. Nel 2013 il budget stimato degli acquisti on line è pari al 26% sul totale, ovvero circa 125 Euro (un punto percentuale in più rispetto al 2012 e ben 6 punti in più rispetto al 2011) ed il 32% degli intervistati dichiara di utilizzare questo canale per gli acquisti.

Il consumatore italiano acquista online prevalentemente musica e film (37% e 39%) mentre preferisce il canale tradizionale fisico per l’acquisto di cibo e bevande, abbigliamento e giocattoli.

Ripresa nel 2014? I consumatori italiani ci sperano pur rimanendo pessimisti

La ricerca Deloitte ha evidenziato in Italia, una percentuale di consumatori (pari all’80%) che ritiene il Paese in una fase recessiva. I consumatori italiani sono più pessimisti rispetto alla media europea (50%) con riferimento alla speranza di una ripresa economica nel 2014: per il 56% degli intervistati italiani la situazione peggiorerà contro il 41% degli europei.

Rispetto allo scorso anno, tuttavia, la percentuale degli intervistati che si aspetta un miglioramento della situazione economica nel 2014 è aumentata notevolmente passando dall’8% del 2012 al 18% attuale. Rispetto al potere d’acquisto, il 58% dei consumatori italiani ritiene di avere un minor potere d’acquisto rispetto allo scorso anno.

A livello europeo, è interessante notare come il continente sembri a tutti gli effetti diviso in due. Da una parte l’Europa sud occidentale in cui la maggior parte dei consumatori ritiene di avere un potere d’acquisto inferiore rispetto lo scorso anno; dall’altra l’Europa nord orientale che, al contrario, si sente più ricca rispetto al 2012.

«In questi anni la crisi ha eroso il reddito pro-capite degli italiani, intaccando anche il risparmio ed il loro livello di ricchezza» recita in conclusione l’analisi di Deloitte. «Quest’anno il livello di fiducia dei consumatori sembra essere in leggero miglioramento anche se l’aumento dell’IVA al 22% non è certamente un fattore positivo in tal senso. Tuttavia il desiderio di celebrare le festività natalizie rimarrà sempre molto alto nel nostro Paese» conclude Dario Righetti nel suo commento alla ricerca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Shares
Shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: