Michele Cimino, detto “Il Censore Ignorante**”

Durante il dibattito per l’approvazione degli articoli del Ddl sull’editoria in Sicilia, l’esponente di “Voce Siciliana” si fa latore di una battaglia di libertà: divieto di anonimato nei commenti sulle testate online. Ecco perché sbaglia. E di grosso

anonimo

Ieri pomeriggio, all’Assemblea Regionale Siciliana, sono stati approvati i nove articoli che compongono il ddl sull’editoria, voluto in modo risoluto dal capogruppo dell’UDC, Lino Leanza.

Durante il dibattito in aula, Michele Cimino, esponente di “Voce Siciliana” ed ex PDL e Grande Sud, ha però chiesto che il testo del disegno di legge fosse riscritto, per introdurre il divieto di pubblicazione sui siti web dei commenti anonimi o non identificabili.

Un desiderio di censura inammissibile che va contro la filosofia alla base di internet. Bisogna ricordare, infatti, che gli antesignani delle testate online contemporanee sono i blog, nati alla fine degli anni 90 ed esplosi con l’avvento dell’accesso di massa alla rete. I blog hanno due caratteristiche semplici e fondamentali: da un lato c’è l’estensore di un testo, pubblicato liberamente come post; dall’altro c’è il commentatore che replica altrettanto liberamente a quanto affermato dal blogger. E il commentatore è un utente libero di essere se stesso; di proporsi con un nickname; di restare anonimo.

Ecco, questi sono gli ingredienti essenziali del blog partecipativo.

Ora, la forma comunicativa del blog ha così sconvolto il panorama del web che ha costretto le testate giornalistiche online ad adeguarsi e a permettere ai lettori d’intervenire attivamente alle notizie pubblicate, rilasciando un commento, votando l’articolo, condividendolo.

A causa dell’assetto rigido delle responsabilità per chi cura un giornale, però, spesso si opta per l’applicazione della moderazione preventiva delle repliche: si pubblica un commento dopo che la redazione abbia verificato che non violi la policy che ciascuna testata si dà a tutela dei propri diritti e per evitare conseguenze legali ma questa moderazione in genere non equivale a una censura, ma alla verifica che non sia discriminatorio o formulato in modo tale da rischiare di essere diffamatorio.

Ma se si obbligasse una testata giornalistica ad approvare solo i commenti verificabili, ovvero con nome e cognome o previa registrazione con l’inserimento di dati identificativi, verrebbe meno l’essenza d’internet. Anzi, saremmo di fronte ad un vero e proprio attacco liberticida nei confronti della libertà di manifestazione del pensiero. In poche parole, si legalizzerebbe la censura nei confronti del lettore/commentatore.

Ovviamente l’idea dell’onorevole Cimino parte dal fatto che i politici sono spesso soggetti di commenti “cattivi” né più né meno di quanto avviene durante una manifestazione di protesta per le strade (ma non è che si chiede ad un cittadino la carta d’identità prima che possa dire la sua, no?). E pare una sorta di tentativo maldestro di difendere la propria immagine di fronte agli attacchi esterni.

Tra l’altro, Cimino ignora che chi opera sul web del tutto anonimo non è mai, come è noto, perché in un modo o in un altro lascia “una traccia” del proprio passaggio, così da poter essere individuato, se necessario, per cui anche fornire una email fasulla non fa sfuggire dal magico “indirizzo IP” (un numero magico che è come un codice genetico di chi opera sul web). Dalle informazioni divulgate dalle forze di polizia impegnate in varie operazioni internazionali se ne ha contezza più esatta: meraviglia che Cimino ignori questo dato fondamentale.

Ma la vecchia politica dovrebbe cominciare a rassegnarsi all’idea che è finita l’era del “me la canto e me la suono“. Anche grazie a internet, come mostrano le più recenti “rivoluzioni” nel Mediterraneo meridionale.

**Ignorante, participio presente del verbo “ignorare”, con il senso di “colui che ignora”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

20130628-twitter-very-little@Walter Giannò

Shares

Walter Giannò

Blogger dal 2003, giornalista pubblicista, ha scritto su diverse piattaforme: Tiscali, Il Cannocchiale, Splinder, Blogger, Tumblr, WordPress, e chi più ne ha più ne metta. Ha coordinato (e avviato) urban blog e quotidiani online. Ha scritto due libri: un romanzo ed una raccolta di poesie. Ha condotto due trasmissioni televisive sul calcio ed ha curato la comunicazione sul web di un movimento politico di Palermo durante le elezioni amministrative del maggio 2012. Si occupa di politica regionale ed internet.

Shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: