Per Mandela funerali di Stato il 15 dicembre, il 10 cerimonia a Soweto

Il Sudafrica ha dichiarato una settimana di lutto nazionale da domenica, prevista una cerimonia pubblica allo stadio di Johannesburg. Sabato prossimo i funerali di Stato, attesi i leader politici di tutto il mondo

Johannesburg – Si terranno il 15 dicembre i funerali di Stato per Nelson Mandela, primo presidente nero del Sudafrica ed eroe anti-apartheid morto ieri sera a 95 anni. Ad annunciarlo è stato il presidente sudafricano Jacob Zuma.

Balli, canti, lacrime: a Johannesburg la folla è scesa in strada e si è riunita davanti alla casa di Nelson Mandela la notte scorsa per rendere ancora una volta omaggio all’eroe della lotta contro l’apartheid, il padre della nazione sudafricana, scomparso all’età di 95 anni. Mandela è spirato ieri sera alle 20.50, circondato dai suoi familiari e dagli anziani della tribù di Thembu, cui apparteneva.

Le due figlie più giovani di Mandela, Zindzi e Zenani, sono state informate della morte del padre nel corso della proiezione a Londra in anteprima europea di un film dedicato alla vita del simbolo della lotta contro l’apartheid, alla presenza del principe William e di Catherine.
Le due sorelle erano appena arrivate sul posto in cui avveniva la proiezione quando sono state informate per telefono. Hanno immediatamente lasciato il cinema. Anche il principe William è stato informato nel corso della proiezione. A fine film è stato dato l’annuncio alla sala dal produttore Anant Singh.

“Autorizzeremo dei funerali di Stato per l’ex presidente Nelson Mandela, che sarà sepolto il 15 dicembre a Qunu, nella provincia di Eastern Cape”, ha annunciato Zuma, aggiungendo che il 10 dicembre si svolgerà una cerimonia ufficiale allo stadio Soccer City di Soweto, vicino a Johannesburg.

Le spoglie di Mandela saranno poi esposte alle Union Buildings, sede della presidenza a Pretoria dall’11 al 13 dicembre, prima della sepoltura a Qunu.

“Lavoreremo insieme per organizzare funerali degni per questo straordinario figlio del nostro Paese e padre della nostra giovane nazione”, ha aggiunto il presidente sudafricano, ringraziando tutti per i messaggi di condoglianze arrivati da tutto il Sudafrica e dal resto del mondo.

Il Sudafrica ha dichiarato una settimana di lutto nazionale a partire da domenica 8 dicembre, che sarà un “giorno nazionale di preghiere e riflessione”.

Il paese si appresta a ricevere i capi di Stato e di governo di tutto il mondo per le esequie di Mandela, mentre dalla Cina al Dalai Lama, da Washington a Teheran, c’è stata unanimità nel ricordare in positivo un grande uomo e leader politico.

In mattinata, il corpo di Nelson Mandela è stato prelevato dalla sua abitazione per essere trasferito in un ospedale militare a Pretoria. Tra qualche giorno, secondo quanto anticipato dall’agenzia sudafricana Sapa che cita fonti del governo, è prevista una cerimonia commemorativa pubblica in uno stadio a Johannesburg. Il feretro verrà poi esposto nella camera ardente a Pretoria per alcuni giorni. Ci saranno dieci giorni di cerimonie, poi domenica 15 dicembre, verrà trasferito a Qunu per i funerali di stato e la sepoltura.

Secondo l’emittente americana Cnn, fino a cinque giorni dalla sua morte non ci sarà alcun evento pubblico per Mandela, cui decine di migliaia di persone potranno rendere omaggio probabilmente nell’Fnb stadium di Soweto, noto come Città del calcio. E’ qui che fece la sua ultima apparizione pubblica nel luglio del 2010, in occasione della finale dei Mondiali di calcio.

Tra il sesto e l’ottavo giorno dopo la sua morte, il corpo di ‘Madiba’ sarà esposto per tre giorni nella sede del governo a Pretoria, lo stesso dove il 10 maggio del 1994 giurò da primo presidente del Sudafrica del post-apartheid. Il primo giorno potranno rendergli omaggio leader e personalità, mentre nei due giorni successivi si metteranno in fila i comuni cittadini.

Nel nono giorno dopo la sua morte, venerdì prossimo, quindi, un aereo militare con a bordo la salma di Mandela decollerà alla volta di Mthatha, città principale della Provincia orientale del Capo, dove si trova Qunu, il villaggio in cui Madiba nacque il 18 luglio del 1918 e dove trascorse gli anni della sua infanzia. E’ qui che i militari passeranno alla sua famiglia la responsabilità dei resti dell’ex presidente sudafricano ed è qui che, al tramondo, i leader dell’African national congress (Anc) ed i parenti si riuniranno per una veglia di preghiera privata.

Infine, sabato prossimo i funerali di Stato – cui sono attesi decine di leader stranieri, tra cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama – che si svolgeranno sotto un’enorme tenda allestita sulle colline dove Mandela giocava da bambino, e la sepoltura, a mezzogiorno, in un’area appositamente predisposta per lui e dove sono già sepolti alcuni suoi famigliari.

Da anni, segretamente, governo, forze armate e familiari lavoravano nei minimi dettagli a piani per i funerali di Nelson Mandela.

I funerali si preannunciano come i più imponenti della storia, con un partecipazione che potrebbe superare quella per le esequie di Giovanni Paolo II, nel 2005, con due milioni di persone.

“Il paese ha perso il proprio padre”, ha detto l’arcivescovo Desmond Tutu nel corso di una messa celebrata oggi a Città del Capo: i sudafricani dovrebbero fare a Mandela il regalo di un paese unito, ha dichiarato il religioso anglicano, ex attivista anti apartheid, anche lui Premio Nobel per la pace, nel corso della cerimonia cui hanno preso parte centinaia di persone.

Lavorare con Mandela è stato “un onore”, ha detto Frederik Willem de Klerk, suo predecessore alla presidenza del Sudafrica, suo avversario politico e covincitore del Premio Nobel per la pace. “Anche se eravano oppositori politici e anche se le nostre relazioni erano spesso burrascose fummo sempre capaci di intenderci nei momenti critici per risolvere le numerose crisi che sorsero nel corso del processo negoziale”.

Credit: Adnkronos, TMNews

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