TFF31: 2 automnes 3 hivers, amore, morte ed esistenzialismo nella Parigi contemporanea

Terza opera del regista Sebastién Betbeder, in concorso al XXXI Torino Film Festival, 2 automnes 3 hivers regala emozioni e rivisitazioni della tradizione cinematografica francese

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Arman incontra Amélie durante una corsa al parco, ma dopo un imbarazzante e brevissimo confronto la perde di vista. Il caso vuole che una notte Arman corra in soccorso di Amélie, vittima di un tentativo di stupro: Arman, trovando un inaspettato coraggio, proverà a salvarla ma finisce accoltellato e, quindi, in ospedale. Dopo essersi ripresi comincia la fase dell’innamoramento, bloccato solo dalla notizia che l’amico di una vita Benjamin cade vittima di un leggero ictus. I due amici, ripenseranno alle loro esistenze con un occhio più maturo rispetto al passato, visto la loro esperienza di quasi morte.

Dramma, romanticismo, ironia, comicità, riflessione, commozione. Il cinema francese, che si tratti di un’opera più soft e indirizzata a un pubblico vastissimo come accade in Alceste à bicyclette (a Torino nella sezione Festa Mobile/Europop) o di un lavoro più sperimentale e introspettivo come questo 2 automnes 3 hivers, non ha ancora smesso di regalare grande cinema e l’affare dura ormai da parecchi anni.

Solo un cinema come quello d’oltralpe può dirsi attualemente veramente completo per raccontare magari i medesimi concetti, sfruttando però canali sempre diversi; proprio per questo motivo ogni opera, anche se non dovesse fregiarsi di essere veramente originale, verrà sempre ricordata per aver raggiunto un qualcosa in più rispetto a quella precedente.

Quella di Sebastién Betbeder è un’intima riflessione sull’innamoramento, sulle difficoltà di riconoscre la vera passione amorosa (distinguendola dall’amore per noia), sulla paura di rimanere soli, accostando a questo tema anche il confronto con la morte e ricavandone quindi un esistenzialismo potente.

Betbeder sfrutta i vicoli di Parigi, le periferie, il centro, i parchi, i pub (oltre a raffigurare un luogo di montagna come centro e fonte di esplosione delle problematicità del suo manipolo di personaggi); lo fa con un tocco leggero e quasi sempre ironico, mettendo in bocca ai protagonisti (che si rivolgono direttamente allo spettatore) le riflessioni sugli eventi che devono ancora accadere, come una sorta di balzo temporale delle loro menti; alla tradizione della Nuovelle Vague unisce la spontaneità della commedia contemporanea e il pessimismo quasi sempre dominante nelle generazioni attuali di trentenni. Il tutto appare ben messo in scena, composto e condensato omogeneamente per tutta la durata della pellicola, toccando l’apice nel bellissimo finale.

VOTO : 8,5

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Il trailer ufficiale: 

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