Mark Webber il più veloce nelle ultime libere a Interlagos, ma tutti si sforzano di non consumare gomme per qualifiche e gara

Dietro la Red Bull dell’australiano, le due Lotus di Grosjean e Kovalainen, quarto Bottas. Senza tempo Rosberg, Alonso, Button e Massa grazie a regolamenti assurdi che limitano le gomme come se fosse la gara di kart della sagra paesana…

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Ultima sessione di libere interlocutoria sul circuito di Interlagos, a San Paolo del Brasile, in preparazione delle qualifiche e dell’ultimo appuntamento del mondiale di Formula 1. Con pioggia abbondante e costante, le ventidue monoposto hanno girato, ma non hanno corso, si potrebbe dire… Mark Webber alla fine è risultato il più veloce, nelle ultime prove libere della sua carriera in F1, ma lo sforzo di tutti è stato quello di non consumare le gomme da bagnato – full wet (spalla azzurra) e intermediate (spalla verde) – in prospettiva proprio di qualifiche e gara, per cui si prospetta una partenza dietro la Safety Car, per la gioia di Bernrd Maylander che la conduce.

Alle spalle del pilota australiano della Red Bull, le due Lotus di Romain Grosjean e Heikki Kovalainen, staccati di poco più di 3 e 7 decimi, poi Valtteri Bottas, Nico Hülkenberg, Jean-Eric Vergne.

Settimo tempo per Esteban Gutierrez, davanti a Pastor Maldonado e alle due Force India di Paul di resta e Adrian Sutil, che chiude la virtuale Top Ten. Non fanno testo, se non come indicazione di massima, il 13° crono di Jules Bianchi, il 14° di Charles Pic, il 15° di Max Chilton e il 16° di Giedo van der Garde, sia perché Vettel e Perez hanno limitato i propri giri, sia perché ben quattro piloti – Rosberg, Alonso, Button e Massa – hanno compiuto solo dei test di verifica del funzionamento delle monoposto e della resa delle gomme.

Tutti si sono preoccupati infatti di mantenere inalterate le possibilità per la qualifica e la gara, risparmiando le gomme. Frutto di una scelta regolamentare che impone un range di ben quattro tipi di slick e di due tipi di gomme da bagnato, imponendo al fornitore unico un lavoro inutile nel corso del campionato, per poi imporre un numero limitato di treni per ogni appuntamento, come se la Formula 1 fosse la gara di kart organizzata dal comitato dei festeggiamenti del Santo Patrono di quartiere. Follie di una F1, tra pagliacciate e spettacolo sintetico, fuori dalla grazia dello sport professionale.

Il fatto che i piloti abbiano preferito non girare nella seconda metà del turno – tranne Gutierrez – è la dimostrazione di quanto assurdi siano i regolamenti, che deprimono lo spettacolo e mortificano gli appassionati, i quali si sobbarcano spesso veri sacrifici per seguire sui circuiti i propri beniamini. Non sarebbe il caso di rispettare di più la gente “normale”, senza cui tutto il Circus si ridurrebbe a un gruppetto minoritario e isolato di fanatici?

Qualifiche dalle 17 (come da scheda gara sottostante). A questo punto, non sarebbe meglio tirare a sorte la griglia, per movimentare lo spettacolo?

Ultimo aggiornamento 23 Novembre, ore 15.46 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’analisi tecnica della pista dal punto di vista della Pirelli, a cura di Mario Isola

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John Horsemoon

Sono uno pseudonimo e seguo sempre il mio dominus, del quale ho tutti i pregi e i difetti. Sportivo e non tifoso, pilota praticante(si fa per dire…), sempre osservante del codice: i maligni e i detrattori sostengono che sono un “dissidente” sui limiti di velocità. Una volta lo ero, oggi non più.

Correre in gara dà sensazioni meravigliose, farlo su strada aperta alla circolazione è al contrario una plateale testimonianza di imbecillità. Sul “mio” giornale scrivo di sport in generale, di automobilismo e di motorsport, ma in fondo continuo a giocare anche io con le macchinine come un bambino.

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