Tragedia in Sardegna, Facebook e Twitter protagonisti. La Protezione Civile implementi i “social”

Ancora una volta i social network stanno dimostrando la propria forza comunicativa. Ma la Protezione Civile Nazionale continua a non volere utilizzare in maniera coordinata Facebook e Twitter.

Sardegna

Quando avvengono tragedie come quella che stanno vivendo gli abitanti della Sardegna, i social network (Facebook e Twitter in primis) indossano gli abiti di servizi d’informazione e comunicazione utili alla cittadinanza e a promuovere iniziative di solidarietà.

E, paradossalmente, riescono ad operare meglio di chi lo fa per mestiere ma si ostina a non utilizzare gli strumenti offerti dalla rete, capaci in potenza di raggiungere migliaia di persone nel giro di pochissimo tempo.

Il riferimento è alla Protezione Civile Nazionale, assente sia da Facebook che da Twitter (al contrario di quanto avviene, ad esempio, negli Stati Uniti d’America con la Federal Emergency Management Agency). Tutto ciò nonostante neanche due giorni fa ci sia stata una giornata di studio a Roma proprio sul rapporto tra la Protezione Civile e i social media (qui il nostro articolo).

Per essere precisi, su Facebook – oltre quella creata automaticamente dal social – ne esiste una con oltre 35mila iscritti, non aggiornata dal 5 gennaio del 2009 ma assai probabilmente creata da un “semplice” volontario. Su Twitter, poi, esistono solo profili territoriali; ne manca uno di coordinamento e informazione nazionale. Una scelta voluta dalla Protezione Civile, come confermato dalle parole di Titti Postiglione, Responsabile Ufficio Volontariato, Formazione e Comunicazione: «Non vogliamo che sia il Dipartimento ad essere il gestore della comunicazione sui social media – ha affermato – non andrebbe bene per il nostro sistema di protezione civile, che è basato su competenze di carattere locale e territoriale: dobbiamo piuttosto costruire una rete e continuare a svolgere un ruolo di coordinamento».

Per fortuna, però, che ci sono gli utenti “normali”, capaci di inviare in tempo reale notizie e appelli dalle zone colpite dal ciclone Penelope. Sono ben tre, infatti, gli hashtag che fanno parte delle tendenze di oggi su Twitter: #ForzaSardegna, #allertameteoSAR e #Cagliari. Lo stessi si può dire per Facebook, dove le altre parole più utilizzate sono anche #olbia e #uras. Tante, inoltre, le pagine creata sul social media di Zuckerberg, come Help Sardynia e Sardegna devastata dal ciclone.

In prima fila anche YouTube, il popolare sito di video sharing, dove sono centinaia i filmati caricati nelle ultime 24 ore.

Tutto ciò dimostra da un lato quanto sia importante l’uso dei social network in situazioni di emergenza; dall’altro quanto sia ancora lontano un uso consapevole della rete da parte di chi dovrebbe beneficiare della viralità tipica delle condivisioni via internet.


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Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

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