Censis: allarme razzismo, per 2 italiani su 3 troppi immigrati

Dati preoccupanti sulla percezione dell’immigrazione fra gli italiani. Frutto di un governo errato del fenomeno e di scelte avvertite come imposizioni ideologiche?

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Solo il 17,2% degli italiani prova comprensione e ha un approccio amichevole nei confronti degli immigrati; 4 su cinque si dividono tra diffidenza (60,1%), indifferenza (15,8%) e aperta ostilità’ (6,9%), mentre due italiani su tre (il 65,2%) pensano che gli immigrati in Italia siano troppi.

Dall’ultimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese emerge “la scarsa diffusione di sentimenti positivi” verso gli stranieri. Nel 2013, la nomina del primo ministro di colore della Repubblica ha rappresentato un elemento positivo, “ma agli osservatori più attenti non saranno sfuggiti alcuni segnali di tensione abilmente alimentati da una parte dei nostri rappresentanti politici in un razzismo che monta dall’alto e che trova nelle preoccupazioni legate alla crisi un pericoloso brodo di coltura”.

Oltre la meta’ della popolazione (il 55,3%) ritiene che, nell’attribuzione degli alloggi popolari, a parità’ di requisiti, gli italiani dovrebbero essere inseriti in graduatoria prima degli immigrati, ed e’ circa la meta’ (48,7%) a pensare che sia giusto, in condizioni di scarsita’ di lavoro, dare la precedenza agli italiani anche nelle assunzioni.

“Il razzismo, nella sua peggior veste, è un rischio presente all’orizzonte”, avverte il Censis: appena un quarto degli italiani (24,4%) ritiene che la nostra democrazia sia in grado di tutelarci contro questo fenomeno, mentre il 40,1% teme che il razzismo possa dilagare anche a partire da pochi casi isolati; il 35,5%, poi, vede nell’intreccio tra crisi economica, disoccupazione e intolleranza un pericolo in grado di innescare vere tragedie.

Tuttavia il Censis non entra nel merito a sufficienza, secondo il nostro punto di vista. La propensione degli italiani verso l’immigrazione è a nostro avviso legata a un errato governo del fenomeno immigrazione, che dà alla cittadinanza l’idea che dagli immigrati siano tollerati comportamenti che ai cittadini non sono consentiti in assoluto (per esempio verso i commercianti cinesi, come tragicamente emerso negli ultimi giorni a Prato). Spesso la percezione tra una larga fascia di cittadini è che l’immigrazione sia un problema affrontato con un approccio ideologico e non pragmatico, che piuttosto vada al nocciolo della questione: l’integrazione può funzionare sia se c’è apertura degli autoctoni che se c’è impegno da parte degli immigrati a non cercare di stravolgere – anzi: a rispettare – le tradizioni culturali (e religiose) degli italiani.

Credit: AGI

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