Nell’udienza generale il Papa esprime “grande dolore” per i bambini uccisi in Siria

Francesco rinnova l’invito ad aiutare le Filippine. Nel discorso per l’udienza generale parla del battesimo, “secondo compleanno” e di confessione. “La confessione non è una seduta in una sala di tortura, è una festa per festeggiare il giorno del battesimo”. L’incontro con i familiari delle vittime di Nassiriya

Papa Francesco

Città del Vaticano – I drammi di Siria e Filippine sono stati ricordati oggi da papa Francesco che al termine dell’udienza generale ha espresso “grande dolore” per i bambini uccisi in Siria ed è tornato a chiedere sostegno per le vittime del tifone.

«Ho appreso con grande dolore – ha detto Bergoglio – che due giorni fa a Damasco colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e anche l’autista dell’autobus, e che altri bambini sono rimasti feriti. Per favore che queste tragedie non accadano mai, preghiamo fortemente».

Subito dopo ha aggiunto: «Stiamo pregando e unendo le forze per aiutare nostri fratelli e sorelle delle Filippine colpiti dal tifone. Queste sono le belle battaglie da combattere per la vita mai per la morte».

In precedenza, nel discorso rivolto alle 60mila persone presenti in piazza san Pietro, il Papa, continuando a illustrare la preghiera del Credo si è soffermato sull’articolo che dice «professo un solo battesimo per il perdono dei peccati». «Si tratta – ha ammonito il Papa – dell’unico riferimento esplicito a un sacramento all’interno del Credo». «In effetti il Battesimo è la ‘porta’ della fede e della vita cristiana. Gesù Risorto lasciò agli Apostoli questa consegna: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato”. La missione della Chiesa è evangelizzare e rimettere i peccati attraverso il sacramento battesimale».

Francesco ha poi dato particolare rilievo al rapporto esistente tra battesimo e confessione. «Al Battesimo – ha detto – è legata la nostra fede nella remissione dei peccati. Il sacramento della penitenza è, infatti, come un secondo battesimo, che rimanda sempre al primo per consolidarlo e rinnovarlo. In questo senso il giorno del nostro battesimo è il punto di partenza di un cammino, di un cammino bellissimo, di un cammino verso Dio, che dura tutta la vita, un cammino di conversione e che è continuamente sostenuto dal Sacramento della Penitenza». «E anche pensate questo: quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono, e questo è bello. E’ come festeggiare in ogni confessione il giorno del battesimo. E così la confessione non è una seduta in una sala di tortura, è una festa per festeggiare il giorno del battesimo».

A proposito di battesimo, è tornato a chiedere ai presenti di festeggiare il giorno del battesimo, «secondo compleanno». «Tutti voi – ha detto il Pontefice – conoscete il giorno nel quale siete nati. Davvero, no? Festeggiate il compleanno, tutti. Tutti noi festeggiamo il compleanno. Ma farò una domanda che ho fatto un’altra volta, ma che farò un’altra volta: chi di voi si ricorda la data del suo Battesimo? Alzi la mano. Chi di voi? Sono pochi, eh? Non tanti. E non domando ai vescovi, perché non provino vergogna, eh? Sono pochi, eh? Ma facciamo una cosa, oggi quando tornerete a casa, domandate: ‘In quale giorno io sono stato battezzato?’ cercate. E questo è il secondo compleanno: il giorno in cui si nasce nella Chiesa. “Farete questo? E’ un compito, eh, da fare a casa: cercare il giorno nel quale io sono nato e ringraziare il Signore perché ci ha aperto la porta alla Sua Chiesa quel giorno nel quale io ho ricevuto il Battesimo».

Papa Francesco, infine, ha definito il battesimo «un’immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature. Si tratta di un lavacro di rigenerazione e di illuminazione. Rigenerazione perché attua quella nascita dall’acqua e dallo Spirito senza la quale nessuno può entrare nel regno dei cieli. Illuminazione perché, attraverso il battesimo, la persona umana viene ricolmata della grazia di Cristo,luce vera che illumina ogni uomo e scaccia le tenebre del peccato. E per questo nella cerimonia del battesimo ai genitori si dà una candela accesa, per significare questa illuminazione. Il battesimo ci illumina da dentro con la luce di Gesù. In forza di questo dono il battezzato è chiamato a diventare egli stesso luce, la luce della fede, che ha ricevuto, luce per i fratelli, specialmente per quelli che sono nelle tenebre e non intravedono spiragli di chiarore all’orizzonte della loro vita».

Papa Francesco ha incontrato i familiari delle vittime della strage di Nassiriya, di cui ieri si è celebrato il decimo anniversario.

(Credits: AsiaNews)

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